domenica 21 dicembre 2014

LE MIGLIORI INTENZIONI



A volte le persone si presentano a noi 
con le migliori intenzioni; 
ma noi con i nostri sospetti, 

incomprensioni, preconcetti; 
le allontaniamo 
e spesso le facciamo morire.

lunedì 15 dicembre 2014

LA MISERICORDIA

Parlate e agite come persone che devono essere giudicate secondo una legge di libertà, perché il giudizio sarà senza misericordia contro chi non avrà avuto misericordia. 
La misericordia ha sempre la meglio sul giudizio. 

Dalla lettera di Giacomo

mercoledì 10 dicembre 2014

ANDREA LORIS STIVAL

Dovremmo imparare a prevenire i mali,
anziché essere pronti a giudicare e condannare poi.
Quando vediamo qualcuno comportarsi in
modo non "usuale", male per intenderci,
dobbiamo avere il coraggio di correggere
quella persona, prima che succeda
l'irreparabile.
E' assolutamente inutile accendere candele
virtuali dopo, e magari soltanto per un giorno.

giovedì 27 novembre 2014

Non perdere più tempo: 
comincia ad amare, 
ad accorgerti degli altri, 
delle loro sofferenze, 
apriti.

lunedì 24 novembre 2014

LAVORO E LIBERTA'

L'attività lavorativa oggi è totalizzante e ruba energie psicofisiche ai lavoratori, che di ritorno a casa dopo una lunga giornata d'inutile asservimento non hanno più forza e volontà per dedicarsi alle proprie vere passioni. 
Non è solo una questione psicofisica, anche volendo i lavoratori non avrebbero effettivamente tempo a disposizione per fare nulla. 
Per un subordinato esiste solo il tempo per lavorare, per alimentarsi e per riposare. 
Chi lavora non ha il tempo necessario per veder crescere i propri figli, non ha tempo per praticare assiduamente uno sport all'aria aperta, non ha tempo per studiare, per dipingere o per suonare uno strumento. 
Il tutto deve essere svolto sporadicamente sfruttando rari momenti di lucidità mentale, in ancor più rari momenti di libertà.

martedì 11 novembre 2014

LASCIA UN SEGNO

Perché permetti alle tante avversità della vita di spegnere i tuoi sogni? 
Solo chi continua a sperare contro ogni, 
chi continua a sognare 
quando i sogni sembrano infrangersi contro la dura realtà, 
diventerà capace di realizzare grandi cose 
e lasciare un segno nella storia.

Chiara Amirante

lunedì 3 novembre 2014

LO STRANO CASO RUDOLF FENZ

Ad un uomo di nome Rudolf Fenz è accaduta una cosa incredibile e tragica allo stesso tempo, è stato il primo ed unico involontario viaggiatore del tempo. 
Rudolf Fenz scomparve nel 1876 e ricomparve all'improvviso il 15 06 1950, ben 74 anni dopo, per venire travolto e ucciso da un'auto in Times Square a New York.  
La polizia e le persone accorse sul luogo dell'incidente, rimasero stupite nel vedere la vittima vestita in modo antiquato, alla moda in gran voga nell'ottocento. Quest'uomo aveva in tasca dollari ormai fuori corso da molto tempo.  
Fra gli effetti personali c'erano alcuni biglietti da visita con alcune ricevute che si riferivano alla manutenzione di una carrozza, rilasciate al signor Rudolf Fenz. 
Dalle indagini che ne seguirono, emerse che di un certo Rudolf Fenz ne era stata denunciata la scomparsa nel lontano 1876 riportata agli atti e inserita nella lista delle persone scomparse. La moglie, all'epoca della scomparsa, aveva descritto l'abbigliamento che indossava il marito, ed era esattamente uguale a quello che indossava il poverino morto investito in Times Square. 
Il caso è tuttora irrisolto. Ma gli interrogativi rimangono. L'uomo può aver attraversato la barriera del tempo e dello spazio?

martedì 28 ottobre 2014

ALBERT EINSTEIN - LA SUA LETTERA PER LA FIGLIA

Quando proposi la teoria della relatività, pochissimi mi capirono,
e anche quello che rivelerò a te ora, perché tu lo trasmetta all’umanità,
si scontrerà con l’incomprensione e i pregiudizi del mondo.
Comunque ti chiedo che tu lo custodisca per
tutto il tempo necessario, anni, decenni,
fino a quando la società sarà progredita abbastanza
per accettare quel che ti spiego qui di seguito.
Vi è una forza estremamente potente per la quale
la Scienza finora non ha trovato una spiegazione formale.
È una forza che comprende e gestisce tutte le altre,
ed è anche dietro qualsiasi fenomeno
che opera nell’universo e che non è stato ancora individuato da noi.
Questa forza universale è l’Amore.
Quando gli scienziati erano alla ricerca di una teoria unificata dell’universo, dimenticarono la più invisibile e potente delle forze.
L’amore è Luce, visto che illumina chi lo dà e chi lo riceve.
L’amore è Gravità, perché fa in modo
che alcune persone si sentano attratte da altre.
L’amore è Potenza, perché moltiplica
il meglio che è in noi, e permette che l’umanità
non si estingua nel suo cieco egoismo.
L’amore svela e rivela. Per amore si vive e si muore.
Questa forza spiega il tutto e dà un senso maiuscolo alla vita.
Questa è la variabile che abbiamo ignorato per troppo tempo,
forse perché l’amore ci fa paura,
visto che è l’unica energia dell’universo che l’uomo
non ha imparato a manovrare a suo piacimento.
Per dare visibilità all’amore, ho fatto una semplice
sostituzione nella mia più celebre equazione.
Se invece di E = mc2 accettiamo che l’energia per guarire il mondo
può essere ottenuta attraverso
l’amore moltiplicato per la velocità della luce al quadrato,
giungeremo alla conclusione che l’amore è
la forza più potente che esista, perché non ha limiti.
Dopo il fallimento dell’umanità nell’uso e il controllo
delle altre forze dell’universo,
che si sono rivolte contro di noi, è arrivato il momento
di nutrirci di un altro tipo di energia.
Se vogliamo che la nostra specie sopravviva,
se vogliamo trovare un significato alla vita,
se vogliamo salvare il mondo e ogni essere senziente che lo abita,
l’amore è l’unica e l’ultima risposta.
Forse non siamo ancora pronti per fabbricare una bomba d’amore,
un artefatto abbastanza potente da distruggere tutto l’odio,
l’egoismo e l’avidità che affliggono il pianeta.
Tuttavia, ogni individuo porta in sé un piccolo ma potente generatore d’amore la cui energia aspetta solo di essere rilasciata.
Quando impareremo a dare e ricevere questa energia universale, Lieserl cara,
vedremo come l’amore vince tutto,
trascende tutto e può tutto, perché l’amore è la quintessenza della vita.
Sono profondamente dispiaciuto di non averti potuto esprimere
ciò che contiene il mio cuore,
che per tutta la mia vita ha battuto silenziosamente per te.
Forse è troppo tardi per chiedere scusa, ma siccome il tempo è relativo,
ho bisogno di dirti che ti amo e che grazie a te sono arrivato all’ultima risposta.
Tuo padre Albert Einstein

lunedì 27 ottobre 2014

LA GIOIA PIU' BELLA

Mi domando: qual è stata la gioia più bella che io ho provato nella mia vita? E credo che la risposta sia: quando sono riuscito a fare felice qualcuno. Dona gioia a una persona e la ritroverai moltiplicata sul volto dell'altro.
Ermes Ronchi 

sabato 25 ottobre 2014

UN PROGETTO PER OGNI UOMO

Ognuno di noi sente dentro di sé una inclinazione, un carisma.
Un progetto che rende ogni uomo unico e irripetibile.
Questa chiamata, questa vocazione è il segno dello Spirito Santo in noi.
Solo ascoltare questa voce può dare senso alla nostra vita.
Beato Pino Puglisi

sabato 11 ottobre 2014

PERCHE' DIRE NO ALL'EUTANASIA - SI RISVEGLIA DOPO 15 ANNI

La vita può toglierla solo Dio», fu così che il padre di Miguel impedì ai medici di “staccare la spina” al figlio in coma. E fu così che per 15 anni lo curò insieme alla moglie e alla nipote. Fino a quando Miguel si svegliò improvvisamente dal coma. Miguel Parrondo ha raccontato la sua storia il 30 giugno scorso al giornale online ForumLibertas.com, per spiegare come mai è «contrario all’eutanasia».
«SEI MIA FIGLIA?». Il ragazzo finì in coma nel 1987, quando aveva 32 anni, a causa di un incidente in auto che uccise una delle due ragazze con cui stava tornando da una festa. Miguel fu portato all’ospedale di Juan Canalejo di La Coruna. Le condizioni del giovane erano gravissime e secondo i dottori non esistevano possibilità di recupero. Ma suo il padre, dermatologo presso lo stesso ospedale, riunì lo staff medico per chiarire che nessuno poteva disporre della vita, se non chi la crea: «Se non fosse stato per lui – racconta oggi Miguel – non sarei qui, perché non mi davano alcuna chance. Mio padre ebbe fede». E così per 15 anni Miguel non fu mai lasciato solo, nemmeno un giorno. La madre lo accudì insieme alla figlia, Almudena.
Finché non accadde l’impossibile. Nessuno avrebbe mai pensato che un bel giorno, d’improvviso, all’età di 47 anni, l’uomo si sarebbe svegliato dal coma: «Non capivo nulla. Aprii gli occhi e davanti a me c’erano mia madre e mia figlia. Guardai mia figlia e le chiesi se era Almudena, perché mi ricordavo di avere una figlia con quel nome». La ragazza rispose di sì e mentre la madre piangeva e il padre era incredulo, Miguel le disse: «E io sono tuo padre».
IL CELLULARE E L’EURO. «Fu come addormentarsi e svegliarsi il giorno dopo», ha raccontato. «Vedendo mia figlia mi emozionai. Con lei ho recuperato il tempo perduto e ora sono nonno». Per questo oggi non osa pensare a «come sarei se mio padre, un medico, avesse detto al prete di darmi l’estrema unzione». Anche se Miguel è stato operato molte volte e ha subito un’emiparesi è felice: «È come se avessi 12 anni, perché sono nato due volte», ha spiegato raccontando l’impressione che gli fece il mondo al risveglio. «È cambiato parecchio. Quando ho cominciato ad andare per strada pensavo: la gente è matta, para da sola, invece parava al cellulare». Per Miguel era assurdo anche vedere una donna al volante della macchina della polizia: «Pensavo fosse carnevale». Fu incredibile persino leggere il giornale e scoprire che non c’era più l’Unione Sovietica, ma «la Repubblica Ceca, il Montenegro, la Slovenia». Quando poi «andai in banca la prima volta», Miguel chiese dove fosse il computer, perché «ai miei tempi erano giganti, mentre ora sono piccolissimi». Poi la scoperta dei cd sostituiti alle cassette e dell’euro al posto delle pesetas.
SPERARE CONTRO TUTTO. Adesso l’uomo, che lavorava come programmatore presso il Banco Pastor, ha una casa e buone disponibilità finanziarie, sempre grazie alla fede del padre che «metteva via ogni mese la pensione». Ecco perché Miguel ha ripetuto che «non si deve perdere mai la fede».
fonte Tempi.it

giovedì 9 ottobre 2014

SOGNARE AD OCCHI APERTI




Quelli che sognano ad occhi aperti
sono a conoscenza di molte cose
che sfuggono a chi sogna addormentato.

Edgar Allan Poe

domenica 5 ottobre 2014

I BAMBINI CHE ERAVAMO

Sarebbe bello parlare 
con i bambini che eravamo
e chiedere loro cosa ne pensano 
degli adulti che siamo diventati

Juan Felipe Gabanhia

lunedì 29 settembre 2014

LA MIGLIORE CONVERSAZIONE

Ho imparato che la miglior specie d'amico 
è quel tipo con cui puoi stare seduto in un portico 
e camminarci insieme senza dire una parola, 
e quando vai via senti 
che è stata la miglior conversazione mai avuta.

Paulo Coelho

venerdì 26 settembre 2014

OGGI, CI SONO ANCORA UOMINI GIUSTI SULLA TERRA DISPOSTI A INVOCARE DIO CON SINCERITÀ?

I sogni, secondo la psicologia, riflettono il nostro vissuto, le nostre esperienze, i nostri desideri. Spesso sono messaggi che riceviamo da Dio, avvertimenti che Lui ci vuole dare, profezie.

La profezia è un fenomeno comune a molte religioni e suppone sempre un contatto con la divinità. Nella Bibbia l’iniziativa è sempre di Dio che investe e, sempre all’interno della storia, rivela ciò che vuole comunicare, così che la storia dell’uomo possa essere cambiata.

Nella Bibbia stessa troviamo molti esempi.

In Genesi 41,25-36 Giuseppe così interpretò i sogni del faraone: “Il sogno del faraone è uno solo: Dio ha indicato al faraone quello che sta per fare. Le sette vacche belle rappresentano sette anni e le sette spighe belle rappresentano sette anni: si tratta di un unico sogno. Le sette vacche magre e brutte, che salgono dopo quelle, rappresentano sette anni e le sette spighe vuote, arse dal vento d'oriente, rappresentano sette anni: verranno sette anni di carestia. È appunto quel che ho detto al faraone: Dio ha manifestato al faraone quanto sta per fare. Ecco, stanno per venire sette anni in cui ci sarà grande abbondanza in tutta la terra d'Egitto. A questi succederanno sette anni di carestia; si dimenticherà tutta quell'abbondanza nella terra d'Egitto e la carestia consumerà la terra. Non vi sarà più alcuna traccia dell'abbondanza che vi era stata nella terra, a causa della carestia successiva, perché sarà molto dura. Quanto al fatto che il sogno del faraone si è ripetuto due volte, significa che la cosa è decisa da Dio e che Dio si affretta a eseguirla.
Il faraone pensi a trovare un uomo intelligente e saggio e lo metta a capo della terra d'Egitto. Il faraone inoltre proceda a istituire commissari sul territorio, per prelevare un quinto sui prodotti della terra d'Egitto durante i sette anni di abbondanza. Essi raccoglieranno tutti i viveri di queste annate buone che stanno per venire, ammasseranno il grano sotto l'autorità del faraone e lo terranno in deposito nelle città. Questi viveri serviranno di riserva al paese per i sette anni di carestia che verranno nella terra d'Egitto; così il paese non sarà distrutto dalla carestia”.
Egli stesso, poi, fu messo ad amministrare il progetto che aveva fatto conoscere al faraone, così che si potessero avverare i sogni che aveva fatto prima di essere venduto dai fratelli e che vengono raccontati in Genesi 37,1-11.

Un altro esempio di profezia lo troviamo in Isaia 38,1-8 dove si racconta che il re Ezechia “Si ammalò mortalmente. Il profeta Isaia, figlio di Amoz, si recò da lui e gli disse: «Così dice il Signore: «Da' disposizioni per la tua casa, perché tu morirai e non vivrai». Ezechia allora voltò la faccia verso la parete e pregò il Signore dicendo: «Signore, ricòrdati che ho camminato davanti a te con fedeltà e con cuore integro e ho compiuto ciò che è buono ai tuoi occhi». Ed Ezechia fece un gran pianto.
Allora la parola del Signore fu rivolta a Isaia dicendo: «Va' e riferisci a Ezechia: «Così dice il Signore, Dio di Davide, tuo padre: Ho udito la tua preghiera e ho visto le tue lacrime; ecco, io aggiungerò ai tuoi giorni quindici anni. Libererò te e questa città dalla mano del re d'Assiria; proteggerò questa città. Da parte del Signore questo ti sia come segno che il Signore manterrà questa promessa che ti ha fatto. Ecco, io faccio tornare indietro di dieci gradi l'ombra sulla meridiana, che è già scesa con il sole sull'orologio di Acaz». E il sole retrocesse di dieci gradi sulla scala che aveva disceso”. Ezechia, quindi, per mezzo della preghiera, ottenne di allungare la propria vita.

E’ per questo motivo che Dio a volte ci fa conoscere i suoi progetti, perché noi possiamo intervenire, magari, se necessario, cambiando la direzione della nostra vita.
Come? Abbiamo appena visto due esempi che possiamo senza dubbio seguire: Ezechia ha pregato, Giuseppe si è dato da fare.
L’una cosa non esclude l’altra, la preghiera qui è esaudita senza un apparente azione da parte di Ezechia ma, se guardiamo meglio, vediamo che “Ezechia allora voltò la faccia verso la parete e pregò…. Ed Ezechia fece un gran pianto”. Quindi la preghiera è unita all’azione.

Anche durante l’azione bisogna sempre pregare per evitare che Dio si allontani da noi. Infatti in Genesi 39,2 si legge che “Il Signore fu con Giuseppe, così che questi divenne un uomo a cui tutto riusciva” ed è mettendoci in preghiera che il Signore si avvicina a noi perché “Il Signore è vicino a chiunque lo invoca, a quanti lo invocano con sincerità.” (Sal 145,18).

Giuseppe ed Ezechia, quindi, pregavano e seguivano le leggi del Signore. “Ho camminato davanti a te con fedeltà e con cuore integro e ho compiuto ciò che è buono ai tuoi occhi” dice Ezechia in Isaia 38,3; e Giuseppe in Genesi 42,18 dice ai suoi fratelli “Anch’io temo il Signore”.
Erano, pertanto, uomini giusti, e Dio ascolta i giusti, così come possiamo leggere nel Salmo 36:

Confida nel Signore e fa’ il bene:
abiterai la terra e vi pascolerai con sicurezza.
Cerca la gioia nel Signore:
esaudirà i desideri del tuo cuore.

Affida al Signore la tua via,
confida in lui ed egli agirà:
farà brillare come luce la tua giustizia,
il tuo diritto come il mezzogiorno.

Sta’ lontano dal male e fa’ il bene
e avrai sempre una casa.
Perché il Signore ama il diritto
e non abbandona i suoi fedeli.

La salvezza dei giusti viene dal Signore:
nel tempo dell’angoscia è loro fortezza.
Il Signore li aiuta e li libera,
li libera dai malvagi e li salva,
perché in lui si sono rifugiati.


Oggi ci chiediamo se ancora Dio ascolta le preghiere dei giusti ed è disposto ad interviene per cambiare la storia. Ma la vera domanda che ci dobbiamo porre è questa: oggi, ci sono ancora uomini giusti sulla terra disposti a invocare Dio con sincerità?

giovedì 25 settembre 2014

UN METODO EDUCATIVO AFRICANO

C'è una tribù africana che ha un costume molto bello.
Quando qualcuno fa qualcosa di sbagliato e nocivo, prendono la persona al centro del villaggio, arriva tutta la tribù e lo circonda. Per due giorni, dicono all'uomo, tutte le cose buone che ha fatto.
La tribù crede che ogni essere umano viene al mondo come un bene. Ognuno è desideroso di amore, pace, sicurezza, felicità. Ma a volte, nel perseguimento di queste cose, commettiamo degli errori.
La comunità vede quegli errori come un grido di aiuto. Essi si uniscono per sollevarlo e per ricollegarlo con la sua vera natura, per ricordargli fino a quando non si ricorda pienamente la verità dalla quale era stato temporaneamente disconnesso,

martedì 23 settembre 2014

LE PERIFERIE IRRAGGIUNGIBILI DEL “NON ADESSO, PER FAVORE”

Le periferie non sono solo luoghi fisici, geografici. Sono anche la distanza che noi prendiamo da noi stessi, da una parte di noi che ci crea fastidio, paura, noia.
I luoghi e le persone che si incontrano sono quelle a cui non vogliamo pensare, appartengono alla grande famiglia del “Non adesso, per favore”. 
I problemi e le necessità di cui son portatori non trovano attualità nelle nostre vite.
Il nostro qui e ora, sempre più simile a un lì e dopo, rischia di non coincidere mai con quello di chi sta sulla nostra soglia in attesa di un cenno per poter entrare.


Andrea Serra

MEDITATE GENTE...



Molti di noi si sentono migliori dei propri figli
soltanto per il fatto di essere adulti. 

domenica 21 settembre 2014

IL MATRIMONIO


La relazione tra uomo e donna dipende dalla maturazione psicologica sessuale, lì si gioca tutta la capacità di volere veramente bene agli altri. 
Perché questa abbia una buona riuscita bisogna imparare ad intendersi, aiutarsi e guarirsi a vicenda, portare avanti un progetto di vita insieme.