venerdì 21 marzo 2014

IL LAVORO

Il valore primario del lavoro è il bene della persona umana, perché la realizza come tale, con le sue attitudini e le sue capacità intellettive, creative e manuali. 
Da qui deriva che il lavoro non ha soltanto una finalità economica e di profitto, ma soprattutto una finalità che interessa l’uomo e la sua dignità.

Papa Francesco

CHE COS'E' UN PADRE?

Colui che genera un figlio non è ancora un padre, 
un padre è colui che genera un figlio e se ne rende degno.

Fëdor Michajlovič Dostoevskij 

giovedì 20 marzo 2014

GENITORI COME CUSTODI


Siate sempre molto vicini ai vostri figli, lasciandoli crescere, ma vicini. 
Vicini, eh? 
Loro hanno bisogno di voi, della vostra presenza, della vostra vicinanza, del vostro amore. Siate per loro come San Giuseppe: custodi della loro crescita in età, sapienza e grazia.

Papa Francesco

martedì 18 marzo 2014

NESSUNO E' VOLUTO INTERVENIRE

Queste persone si sono ridotte così
perché, fra tutti quelli che li hanno
incontrati nella loro vita,
nessuno ha voluto mettere da parte
il proprio egoismo per dare
ciò di cui avevano bisogno.









lunedì 17 marzo 2014

COMBATTENDO CONTRO LA CHIESA MI SONO ACCORTO DI COMBATTERE NON SOLO CONTRO DEGLI UOMINI

L’errore più grande che ho fatto è qualcosa a cui nessuno pensa, e cioè la pretesa di distruggere la Chiesa cattolica. 
Io credevo che la Chiesa fosse come una sorta di serpente, per cui, schiacciata la testa, sarebbe morta. 
E invece, più schiacciavo questa testa, e più mi accorgevo che la Chiesa mi rinasceva tra le mani. 
Ho combattuto contro potentissimi eserciti, eppure non ho mai dubitato di combattere contro realtà limitate; ma combattendo contro la Chiesa, mi sono accorto di combattere non solo contro degli uomini!. 

Napoleone Bonaparte 

sabato 15 marzo 2014

COME UN VIZIO PUO' ROVINARE UNA VITA

I debiti contratti per il vizio del gioco l'avevano messa con le spalle al muro, così la direttrice di una banca ha organizzato una truffa da 700mila euro proprio ai danni dello stesso istituto di cui era dirigente concedendosi dei prestiti personali, intestandoli a persone inesistenti, attraverso l'alterazione dei documenti di familiari e clienti della filiale. 
Inoltre per 14 anni, ha percepito indebitamente, con la complicita' dell'ex badante della beneficiaria, la pensione di una signora deceduta nel 1995.

Pensate, avrebbe potuto avere una vita felice e se l'è fatta rovinare da un semplice vizio.

FONTE:
http://roma.repubblica.it/cronaca/2014/03/15/news/strozzata_dai_debiti_di_gioco_direttrice_di_banca_si_autoconcede_prestito_da_700mila_euro-81059218/?ref=fbpr

lunedì 10 marzo 2014

LE BUGIE HANNO LE GAMBE CORTE - 2

A conferma di quanto detto precedentemente nel post "Le bugie hanno davvero le gambe corte?"ecco uno studio scientifico che lo dimostra e che riporto integralmente.
Un motivo in più per dire sempre la verità, quindi.


"A volte ci basta un’occhiata, e a qualcuno anche meno. Ci basta un’occhiata per comprendere che qualcuno sta fingendo o sta dicendo un bugia. Direi che ce ne accorgiamo subito o non ce ne accorgiamo proprio. Purtroppo qualcuno appartiene alla categoria di quelli che non si accorgono e si fanno invariabilmente ingannare; sono alcuni autistici o persone che hanno qualche problema alla amigdala, la sede cerebrale della memoria emotiva. Per il resto siamo abbastanza attrezzati contro la simulazione e l’inganno. Ci mettiamo un terzo di secondo, cioè 300 millesimi di secondo, ad accorgerci che qualcuno finge, quando ce ne accorgiamo. 

Lo studio

Questa osservazione è stata fatta all’Università di Milano Bicocca, in collaborazione con il Cnr e gli atenei di Parma e San Diego in California. Ad alcuni volontari sono state fatte osservare immagini di persone che mostravano un’espressione consona con lo stato d’animo denunciato e persone che fingevano. Lo stato d’animo veniva ovviamente espresso in parole in una dichiarazione a parte. Il cervello dei volontari era contemporaneamente «osservato» con una risonanza magnetica a bassa risoluzione per cogliere «sul fatto» l’attività di questa o quella regione cerebrale. Nel caso di simulazione la corteccia orbito-frontale del volontario, e precisamente nella sua regione ventromediale, si attiva appunto in 300 millisecondi e «svela» l’inganno. 

I 300 millisecondi

Ci sono da dire due cose. La prima è che il «ritardo» di 300 millisecondi non è affatto un ritardo, perché questo è esattamente l’intervallo di tempo che ogni percezione richiede per giungere alla coscienza. Da ciò ne segue che la presa di coscienza è richiesta per svelare l’inganno e che, se c’è, il riconoscimento è immediato. Non sappiamo che cosa accade in quei 300 millisecondi, ma certo deve trattarsi di un periodo di frenetica consultazione delle diverse parti del cervello da parte della corteccia cerebrale. In questo caso «l’autorità» consultata contiene almeno le regioni dell’amigdala che ci fornisce il ricordo vivente di esperienze precedenti e dell’effetto che ci hanno fatto. In un attimo consultiamo il «notaio» che tiene i registri delle nostre esperienze emotive, praticamente da quando siamo nati, ma ovviamente con la prevalenza delle esperienze più recenti. Sappiamo che in animali di laboratorio l’amigdala si può ingannare: sottoposti a nuovi condizionamenti o, meglio, ricondizionamenti, positivi o negativi, le cellule delle varie parti dell’amigdala si possono ingannare, facendo «imparare» informazioni sbagliate al soggetto dell’esperimento.

I «venditori di tappeti»

Nell’uomo l’esperimento non avrebbe senso, ma l’osservazione in oggetto potrebbe spiegare perché ci facciamo più facilmente ingannare da persone che conosciamo da tempo e delle quali ci fidiamo. «Oh che lieve è ingannar chi s’assecura!» dice il Petrarca. Esistono poi persone che tendiamo a definire «venditori di tappeti», anche se nulla hanno a che fare con tale attività, che hanno un dono naturale nel solleticare la nostra amigdala in modo da farsi più spesso prendere sul serio. E chi ha orecchi per intendere, intenda. In secondo luogo, la corteccia orbito-frontale è una vecchia conoscenza che sovrintende a molte delle nostre decisioni, segnalandoci in particolare se sono completamente soddisfacenti o in parte sospette. Insomma tende a essere il decisore ultimo o, meglio, il mentore del decisore stesso. Moltissime cose le abbiamo decise in maniera appropriata grazie alla sorveglianza di questa parte della corteccia anteriore, ma quante cretinate abbiamo fatto grazie anche al suo avallo! Insomma, gli imbroglioni esisteranno sempre, come esisteranno sempre i «gonzi», ma ora conosciamo un po’ di più i meccanismi sottostanti. D’altra parte come sarebbe la vita senza simulazione?"

FONTE:

domenica 9 marzo 2014

COME SI SCONFIGGE IL BULLISMO?

Il bullismo si trova ovunque e in tutte le età.
Se non si riesce ad affrontare in maniera adeguata 
rischia di rovinare la vita di molti.
Ecco un video in cui l'attore Emilio Solfrizzi
racconta come nella sua vita lo ha sconfitto
e ci dà anche alcuni consigli utili.

La lezione di Solfrizzi: schiaffi ogni mattina ma con l'ironia ho sconfitto i bulli.

venerdì 7 marzo 2014

8 MARZO FESTA DELLA DONNA

La donna non raggiunge l’uguaglianza 
nel fatto che diventa come gli uomini, 
ma nel riconoscimento e nel rispetto 
della sua differenza.


giovedì 6 marzo 2014

LA CURA

Oggi è morto Manlio Sgalambro scrittore, filosofo e poeta.
Paroliere di tante canzoni tra cui la bellissima canzone
d'amore portata al successo da Franco Battiato.
Questo il testo:

Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie, 
dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via. 
Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo, 
dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai. 
Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d'umore, 
dalle ossessioni delle tue manie. 
Supererò le correnti gravitazionali, 
lo spazio e la luce per non farti invecchiare. 
E guarirai da tutte le malattie, 
perché sei un essere speciale, 
ed io, avrò cura di te. 
Vagavo per i campi del Tennessee 
(come vi ero arrivato, chissà). 
Non hai fiori bianchi per me? 
Più veloci di aquile i miei sogni 
attraversano il mare. 

Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza. 
Percorreremo assieme le vie che portano all'essenza. 
I profumi d'amore inebrieranno i nostri corpi, 
la bonaccia d'agosto non calmerà i nostri sensi. 
Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto. 
Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono. 
Supererò le correnti gravitazionali, 
lo spazio e la luce per non farti invecchiare. 
Ti salverò da ogni malinconia, 
perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te... 
io sì, che avrò cura di te.




martedì 4 marzo 2014

UN'OCCASIONE PER RIFLETTERE

Noi pensiamo che il male in fondo sia buono, che di esso, almeno un po', noi abbiamo bisogno per sperimentare la pienezza dell'essere. 
Pensiamo che patteggiare un po' col male, riservarsi un po' di libertà contro Dio, in fondo, sia bene, forse sia addirittura necessario.
Guardando però il mondo intorno a noi, possiamo vedere che non è così, che cioè il male avvelena sempre, non innalza l'uomo, ma lo abbassa e lo umilia, non lo rende più grande, più puro e più ricco, ma lo danneggia e lo fa diventare più piccolo.

Benedetto XVI


Questa sera in prima TV alle 21.10 Canale 5 ci offre la possibilità di constatare questo mandando in onda il film di Paolo Sorrentino "La grande bellezza", vincitore del premio Oscar.

Ecco il video con il trailer ufficiale, non perdiamo l'opportunità di riflettere. 




domenica 23 febbraio 2014

DALL'OMOSESSUALITA' SI ESCE?

Nessuna delle teorie eziologiche (cioè, relative alle cause) è fino ad oggi riuscita a raggiungere un grado di affidabilità scientifica tale da potere escludere tutte le altre, e quindi tale da potere mettere d'accordo almeno la maggior parte degli studiosi. Resta il fatto che uno studio condotto sui gemelli identici dal Dott. Neil Whitehead, ricercatore scientifico per il governo della Nuova Zelanda, per le Nazioni Unite e la International Atomic Energy Agency, fa il punto della situazione: i gemelli identici hanno lo stesso codice genetico, sono allevati in condizioni prenatali identiche, perciò se l’omosessualità fosse causata da fattori genetici o condizioni prenatali e uno dei due fosse gay, anche l’altro gemello dovrebbe esserlo. Ma gli studi scientifici rivelano che le cose vanno diversamente.
Visto che i gemelli identici sono sempre geneticamente identici, l’omosessualità non può essere dovuta a fattori genetici. “Nessuno nasce gay”, conclude Whitehead. Ciò che produce l’omosessualità, perciò, deve essere dovuto a fattori post nascita, come ad esempio le differenti reazioni personali a eventi o circostanze che hanno un diverso impatto sui due gemelli.

Il primo studio approfondito su gemelli identici è stato effettuato in Australia nel 1991, seguito da un altro negli Stati Uniti nel 1997. Nel 2002 Bearman e Brueckner hanno pubblicato uno studio effettuato su 5.552 coppie di gemelli degli Stati Uniti. L’attrazione per persone dello stesso sesso (Same-sex attraction) tra gemelli identici era comune solo al 7,7% per i maschi e al 5,3% per le femmine. Nella stessa ricerca si parla dei cambiamenti di orientamento sessuale. E i due autori osservano che la maggior parte di questi cambiamenti, non terapeutici ma accaduti “naturally” durante la vita, sono rivolti verso un’esclusiva eterosessualità (il 3% della popolazione eterosessuale sostiene di essere stata in passato anche bisessuale o omosessuale). Il numero delle persone che hanno cambiato il loro orientamento sessuale verso un’esclusiva eterosessualità è più alto dell’attuale numero di bisessuali e omosessuali messi insieme. In altre parole “Gli ex gay superano per numero gli attuali gay”.
Alcuni sostengono che non esistono persone omosessuali, ma solo atti omosessuali. In pratica è un comportamento appreso ed acquisito, frutto della volontà del singolo individuo. Alessandro Cecchi Paone, tanto per fare un esempio noto, non è nato omosessuale lo è diventato (?) da adulto, addirittura dopo essere stato sposato per sette anni con una donna. Per meglio dire, ha fatto questa scelta da adulto, forse è stata semplicemente la conseguenza di un’esperienza sessuale diversa. Questo esempio ci porta a pensare che sono scelte causate dal vizio o da influssi esterni che inducono le persone a rinunciare alla bisessualità, che è la manifestazione naturale della sessualità nell’essere umano perché ha una struttura e un fine che è quello della procreazione. Una omosessualità che non può raggiungere questo fine sbaglia. E’ contraria alla natura dell’uomo. È un errore che bisogna cercare di correggere come si può. Molti casi di omosessualità si possono ricuperare e normalizzare con un trattamento adeguato. Non è offesa, è stima. Quando una persona ha un difetto, il vero amico è colui che glielo dice. Ne va anche della felicità della persona omosessuale che non si sentirà mai completa. Due uomini non possono mai essere complementari per una naturale inadeguatezza anatomica, ma anche per un’inadeguatezza psicologica: l’omosessualità è l’incontro fra due individui con lo stesso tipo di deficit. La mascolinità rimane l’ideale degli omosessuali che cercano nel partner la parte d’identità maschile mancante. Questo conduce inevitabilmente alla delusione e alla continua ricerca di un nuovo partner.
A dimostrazione che è possibile tornare indietro dall'omosessualità riporto alcuni link che raccontano alcune storie vere.
Alla fine, si tratta soltanto di guarire dalle ferite che abbiamo raccolto durante la nostra vita.
Joseph Nicolosi spiega che l’omosessualità è un problema dello sviluppo, quasi sempre il risultato di rapporti familiari problematici.
In particolare riguardo all’omosessualità maschile dice che nella storia dell’uomo il passaggio del maschio dall’infanzia all’età adulta era caratterizzato dalla sfida di un rito d’iniziazione. Ogni rito era incentrato su tre concetti chiave: identificarsi troppo a lungo con la madre rappresentava una minaccia per la mascolinità del ragazzo, la mascolinità è una conquista, non un dato di fatto, la mascolinità è il risultato di una vera lotta e di un riconoscimento-accettazione da parte dei maschi adulti. L’omosessualità, ricorda Nicolosi, è il sintomo di un fallimento del proprio processo d’iniziazione.
Un punto fondamentale del processo di crescita è la riappacificazione con il padre. Il paziente deve capire che il danno più grave non è stato arrecato tanto dal padre, ma da lui stesso con il suo atteggiamento di "distacco difensivo". Perdonare veramente il padre significa accettarlo per quello che è, compresa la sua incapacità di dare amore. Perdonare veramente è come un’esperienza di morte: significa far morire la fantasia di ricevere amore dal proprio padre, significa, paradossalmente, fare da padre al proprio padre, dargli quanto avremmo voluto ricevere. La compassione è l’ultimo stadio del perdono e nasce spesso quando si capisce che dietro a un padre inadeguato vi è l’ombra di un nonno inadeguato — cioè di un padre-ombra — che si ripete per generazioni.
L’omosessualità non è il desiderio di unione con l’altro, ma piuttosto il desiderio di appropriarsi di quelle qualità dell’altro di cui ci si sente carenti, così come avviene del resto nella coppia eterosessuale in cui ci si completa a vicenda. Anche i ricercatori gay David P. McWhirter e Andrew M. Mattison riconoscono nel desiderio omosessuale l’esigenza di rimediare a deficit del processo di formazione dell’identità.
Infine permettetemi un paio di link soltanto per riportare delle storie vere e sconsigliare le adozioni da parte di coppie gay.

e per sapere cosa dice chi è stato allevato da una coppia gay
FONTI:


venerdì 21 febbraio 2014

LA CHIMICA DELL'AMORE

Il chimico che riuscirà ad estrarre 
dagli elementi del suo cuore
la compassione, il rispetto, 
il desiderio, la pazienza, il rimpianto,
la sorpresa e il perdono, 
per riunirli in un unico composto,
avrà creato quell'atomo chiamato 
Amore.

Kahlil Gibran 

giovedì 20 febbraio 2014

A PASQUA NON MANGIARE AGNELLO O CAPRETTO

Tra le comunità cristiane più antiche, l'agnello era rappresentato sulle spalle del pastore e simboleggiava l'anima salvata da Cristo. 
La sua uccisione per Pasqua non ha alcun fondamento nella tradizione cristiana, semmai ha radici nel Vecchio Testamento. 
È un rito cruento, in forte contraddizione col concetto di Resurrezione, che porta con sé il rinnovamento della fede e della speranza. 
È un rito non necessario in una società, la nostra, già impregnata di violenza e di morte, che serve soltanto a soddisfare gli interessi dell'industria alimentare.

VIVERE ONESTAMENTE

La disperazione più grave
che possa impadronirsi 
di una società è il dubbio
che vivere onestamente
sia inutile.

Corrado Alvaro 

SUCCESSO O MERITO?

E' una cosa ben schifosa il successo,
la sua falsa somiglianza con il merito
inganna gli uomini.

Victor Hugo

lunedì 17 febbraio 2014

POLITICA E ONESTA'

Di fronte a tali episodi,
a uomini siffatti 
che si occupano di politica,
a tali leggi e costumi,
quanto più, col passare degli anni,
riflettevo, tanto più 
mi sembrava difficile 
dedicarmi alla politica 
mantenendomi onesto.

Platone 


venerdì 14 febbraio 2014

NON CANCELLIAMO MAI L'ESPERIENZA DEL PASSATO

Il cancro è una delle malattie che determina più morti sul nostro pianeta. Tantissimi i soldi per la ricerca medica, cercando di trovare una cura definitiva. Una delle tante cure è quella nota come "erba magica", per lo più ignorata dalla comunità medica, ma che in realtà distrugge fino al 98% delle cellule cancerogene in sole 16 ore.

Secondo quanto riporta Spirit Science and Metaphysic questa tecnica veniva usata nella medicina cinese e il solo utilizzo dell'erba, chiamata Artemisia Annua, riduceva le cellule tumorali del polmone del 28% e, in combinazione con il ferro, sconfiggeva il cancro.

In passato l'artemisinina è stata utilizzata come un potente rimedio antimalarico ma ora è dimostrato che questa cura è efficace anche nella lotta contro il cancro. Questo perché quando si aggiunge del ferro alle cellule tumorali infettate, attacca selettivamente le cellule "cattive", e lascia quelle "buone" intatte.

Gli scienziati che seguono le ricerche, condotte presso l'Università della California, hanno dichiarato: "In generale i nostri risultati mostrano che l'artemisinina ferma il fattore di trascrizione 'E2F1' e interviene nella distruzione delle cellule tumorali del polmone, il che significa che controlla la crescita e la riproduzione delle cellule del cancro".

Utilizzando una varietà resistente alle radiazioni delle cellule del cancro al seno (che aveva anche una elevata propensione per l'accumulo di ferro) l'artemisinina si è dimostrata avere un tasso di uccisione del cancro del 75% dopo appena 8 ore, e uno del quasi 100% dopo appena 24 ore.



Fonte: http://notizie.virgilio.it/cronaca/l-erba-magica-he-distrugge-18-delle-cellule-tumorali-in-16-ore.html?fb_action_ids=725267420825778&fb_action_types=og.recommends&fb_ref=fb-recommend&fb_source=other_multiline&action_object_map=%5B224927787712142%5D&action_type_map=%5B%22og.recommends%22%5D&action_ref_map=%5B%22fb-recommend%22%5D

PER VENIRE QUI E' NECESSARIO REALIZZARE MOLTE COSE. CERCA DI AIUTARE PIU' PERSONE

Morire, ma solo apparentemente e poi svegliarsi in obitorio. Uno choc per una ragazza ventenne della Costa Rica “deceduta” durante un rischioso intervento chirurgico. Ancor di più se la studentessa di informatica ricorda ogni cosa: “ho vissuto nell’aldilà, poi sono tornata nel mio corpo”. Una storia che ha dell’incredibile ma che è stata riscontrata con i medici che l’hanno operata e che Graciela H, nome della giovane,  ha condiviso sul sito Near Death Experience Research Foundation. Questo il suo racconto:
“Ho visto i medici che lavoravano velocemente su di me. … Erano agitati. Hanno guardato i miei segni vitali e mi hanno fatto una rianimazione cardiopolmonare. Ognuno di loro ha cominciato a lasciare lentamente la stanza. Non ho capito perché si comportavano così. Tutto era tranquillo. Ho deciso di alzarmi. Solo il mio medico si trovava ancora sul posto, guardava il mio corpo. Ho deciso di avvicinarmi, ero in piedi vicino a lui, sentivo che era triste e che la sua anima soffriva. Ricordo che gli ho toccato la spalla, poi se n’è andato. In quel momento il mio corpo ha cominciato ad elevarsi ed elevarsi, posso dire di essere stata trasportata da una strana forza. È stato fantastico, il mio corpo stava diventando più leggero. Mentre passavo attraverso il tetto della sala operatoria, ho scoperto che riuscivo a muovermi ovunque volessi. Sono stata portata in un posto dove le nuvole erano brillanti, una stanza o uno spazio. Tutto intorno a me era chiaro, molto luminoso e il mio corpo si riempiva d’energia, gonfiando il mio petto di felicità. Ho guardato le mie braccia, avevano la stessa forma degli arti umani, ma composte da una materia differente. La materia era come un gas bianco mescolato con un bagliore bianco, un bagliore argenteo, bagliore perla intorno al mio corpo. Ero bella. Non avevo uno specchio per guardarmi in faccia, ma io potevo sentire che il mio viso era carino, ho visto le mie braccia e le mie gambe, avevo un abito bianco, semplice, lungo, fatto di luce. La mia voce era come quella di un adolescente mischiata con il tono di voce di un bambino. All’improvviso una luce più chiara del mio corpo si è avvicinata. La sua luce mi abbagliava. Egli ha detto con una voce molto bella: «Non sarai in grado di continuare». Ricordo che parlavo la sua stessa lingua con la mente, anche lui parlava con la sua mente. Ho pianto perché non volevo tornare indietro, allora mi ha presa, mi ha abbracciata. È rimasto tranquillo tutto il tempo, mi ha dato forza. Sentivo amore ed energia. Non esiste un amore e una forza in questo mondo comparabile a quella. Egli ha detto: «Sei stata mandata qui per sbaglio, lo sbaglio di qualcuno. Hai bisogno di tornare indietro. Per venire qui, è necessario realizzare molte cose. Cerca di aiutare più persone».
E qui finisce il racconto del suo momento “nell’aldilà” per poi riprendere con l’esperienza nell’obitorio.
“Ho aperto gli occhi, tutto intorno c’erano porte metalliche, persone su tavoli di metallo, un corpo aveva un altro corpo sulla parte superiore. Riconobbi il posto: ero nella camera mortuaria. Sentivo il ghiaccio sulle ciglia, il mio corpo era freddo. Non riuscivo a sentire nulla. Non ero nemmeno in grado di muovere il collo o parlare. Mi sentivo assonnata. Due o tre ore dopo, ho sentito delle voci e ho riaperto gli occhi. Ho visto due infermieri. Sapevo cosa avrei dovuto fare, un contatto visivo con uno di loro. Avevo appena la forza di sbattere un paio di volte le palpebre e l’ho fatto. Mi è costata tanta fatica. Una delle infermiere mi ha guardata spaventata dicendo al suo collega: «Guarda, guarda, sta muovendo gli occhi». Ridendo lui ha risposto: «Andiamo, questo posto fa paura». Dentro di me stavo urlando ‘Per favore , non lasciatemi!’. Non ho chiuso gli occhi fino a quando non sono venute delle infermiere e dei medici. Tutto quello che ho sentito è qualcuno dire: «Chi ha fatto questo? Chi ha mandato questo paziente all’obitorio? I medici sono pazzi». Ho chiuso gli occhi quando sono stata sicura di essere lontano da quel posto. Mi sono svegliata solo tre o quattro giorni dopo. Ho dormito molto per un po’ di tempo. Non riuscivo a parlare. Il quinto giorno ho cominciato a muovere le braccia e le gambe di nuovo. I medici mi hanno spiegato che ero stata mandata  all’obitorio per errore… Mi hanno aiutata a camminare di nuovo, con la terapia. Una delle cose che ho imparato è che non c’è tempo da perdere a fare cose sbagliate,dobbiamo fare tutto il bene per il nostro bene… dall’altra parte, è come una banca, più si mette, più si otterrà alla fine”.

Fonte: http://www.retenews24.it/rtn24/inchieste/sociale/studentessa-muore-ma-si-risveglia-obitorio-il-racconto-choc-ho-visto-un-angelo-che-mi-ha-mandato-indietro/

mercoledì 12 febbraio 2014

BELLA E' LA PIETA'




Bella è sempre la pietà verso gli infelici; 
sino verso i rei. 
La legge può aver diritto di condannarli; 
l'uomo non ha mai diritto 
d'esultare del lor dolore, 
né di dipingerli con colori più neri del vero.

Silvio Pellico