domenica 25 maggio 2025

FRANCA VIOLA

 

 

 
Questa donna straordinaria si chiama Franca Viola. Aveva 17 ann il giorno di Santo Stefano del 1965, quando il suo ex-fidanzato Filippo Melodia, noto malavitoso e nipote di un capoclan locale, dopo una lunga serie di minacce e intimidazioni, fece irruzione nella sua casa di Alcamo insieme a 13 giovani armati, che devastarono l'appartamento, pestarono a sangue la madre e rapirono Franca e il fratellino Mariano, che si era aggrappato alle gambe della sorella senza mollarla più. 
Il fratello lo lasciarono poche ore dopo. Franca no. Franca trascorrerà i successivi 5 giorni segregata in un casolare di campagna e, in seguito, in casa della sorella di Melodia. Infine, dopo una settimana trascorsa legata a un letto, a digiuno, in stato di semi-incoscienza, insultata, umiliata, fu violentata dall'ex-fidanzato. 
Quando, il 2 gennaio, fu rintracciata e liberata dalla polizia, Melodia dava per scontato che tutte le accuse sarebbero crollate con quello che allora era considerato la norma: il "matrimonio riparatore". 
Ed è qui che una storia drammaticamente comune a quella di centinaia di donne assume una traiettoria che cambierà la storia di Franca e quella di un Paese intero. Franca rifiuta di sposarsi, sceglie di dichiararsi "svergognata" davanti a un'opinione pubblica bigotta e sbigottita: non era mai accaduto prima di allora. 
Franca ha contro tutto e tutti: lo Stato italiano, la mafia, una società patriarcale e arcaica che la considera un incidente di percorso. Accanto a lei ha solo una persona: il padre Bernardo, che dal primo istante non l'ha mai abbandonata e si è costituito parte civile al processo, a costo anche di perdere il proprio posto di lavoro. 
Ed è proprio durante quello storico processo che Franca Viola pronuncia queste parole che oggi riecheggiano ancora forti, ma che allora, nell'Italia e nella Sicilia degli anni '60, suonavano semplicemente blasfeme. 
E, per questo, potentissime. 
“IO NON SONO PROPRIETÀ DI NESSUNO” disse. “Nessuno può costringermi ad amare una persona che non rispetto. L'onore lo perde chi le fa certe cose, non chi le subisce”. 
Dopo mesi di fango, offese, minacce, intimidazioni di ogni genere, Melodia e i suoi complici vengono condannati a 11 anni di carcere. Franca ha vinto, sposa un altro uomo, si riappropria della propria vita, ma dovremo attendere altri 15 anni - il 1981 - perché il matrimonio riparatore e il delitto d'onore, grazie anche e soprattutto al suo coraggio e alla sua tenacia, spariscano dal codice penale. 
Ancora oggi, a distanza di oltre mezzo secolo, quando Franca incontra per strada alcuni dei suoi aguzzini, essi chinano il capo alla vista di quella donna dalla dignità incrollabile, incapaci di sostenerne lo sguardo. 
Mentre parliamo di violenza sulle donne, abusi, discriminazioni di genere, di patriarcato malato e maschilismo tossico, questa storia è ancora lì a ricordarci che i diritti che crediamo scontati sono stati conquistati un pezzo per volta, un passo dopo l'altro, con fatica, sacrifici e sofferenze inimmaginabili da parte di donne come Franca Viola. Una grande Italiana. 

Fonte: Lorenzo Tosa

LA FELICITà NEL MATRIMONIO

 

 

 
 
Prima di sposarsi il 29 gennaio 1958, l'attore PaulNewman (26 gennaio 192526 settembre 2008) scrisse una lettera alla sua futura moglie, Joanne Woodward, anche lei attrice, delineando un "decalogo" per costruire un matrimonio solido e duraturo:

"La felicità nel matrimonio non è qualcosa che accade per caso. Un buon matrimonio va costruito, passo dopo passo. Nell'arte del matrimonio, le piccole cose sono in realtà le più grandi. Non si è mai troppo vecchi per tenersi per mano. Bisogna ricordarsi di dire 'Ti amo' almeno una volta al giorno. Mai andare a letto arrabbiati. Non bisogna mai dare nulla per scontato: il corteggiamento non deve finire con la luna di miele, ma continuare per tutta la vita. Un matrimonio felice è avere obiettivi comuni e affrontare il mondo insieme, fianco a fianco.

È creare un cerchio di amore che abbraccia tutta la famiglia. È fare gesti per l'altro, non come sacrificio, ma con gioia. È dire parole di apprezzamento e mostrare gratitudine in modi sinceri e ponderati.

Non è aspettarsi che il marito sia l'uomo perfetto o che la moglie sia la compagna ideale. Non si cerca la perfezione, ma si coltivano flessibilità, pazienza, comprensione e senso dell'umorismo. È avere la capacità di perdonare e dimenticare. È una ricerca comune del buono e del bello. Significa stabilire una relazione dove l’indipendenza è equilibrata, la dipendenza è reciproca e l’impegno è condiviso. Non si tratta solo di sposare la persona giusta, ma di essere il partner giusto."

Con affetto,
Paul

Joanne Woodward vinse l'Oscar per il film "Le tre facce di Eva" (1957), diretto da Nunnally Johnson, prima del matrimonio con Paul Newman.

sabato 3 maggio 2025

ALCUNE REGOLE DI VITA

 Alcune regole di vita da imprimere nella mente.
 
1. Avrai sempre problemi. Impara a goderti la vita mentre li risolvi. 
2. Le persone non decidono il loro futuro, decidono le loro abitudini, e le loro abitudini determinano il loro futuro. 
3. Nella vita puoi controllare solo due cose: il tuo impegno e il tuo atteggiamento. 
4. Non chiederti come iniziare. Inizia, e poi chiediti come migliorare. 
5. La felicità dipende meno dal piacere e più dal trovare un senso nella vita. 
6. La vita diventa più difficile quando ti aspetti troppo dagli altri e poco da te stesso. 
7. La vita diventa più semplice quando pretendi molto da te stesso e poco dagli altri. Poni standard elevati, ma mantieni basse aspettative. 
8. La metà dei tuoi problemi esiste solo nella tua testa: a volte ingigantisci cose che in realtà sono piccole. 
9. Non cercare scorciatoie o segreti: quello che ti serve è la costanza. 
10. Non permettere a tre cose di controllare la tua vita: le persone, i soldi e il passato. 
11. Ogni sfida, persino una tragedia, nasconde un’opportunità. Se impari a cercarla, puoi trasformare una situazione negativa in qualcosa di positivo o, almeno, trarne qualcosa di utile. 
12. Sii grato ogni giorno, perché anche quando pensi di non avere nulla per cui ringraziare, la tua vita “normale” potrebbe essere il sogno di qualcun altro. 

Autore ignoto

 

OTTIMA RIFLESSIONE

 

Quando l’uccello è vivo,
si nutre di formiche.
Quando muore,
sono le formiche a nutrirsi di lui.
Il tempo e le circostanze
cambiano senza preavviso,
ricordandoci che nulla è eterno.
Non ferire né disprezzare nessuno,
perché oggi puoi essere forte,
ma il tempo sarà sempre più forte di te.
Un albero può dare vita a mille fiammiferi,
ma basta un solo fiammifero
per bruciare mille alberi.
Per questo, scegli la bontà,
fai del bene senza guardare a chi.


AVEVA SOLO 12 ANNI ED ERA PAKISTANO

 

30 anni fa, il 16 aprile 1995, viene ucciso, a soli 12 anni un bambino pakistano: Iqbal Masih.
 
Ma perché uccidere un bambino? Perché Iqbal è molto di più di un ragazzino: operaio prima, sindacalista e attivista poi, è diventato un simbolo della lotta contro il lavoro infantile.
 
Iqbal lavora da quando aveva soli 4 anni in una fabbrica di mattoni e, per ripagare un debito familiare, è stato ceduto a un fabbricante di tappeti per soli 12 dollari. Picchiato, sgridato e incatenato al suo telaio, Iqbal lavora per più di dodici ore al giorno. Era uno dei tanti bambini che tessono tappeti in Pakistan; le loro piccole mani sono abili e veloci, i loro salari ridicoli.
Inoltre i bambini sono più facili da controllare e troppo deboli per ribellarsi.
 
Nel 1992 Iqbal riesce però a uscire di nascosto dalla fabbrica e partecipa insieme ad altri bambini a una manifestazione del Bonded Labour Liberation Front (BLLF). Ritornato nella manifattura, si rifiuta di continuare a lavorare nonostante le percosse.
 
Il padrone del ragazzo decide di disfarsene accusandolo di aver aumentato il suo debito a causa di supposti errori di lavorazione, costringendo la famiglia di Iqbal ad abbandonare il villaggio. Finalmente libero, Iqbal viene ospitato in un ostello dalla BLLF e ha l'occasione di ricominciare a studiare.
 
Dal 1993 comincia a viaggiare e a partecipare a conferenze internazionali, sensibilizzando l'opinione pubblica sui diritti negati dei bambini lavoratori pakistani contribuendo al dibattito sulla schiavitù mondiale e sui diritti internazionali dell'infanzia. E' l'inizio della piccola rivoluzione di Iqbal, che riesce a colpire il mondo intero con la sua storia e le sue parole.
 
"Non ho più paura di lui - dice riferendosi al suo ex padrone - è lui che ha paura di me, di noi, della nostra ribellione. Da grande voglio diventare avvocato e lottare perché i bambini non lavorino troppo".
 
Nel frattempo, sia per la pressione internazionale che per l'attivismo locale, le autorità pakistane hanno iniziato a prendere i primi provvedimenti, tra cui la chiusura di decine di fabbriche di tappeti e l'attivismo di Iqbal, con la sua potenza, è chiaramente diventato un problema.
 
Le testimonianze circa gli avvenimenti dell'ultima giornata della sua vita, il 16 aprile 1995 (giorno di Pasqua), sono in buona parte imprecise e contraddittorie. Iqbal è in bicicletta con due cugini quando un lavoratore agricolo, a seguito di una breve lite, esplode alcuni colpi di pistola che feriscono uno dei ragazzi e uccidono Iqbal. Per la BLLF però non ci sono dubbi e accusa subito dell'accaduto la "mafia dei tappeti". 
 
A distanza di tempo permangono diversi dubbi sull'accaduto e mentre i suoi assassini sono liberi, il giornalista che ne ha raccontato la storia e' stato accusato di un grave reato: "Danneggia il commercio estero della nazione".
 
A seguito della sua morte, il tema del lavoro minorile, in special modo nell'industria pakistana dei tappeti, ha ricevuto ancora maggior attenzione, rendendo Iqbal un vero e proprio simbolo di tale causa.

«Nessun bambino dovrebbe impugnare mai uno strumento di lavoro. Gli unici strumenti di lavoro che un bambino dovrebbe tenere in mano sono penne e matite.»

LA RESILIENZA DEL SECONDOGENITO

E' proprio vero che quando nasce un nuovo bambino l'amore si moltiplica.


Un attimo prima pensi, riuscirò ad amarli allo stesso modo?
Poi lo guardi per la prima volta negli occhi e, con un suono simile allo scoppiettio dei popcorn, il tuo cuore diventa più grande.. 'POP!'

Ma non si può dire che l'esperienza del primogenito e del secondogenito siano uguali, anzi...

Le differenze iniziano ancor prima di nascere, 
NELLA PANCIA DELLA MAMMA:

Il primo vive la gravidanza in un limbo ovattato, al massimo sente la voce del papà che lo chiama dolcemente e le sinfonie di Mozart, la mamma non alza pesi e si riposa il più possibile.

Il secondo vive in una specie di ambiente schizofrenico in cui si passa dal silenzio assoluto a urla improvvise e stridule "che cosa stai facendooo, adesso rimetti tutto apposto sennò niente cartoniii!!"
Per tutti i nove mesi sente la presenza del fratellone, nel senso che la sente proprio addosso, perché ovviamente al secondo giro la mamma non può permettersi di evitare pesi e manco di riposarsi! Quanto alle sinfonie.. più probabile che senta le sigle di Rai Yo-yo. 

IL CORREDINO
Al primo giro il neonato ancor prima di nascere ha un guardaroba da fare invidia a Lapo Elkann, tra camiciole della fortuna, 10 berrettini, 20 paia di scarpine taglia zero, salopette, pagliaccetti, bretelle e papillon (tutta roba completamente inutile ovviamente).

Il secondogenito invece verrà rigorosamente vestito con i vestitini del fratello maggiore. Gli si comprano un paio di tutine nuove giusto per non fare brutta figura in sala parto. E se la maggiore è una sorella.. oh ma chi l'ha detto che il rosa è solo da femmina scusa..

IL BAGNETTO
Con il primo bimbo il bagnetto è un'attività quotidiana imprescindibile. 
"Dai venite a farvi un aperitivo, portate anche il piccolo.."
"Ma sei matto? A quell'ora abbiamo pappa+bagnetto+ninna nanna+lettura libro+coccole+sonnifero!!!"
Sembra che senza il bagnetto, tutto l'equilibrio psicofisico del piccolo ne risentirà e da grande potrebbe fare il serial killer. 

Con il secondo..
"Quando hai detto che è l'aperitivo? Ah ok tanto il bagnetto l'ha già fatto ieri, per un po’ di giorni è a posto"

Non voglio immaginare con il terzo.. spero per loro che sia un inverno abbastanza piovoso.

LE CADUTE
Si sa, ogni bambino prima di imparare a deambulare come si deve prenderà la sua dose di craniate. È la reazione dei genitori che cambia..
Al primo giro.. BOOM!
Parte la procedura d'emergenza: manuale di primo soccorso, messaggino allarmato al gruppo WhatsApp delle mamme, corsa al pronto soccorso in corsia preferenziale con busta di piselli surgelati sulla testa, svegli tutta la notte per controllare che respiri.

Con il secondo... BOOM!
"Niente amore, niente.. bravooo (con battito di mani)"

Ma c'è una cosa su cui i secondogeniti non possono proprio lamentarsi, nascono già con un amico... uno di quegli amici con cui ci si scambiano confidenze, schiaffoni, risate e sventure, uno di quegli amici che sai già che te ne combineranno di tutti i colori, ma su cui sai di poter contare per tutta la vita.

E questo li ripaga di tutto il resto. 

Perché un fratello è per sempre.

Fonte: Guida senza patente

MIO FIGLIO NON OBBEDISCE

“Sono stufa di mio figlio! Non obbedisce, non fa quello che gli dico, sono stufa di ripetere sempre le stesse cose!”
 
Invece di passare al ruolo di vittima, quando tuo figlio non ti obbedisce, prova a chiederti il perché lo fa, perché diventa disobbediente e oppositivo.
Prova a chiederti cosa sta cercando di dirti tuo figlio con quegli atteggiamenti, perché quello è il suo modo di comunicare.
Magari hai dato degli ordini in modo cieco e freddo, magari non hai visto che lui voleva attenzione e considerazione, o anche rispetto, ma la tua fretta di voler fare le cose ti ha reso più insensibile alle sue reali necessità interiori.
Dobbiamo prenderne atto: i figli hanno dei bisogni interiori da soddisfare, i figli ci chiedono alte prestazioni in questi termini e noi non ce ne accorgiamo.
La genitorialità non è fatta di ordini e disposizioni e poi imprecazioni e arrabbiature.
È facile essere genitori così e farsi vittime della presunta cattiveria e disobbedienza dei figli.
Ma prova a modificare il tuo freddo modo di fare, prova a guardare negli occhi tuo figlio, non darlo per scontato, non rendere banale il vostro rapporto che banale non è.
Lui è un essere di luce che ti sta mostrando il tuo lato oscuro e tu sei il tramite che glielo passerà, se non lo rielabori.
Allora, aumenta la tua presenza quando ti relazioni con lui, aumenta l’aspetto dell’affetto e dell’amore anche negli ordini o nella reazione alla sua disobbedienza.
C’è tutto un linguaggio, una comunicazione che sta avvenendo a livello sottile fra te e lui.
Magari a livello sottile glielo stai dando tu l’ordine di disobbedire (per il tuo karma…)
Svegliati e risvegliati alla profondità di quello che sta avvenendo fra voi.
Prova ad essere più amorevole e ad accompagnarlo con dolcezza nella sua crescita, senza giocare al massacro.
Hai un essere umano, non un burattino, tra le mani e stanno avvenendo delle cose a livello sottile che ti perdi, se ti fai vittima...
 
Dal web

 

domenica 23 marzo 2025

DA INCORNICIARE.. e rileggere ogni tanto per se stessi e per i propri figli…

Il talento per me non esiste, bisogna guadagnarselo. Puoi avere capacità leggermente migliori, ma solamente se lavori andrai più in alto. 

Io esco dal campo distrutto, ma carico a mille e orgoglioso grazie alle lezioni che ho imparato dai maestri. 

Ho un senso del dovere molto forte, che mi hanno insegnato i genitori. Mamma cameriera e papà cuoco in un rifugio, entrambi hanno fondato il loro mestiere sulla disciplina ferrea e mi hanno educato a portare a termine con impegno e onestà ciò che inizio. Costi quel che costi.


Jannik Sinner @janniksin #patremondegui

 

Un insegnante

Mentre stava davanti alla sua classe di quinta elementare il primo giorno di scuola, disse ai bambini una bugia. Come la maggior parte degli insegnanti, guardò i suoi studenti e disse che li amava tutti allo stesso modo. Tuttavia, ciò era impossibile, perché lì, in prima fila, curvo sul suo banco, c’era un bambino di nome Teddy Stoddard.


La signora Thompson aveva osservato Teddy l'anno precedente e aveva notato che non giocava bene con gli altri bambini, che i suoi vestiti erano sporchi e che aveva costantemente bisogno di un bagno. Inoltre, Teddy poteva essere sgradevole.

Arrivò al punto che la signora Thompson provava un certo piacere a correggere i suoi compiti con una penna rossa, segnando grandi X e mettendo un grosso "F" in cima ai suoi fogli.

Nella scuola dove insegnava la signora Thompson, era obbligatorio esaminare i registri scolastici di ogni bambino, ma lei aveva rimandato quello di Teddy fino all’ultimo. Tuttavia, quando lo aprì, ebbe una grande sorpresa.

L’insegnante di prima elementare aveva scritto: "Teddy è un bambino brillante con una risata pronta. Fa il suo lavoro in modo ordinato e ha buone maniere... è una gioia averlo intorno."

L’insegnante di seconda elementare aveva scritto: "Teddy è un eccellente studente, benvoluto dai suoi compagni, ma è turbato perché sua madre è gravemente malata e la vita a casa deve essere difficile."

L’insegnante di terza elementare aveva scritto: "La morte di sua madre è stata dura per lui. Cerca di fare del suo meglio, ma suo padre non mostra molto interesse e la sua situazione familiare inizierà presto a influenzarlo se non si interviene in qualche modo."

L’insegnante di quarta elementare aveva scritto: "Teddy è chiuso in sé stesso e non mostra molto interesse per la scuola. Non ha molti amici e a volte si addormenta in classe."

A quel punto, la signora Thompson capì il problema e si vergognò di sé stessa. Si sentì ancora peggio quando i suoi studenti le portarono i regali di Natale, tutti incartati con bellissimi nastri e carta colorata, tranne quello di Teddy. Il suo era incartato in modo goffo con la carta marrone di un sacchetto della spesa.

La signora Thompson si impegnò ad aprirlo davanti agli altri. Alcuni bambini iniziarono a ridere quando trovarono un braccialetto con alcuni strass mancanti e una bottiglietta di profumo quasi vuota. Ma lei bloccò le loro risate esclamando quanto fosse bello il braccialetto, indossandolo subito e mettendosi un po' di profumo sui polsi.

Quel giorno, dopo la scuola, Teddy si fermò solo il tempo necessario per dire: "Signora Thompson, oggi ha avuto lo stesso profumo di mia mamma."

Dopo che i bambini se ne andarono, lei pianse per almeno un’ora.

Da quel giorno, smise di insegnare solo lettura, scrittura e matematica. Iniziò invece a insegnare ai bambini.

La signora Thompson prestò particolare attenzione a Teddy. Man mano che lavorava con lui, la sua mente sembrava riaccendersi. Più lo incoraggiava, più lui rispondeva velocemente. Entro la fine dell'anno, Teddy era diventato uno degli studenti più brillanti della classe e, nonostante la sua affermazione di amarli tutti allo stesso modo, Teddy divenne il suo "preferito".

Un anno dopo, trovò un biglietto sotto la porta della sua aula, da parte di Teddy, in cui le diceva che era ancora la migliore insegnante che avesse mai avuto.

Passarono sei anni prima che ricevesse un’altra lettera da Teddy. Scrisse che aveva finito il liceo, classificandosi terzo nella sua classe, e che lei era ancora la migliore insegnante della sua vita.

Quattro anni dopo, ricevette un'altra lettera in cui diceva che, nonostante le difficoltà, aveva perseverato negli studi e si sarebbe presto laureato con il massimo dei voti. Le assicurava che era ancora la sua insegnante preferita.

Passarono altri quattro anni e arrivò un’altra lettera. Questa volta, Teddy spiegava che dopo aver conseguito la laurea, aveva deciso di proseguire gli studi. Firmò la lettera con un nome leggermente più lungo: Theodore F. Stoddard, MD (Dottore in Medicina).

La storia non finisce qui. Quella primavera arrivò un’altra lettera. Teddy scrisse di aver conosciuto una ragazza e che si sarebbe sposato. Spiegò che suo padre era morto un paio di anni prima e chiese alla signora Thompson se fosse disposta a sedersi al suo matrimonio nel posto che solitamente è riservato alla madre dello sposo.

Ovviamente, la signora Thompson accettò. E indovinate? Indossò quel braccialetto, quello con alcuni strass mancanti. Inoltre, si assicurò di mettere il profumo che Teddy ricordava di sua madre, quello dell’ultimo Natale che avevano passato insieme.

Si abbracciarono, e il dottor Stoddard sussurrò all’orecchio della signora Thompson: "Grazie, signora Thompson, per aver creduto in me. Grazie per avermi fatto sentire importante e per avermi mostrato che potevo fare la differenza."

Con le lacrime agli occhi, la signora Thompson gli sussurrò: "Teddy, hai tutto sbagliato. Sei stato tu a insegnarmi che potevo fare la differenza. Non sapevo come insegnare fino a quando non ti ho incontrato."

Scalda il cuore di qualcuno oggi... condividi questa storia. La amo così tanto, piango ogni volta che la leggo. Prova solo a fare la differenza nella vita di qualcuno oggi, domani… semplicemente fallo.

Atti di gentilezza casuale, li chiamano così?
"Credi negli angeli, poi restituisci il favore."

 

I bambini amati diventano adulti capaci di amare.

Se mi gridi,
mi rendi sordo.
Se mi zittisci,
mi rendi muto.
Se mi ignori,
mi rendi invisibile.
Divento pauroso
quando sono solo.
Diffidente
se mi menti.

Amami!
Sono solo un bambino.

Se mi ascolti,
mi rendi forte.
Quando giochiamo,
siamo amici.
Dammi il pane
se ho fame.
Coprimi
se ho freddo.
Se piango,
consolami.
Se rido,
ridi con me.

Educami
con amore.
Ho bisogno dei tuoi abbracci,
delle tue carezze e delle tue coccole.
Abbi cura di me
se sono malato.

Amami!
Sono solo un bambino.

María Alonso Santamaría
I bambini amati diventano adulti capaci di amare.


 

lunedì 16 ottobre 2023

QUANDO I GENITORI INVECCHIANO...



Lasciali invecchiare con lo stesso amore con cui ti hanno fatto crescere... 
 
lasciali parlare e raccontare ripetutamente storie con la stessa pazienza e interesse con cui hanno ascoltato le tue
quando eri bambino... 
 
lasciali vincere, come tante volte loro ti hanno lasciato vincere.... 
 
lasciali godere dei loro amici, delle chiacchiere con i loro nipoti... 
 
lasciali godere vivendo tra gli oggetti che li hanno accompagnati per molto tempo, perché soffrono sentendo che gli strappi pezzi della loro vita... 
 
lasciali sbagliare, come tante volte ti sei sbagliato tu... 
 
lasciali vivere e cerca di renderli felici l'ultimo tratto del cammino che gli manca da percorrere, allo stesso modo in cui loro ti hanno dato la loro mano quando iniziavi il tuo!!
 
Pablo Neruda

mercoledì 14 giugno 2023

TRA 100 ANNI

Tra 100 anni, per esempio, nel 2123, saremo tutti sepolti con i nostri parenti e amici.
Gli estranei vivranno nelle nostre case, che abbiamo lottato tanto per costruire e possederanno tutto quello che abbiamo oggi. 
Tutte le nostre proprietà saranno di sconosciute, che non sono ancora nate... compreso quell'auto per cui hai speso una fortuna, probabilmente sarà in un ferro vecchio, nella migliore delle ipotesi sarà nelle mani di un collezionista sconosciuto.
I nostri discendenti poco o quasi nessuno sapranno chi eravamo, né si ricorderanno di noi. Quanti conosciamo il padre di nostro nonno?
Dopo la nostra morte saremo in ricordo per qualche anno, poi saremo solo un ritratto sulla libreria di qualcuno e qualche anno dopo la nostra storia, le nostre foto, le nostre gesta vanno nel bidone dell'oblio della storia... non saremo nemmeno ricordi.
 
Forse se un giorno ci fermassimo ad analizzare queste domande, capiremmo quanto fosse ignorante e debole il sogno di ottenere tutto...
Se solo potessimo pensarci, sicuramente i nostri approcci, i nostri pensieri cambierebbero, saremmo altre persone...
Avere sempre di più, senza avere tempo per ciò che vale davvero la pena in questa vita .... cambierei tutto questo per vivere e godermi quelle passeggiate che non ho mai fatto.... di quegli abbracci non dati... di quei baci ai figli e ai nostri amori... di quei scherzi che non abbiamo avuto tempo. 
 
Questi sarebbero sicuramente i momenti migliori da ricordare, in fondo ci riempirebbero la vita di gioia..... e che sprechiamo, con avidità, avidità, intolleranza giorno dopo giorno!
C'è ancora tempo per noi! Pensateci!!!
 
Non conosco l'autore...

sabato 11 marzo 2023

INSEGNERÒ A MIA FIGLIA AD ESSERE SE STESSA

Insegnerò a mia figlia ad essere se stessa.

A ricordarsi di sorridere anche quando non è facile.

Le insegnerò che l’amore non è come lo raccontano le favole,

ma la spronerò a conoscerlo. A viverlo.

Le dirò che il tempo non cancella niente,

ma che aiuta a stare meglio. A ritrovarsi.

Le insegnerò ad amare se stessa e poi gli altri.

A non accontentarsi di chiunque.

Le insegnerò ad asciugarsi le lacrime dopo ogni pianto.

Le insegnerò che non sono sempre gli altri a deludere,

a volte sarà anche lei a farlo.

Le insegnerò a vivere di pancia e secondo le sue emozioni.

Le insegnerò che spesso, il bene non riceve altrettanto bene.

Ma non le dirò di smettere di donarlo.

Le insegnerò a camminare a piedi nudi sull’erba bagnata,

a sentirsi libera ma padrona del suo cammino.

Le insegnerò ad entrare in punta di piedi nelle vite altrui.

Le insegnerò ad andare avanti anche con il mondo contro.

Le insegnerò che non sempre è tutto come sembra,

ma che ogni cosa va vissuta prima di giudicarla,

affinché possa riconoscere il bene ed il male.
Ci sono cose che mi auguro viva,

ed altre che si limiti a conoscerle.

Le insegnerò a credere che, se qualcosa la vuole davvero,

questa è facile che si avveri.

Le insegnerò a non arrendersi, a prendersi in braccio e portarsi in salvo perché,

ahimè, spesso sarà da sola a doverlo fare.

Le insegnerò infine, che le cicatrici hanno una storia

e che ad ogni modo saranno una vittoria.

giovedì 23 febbraio 2023

domenica 5 febbraio 2023

PAPA FRANCESCO IN AFRICA

 Il 31 gennaio è cominciato il viaggio di Papa Francesco in Africa. 

Era già andato nell’aprile 2019 quando si inginocchiò davanti ai leader sudanesi a baciare i loro piedi.

Questo il video
 

 

domenica 22 gennaio 2023

PREGHIERA ALLA REGINA DELLA PACE

Aiutaci, dolce Vergine Maria, aiutaci a dire: 
ci sia pace per il nostro povero mondo.
Tu che fosti salutata dallo Spirito della Pace
ottieni pace per noi.
Tu che accogliesti in te il Verbo della pace
ottieni pace per noi.
Tu che ci donasti il Santo Bambino della pace
ottieni pace per noi.
Tu che sei vicina a Colui che riconcilia  e dici sempre sì a Colui che perdona, votata alla sua eterna misericordia,
ottieni a noi la pace.
Astro clemente nelle notti feroci dei popoli, 
noi desideriamo la pace.
Colomba di dolcezza tra gli avvoltoi dei popoli, 
noi aspiriamo alla pace.
Ramoscello di ulivo che germoglia nelle foreste bruciate dei cuori umani, 
noi abbiamo bisogno di pace.
Perché siano finalmente liberati i prigionieri, gli esiliati ritornino in patria, tutte le ferite siano risanate,
ottieni per noi la pace
Per l’angoscia degli uomini
ti chiediamo la pace.
Per i bambini che dormono nelle loro culle.
ti chiediamo la pace.
Per i vecchi che vogliono morire nelle loro case, 
ti chiediamo la pace.
Madre dei derelitti, nemica dei cuori di pietra, stella che risplendi nelle notti dell’assurdo, 
ti chiediamo la pace.

lunedì 26 settembre 2022

IN FILA ALLA CASSA

In fila alla cassa, il display segna 26,80€, la faccia stranita:
"Ah scusi ho dimenticato il bancomat, ho solo 25€ tolgo qualcosa".
Nel piccolo carrello non ci sono patatine o cibi inutili, vedo pane, pasta, latte, pomodori, carta igienica.
L'imbarazzo per chi è distante appena un metro è palpabile, il volto di una mamma poco più che 50enne è corrucciato, deve scegliere cosa sottrarre ai propri figli.
È così che assisto al più bel film italiano, reale più che neorealista, poco dietro un altro signore in fila: "Scusi, le è caduto qualcosa". La signora è sorpresa, a terra c'è una banconota da 10 euro, sa bene che non le appartiene.
Lo sguardo amorevole dell'uomo la convince, é troppo per lei dire che è sua. Non ha vestiti firmati ma non indossa stracci, non ha il trucco ma la sua faccia trasuda sacrifici. Il signore si piega, raccoglie la banconota e le dice: "Probabilmente è successo quando ha aperto il borsello".
Ora sembra una bambina, é felice, soprattutto della sua onestà. Paga e uscendo sorride all'uomo che è davanti a me. Lo guarda per l'ultima volta e dice: "Grazie". Assisto e sono felice anch'io, ho capito la lezione. Quell'uomo avrebbe potuto dire: "Non si preoccupi faccio io". Invece ha scelto di preservare la dignità, sua e della signora.
Chi ha fatto un beneficio taccia, lo ricordi chi lo ha ricevuto.”
Ricordiamoci che il bene si fa in silenzio, il resto è palcoscenico.
 
Scritto da Irene, la cassiera

 

sabato 17 settembre 2022

TUO NONNO MI CHIESE DI SPOSARLO

Tuo nonno mi chiese di sposarlo con una caramella.
Non avevamo niente, si inginocchiò e mi disse :'non ho nulla ora, solo una caramella, ma se vuoi possiamo costruire tutto insieme.
E tu?
Ho aperto la caramella, l'ho divisa in due e l'abbiamo mangiata. Da quel momento abbiamo diviso e condiviso tutto. Siamo caduti, ci siamo rialzati e abbiamo costruito.
Tutto insieme. Abbiamo vissuto momenti difficili, di stanchezza, ma ci siamo sempre stati l'uno per l'altro. Fino all'ultimo.
Altri tempi nonna
"Il tempo non cambia il modo di amare.
Quello che è cambiato è che non avete più esempi belli da seguire.
Mo avete paura di tutto.
Non vi sposate per paura di non riuscire a costruire. Appena litigate vi lasciate perché poi pensate di trovarne uno migliore. Siete sempre alla ricerca della perfezione, come se poi esistesse.
Vi manca la percezione della realtà. Della felicità nelle piccole cose.
Fate ste grandi dimostrazioni, anelli da migliaia di euro, un video esagerato per le proposte di matrimonio e poi vi perdete il momento.
Quella cosa intima che custodite in due, solo in due per tutta la vita.
È questo che vi manca.
Il coraggio di vivere la vita e l' amore per quello che sono e non per come lo immaginate
Una caramella e 50 anni insieme.
 

Maria Prisco

LA FILASTROCCA DELL'AUTOSTIMA

 

Non dirmi “sciocco” oppure “somaro”,
sono parole dal gusto amaro.
 
Non dirmi “aspetta, ti rispondo dopo”,
se lo chiedo ora, ci sarà uno scopo.
 
Non chiedermi sempre e solo perché,
ne sono certo, lo sai già da te.
 
Se poi non mi urli tutti i santi giorni,
sarò più felice quando ritorni.
 
Non chiedermi cose sotto ricatto,
o imparerò il prezzo di averlo fatto,
non per amore, ma per esser costretto
e non di certo perché ci rifletto.
 
Se sono stanco e non capisco niente,
è perché stanca è anche la mente.
 
Non mi gridare se rovescio il latte,
chissà tu, da piccola, quante ne hai fatte.
 
Non dirmi mai che non si può fare,
tra il dire e il fare non sempre c’è il mare,
o che non posso cambiare il mondo
e ci crederò in un nanosecondo.
 
Se aggiungi sempre “ma”, “forse”,‘‘però”,
stai pur sicura non ce la farò.
 
Poi, se lo posso fare da solo,
non aiutarmi e prenderò il volo.
 
Mostrami invece parole belle
e te lo assicuro, toccherò le stelle.
 
Stefania Contardi

domenica 5 giugno 2022

TIENIMI L'ULTIMO POSTO

Tienimi l’ultimo posto, Dio.
Quello che non dà troppo nell’occhio,
in fondo alla tavola,
più vicino ai camerieri che ai festeggiati.
Perché non so stare con le persone importanti.
Non so vincere.
Non sono capace a far festa come gli altri.
 
Tienimi l’ultimo posto, Dio.
Quello che nessuno chiede.
Giù, in fondo al bus sgangherato
che trasporta i pendolari della misericordia
ogni giorno dal peccato al perdono.
 
Tienimi l’ultimo posto, Dio.
Quello in fondo alla fila.
Aspetterò il mio turno
e non protesterò se qualche prepotente
mi passerà davanti.
 
Tienimi l’ultimo posto, Dio.
Per me sarà perfetto
perché sarai Tu a sceglierlo.
Sarò a mio agio
e non dovrò vergognarmi di tutti i miei errori.
Sarà il mio posto.
Sarà il posto di quelli come me.
Di quelli che arrivano ultimi,
e quasi sempre in ritardo,
ma arrivano,
cascasse il mondo.
Tienimi quel posto, Dio mio."
 
Eric Pearlman