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sabato 26 marzo 2022

POESIA PER LA PACE


 

mercoledì 15 dicembre 2021

domenica 5 settembre 2021

QUANDO INCONTRI UN OSTACOLO

 


"Nonna, cosa fai quando incontri un ostacolo sul tuo cammino?"
 
"Indosso il mio abito migliore, quello delle feste. Pettino con cura i miei capelli, raddrizzo la mia schiena e spengo tutte le luci abbaglianti. Accendo un piccolo lume e mi accomodo. Proprio davanti al mio ostacolo. E lì, nell'oscurità che ci avvolge, entro in intimità con il mio problema. Lo osservo, lo tocco, lo lascio fare. Ed inizio a viaggiare insieme ad esso. Ovunque mi vorrà portare."
 
"Non hai paura della destinazione?"
 
"No, bambina mia. La mia attenzione è tutta nel viaggio. Quando arriverò sarò pronta ad accogliere qualsiasi meta. Perché avrò raccolto per strada la bussola che può indicarmi la via da percorrere. Per raggiungere luoghi incredibili. Dentro di me. L'ostacolo è il faro. Della mia interiorità."
 
"Non sono capace di intraprendere questo viaggio..."
 
"Perché non hai ancora imparato a vestirti a festa dinnanzi a qualsiasi problema. Fuggi invece di rimanere. Proprio lì, dove fa male. L'ostacolo è il tuo maestro interiore che viene a destarti e a raccontarti la verità del tuo cuore. Ascoltala questa voce! E' la poesia della tua anima che viene recitata. Solo per te!"
 
Elena Bernabè - scrittrice

sabato 29 agosto 2020

DAVVERO NESSUNO RIESCE A RINUNCIARE A DELLE SEMPLICI VACANZE?

E' proprio vero? 

Nessuno è riuscito a rinunciare solo per una volta a qualcosa che non è indispensabile: 

le VACANZE.

Neanche pensando alle conseguenze che il COVID 19 avrebbe potuto avere sulla salute propria, dei familiari e anche del mondo intero?

Veramente non riusciamo a fare un piccolo sacrificio per il nostro bene?

Dopo tutto avremmo dovuto rinunciare alle vacanze solo per un anno! 

Non era così difficile. Non era una cosa di cui non si poteva fare a meno.

Avremmo potuto svagarci lo stesso rimanendo vicino a casa, non credete?

Però non l’abbiamo fatto e adesso ne paghiamo le conseguenze. 

Chissà per quanto tempo continueremo a pagarle!


sabato 22 agosto 2020

ATTENZIONE: DA OGGI LA TERRA E' IN RISERVA.

Da oggi la Terra è in riserva!

Cosa significa? Significa che la Terra è in rosso, non avremo più a disposizione  tutte le risorse naturali che la Terra può rigenerare.

L'impronta ecologica dell’uomo ha esaurito le risorse del Pianeta prima che questo abbia avuto il tempo di rigenerarle.

Ma se ci impegniamo a ridurre i nostri consumi notevolmente possiamo ancora avere la possibilità di farcela.

Durante il lockdown la natura si è risvegliata, si è ripresa i suoi spazi, perché "la natura ha la forza della natura", che è una forza inimmaginabile. Se le lasciamo tempo per riprendersi ci potrebbe addirittura sorprendere!

Ognuno di noi può fare ancora qualcosa riducendo i propri consumi.

Basterà un piccolo gesto, come per esempio, lasciare a casa l'automobile per andare al lavoro, o a fare la spesa; camminare di più a piedi o con altri mezzi di trasporto, quelli pubblici ad esempio o la bicicletta; optare per i pannelli solari, e via dicendo. Ognuno secondo la proprie possibilità, magari sfruttando il bonus al 110% messo a disposizione dal Governo Italiano https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/web/guest/superbonus-110%25

Lo dobbiamo ai nostri figli, perché saranno loro ad abitare il futuro!

Riflettiamoci!




Questo è il video realizzato dal Ministero della Salute per Giornata della Terra.




Fonte:

mercoledì 29 luglio 2020

TESTIMONIANZA COVID 19 - NON CREDI CHE ESISTA IL COVID?

A chi ancora non crede che il Covid 19 esista davvero faccio presente che non necessariamente ci devono essere persone di nostra conoscenza che sono finite in terapia intensiva per crederci, basta ricordare le immagini che abbiamo visto tutti nei TG: le immagini della bare trasportate dall'esercito perché erano troppe, che non c'erano più posti né nelle terapie intensive e né nei cimiteri e la testimonianza di chi non ci credeva e si è dovuto ricredere.
Per non contare tutte le immagini del personale addetto alle terapie intensive che mostravano la loro sfinitezza.


Fonte: https://www.ilmattino.it/primopiano/esteri/complottista_covid_bufale_web_oggi-5255409.html

domenica 31 gennaio 2016

EDUCHIAMO I NOSTRI FIGLI ALLA SENSIBILITÀ E AL RISPETTO!

Questo il messaggio scritto da un professore della ragazzina di 12 anni di Pordenone che ha tentato di suicidarsi qualche giorno fa:


Oggi una ragazza della mia città ha cercato di uccidersi.
Ha preso e si è buttata dal secondo piano.
No, non è morta. Ma la botta che ha preso ha rischiato di prenderle la spina dorsale. Per poco non le succedeva qualcosa di forse peggiore della morte: la condanna a restare tutta la vita immobile e senza poter comunicare con gli altri normalmente.

“Adesso sarete contenti”, ha scritto. Parlava ai suoi compagni.
Allora io adesso vi dico una cosa. E sarò un po’ duro, vi avverto. Ma c’ho ‘sta cosa dentro ed è difficile lasciarla lì.
Quando la finirete?
Quando finirete di mettervi in due, in tre, in cinque, in dieci contro uno?
Quando finirete di far finta che le parole non siano importanti, che siano “solo parole”, che non abbiano conseguenze, e poi di mettervi lì a scrivere quei messaggi – li ho letti, sì, i messaggi che siete capaci di scrivere – tutte le vostre “troia di merda”, i vostri “figlio di puttana”, i vostri “devi morire”.
Quando la finirete di dire “Ma sì, io scherzavo” dopo essere stati capaci di scrivere “non meriti di esistere”?
Quando la finirete di ridere, e di ridere così forte, quando passa la ragazza grassa, quando la finirete di indicare col dito il ragazzo “che ha il professore di sostegno”, quando la finirete di dividere il mondo in fighi e sfigati?
Che cosa deve ancora succedere, perché la finiate? Che cosa aspettate? Che tocchi al vostro compagno, alla vostra amica, a vostra sorella, a voi?
E poi voi. Voi genitori, sì. Voi che i vostri figli sono quelli capaci di scrivere certi messaggi. O quelli che ridono così forte.
Quando la finirete di chiudere un occhio?
Quando la finirete di dire “Ma sì, ragazzate”?
Quando la finirete di non avere idea di che diavolo ci fanno 8 ore al giorno i vostri figli con quel telefono?
Quando la finirete di non leggere neanche le note e le comunicazioni che scriviamo sul libretto personale?
Quando la finirete di venire da noi insegnanti una volta l’anno (se va bene)?
Quando inizierete a spiegare ai vostri figli che la diversità non è una malattia, o un fatto da deridere, quando inizierete a non essere voi i primi a farlo, perché da sempre non sono le parole ma gli esempi, gli insegnamenti migliori?
Perché quando una ragazzina di dodici anni prova a buttarsi di sotto, non è solo una ragazzina di dodici anni che lo sta facendo: siamo tutti noi. E se una ragazzina di quell’età decide di buttarsi, non lo sta facendo da sola: una piccola spinta arriva da tutti quelli che erano lì non hanno visto, non hanno fatto, non hanno detto.
E tutti noi, proprio tutti, siamo quelli che quando succedono cose come questa devono vedere, fare, dire. Anzi urlare. Una parola, una sola, che è: “Basta”.

venerdì 3 aprile 2015

GLI OMOSESSUALI



Qualcuno li accoglie senza porsi tanti problemi. Altri li hanno discriminati già. Altri ancora dicono che sono cattivi e che non riescono ancora a prendere una posizione. 
Io, che ho conosciuto alcuni omosessuali e ho anche avuto modo di parlare con loro, facendo attenzione alle loro parole, ho sentito quasi sempre salire su una rabbia che con molta probabilità è causata da dolori profondi che risiedono nel cuore.
Il dolore di chi si sente rifiutato dalla società, perché il dolore più grande che si possa provare è quello di non sentirsi accolto così come si è. 
La stessa rabbia che provano tutti gli esclusi del mondo e che poi si tramuta in ribellione o pazzia, la rabbia di chi non si sente ascoltato.
Poiché il primo nucleo di società è la famiglia, è probabile che il più delle volte il dolore sia causato proprio al suo interno ed è perciò lì che bisogna cercare le soluzioni per prevenire i nostri dolori.
E’ proprio all’interno della famiglia che bisogna cominciare a sentire e vivere il valore dell’uguaglianza, perché ogni suo membro potrebbe sentirsi emarginato per motivi diversi.
Qual è allora la soluzione? Applicare una prima forma di giustizia sociale proprio in famiglia: ascoltare sempre tutti, lasciare esprimere apertamente a ognuno il proprio pensiero e poi, se necessario, prendere una decisione unica che lasci a tutti il sapore buono dell’essere stati ascoltati e compresi.

domenica 1 marzo 2015

UNA NUOVA ERA

E se tutti insieme facessimo
cominciare una nuova era
mettendo al primo posto,
anziché la parola “libertà”,
la parola “rispetto”?


Et si nous avons fait tous ensemble
commencer une nouvelle ère
avec un accent primaire,
à la place du mot «liberté»,
le mot «respect»?


And if we did all together
begin a new era
with primary emphasis,
instead of the word "freedom",
the word "respect"?


Y si lo hiciéramos todos juntos
comenzar una nueva era
con énfasis primaria,
en lugar de la palabra "libertad " ,
la palabra "respeto" ?


Und wenn wir es alle zusammen
beginnt eine neue Ära
mit Hauptgewicht,
anstelle des Wortes "Freiheit",
das Wort "Respekt"?

martedì 30 dicembre 2014

LE API



Si dice che il giorno in cui non ci saranno più api il mondo finirà. 
Le api sono l’ultima società in cui esistono ancora i valori primordiali, coesione, solidarietà, operosità, buoni frutti.
E noi le mettiamo a morte! Una morte atroce, le 
bruciamo vive per debellare un unico parassita che, di fronte al fuoco, fugge e si salva, pronto ad attaccare un altro alveare.
Un parassita che non fa ammalare le api, forse guasta soltanto il miele.
Allora non sarebbe più logico eliminare il miele e usarlo come trappola per il parassita, se proprio ci teniamo ad eliminarlo?
Perché magari il parassita è lì soltanto per rubare il miele e mangiarlo. 

lunedì 3 novembre 2014

LO STRANO CASO RUDOLF FENZ

Ad un uomo di nome Rudolf Fenz è accaduta una cosa incredibile e tragica allo stesso tempo, è stato il primo ed unico involontario viaggiatore del tempo. 
Rudolf Fenz scomparve nel 1876 e ricomparve all'improvviso il 15 06 1950, ben 74 anni dopo, per venire travolto e ucciso da un'auto in Times Square a New York.  
La polizia e le persone accorse sul luogo dell'incidente, rimasero stupite nel vedere la vittima vestita in modo antiquato, alla moda in gran voga nell'ottocento. Quest'uomo aveva in tasca dollari ormai fuori corso da molto tempo.  
Fra gli effetti personali c'erano alcuni biglietti da visita con alcune ricevute che si riferivano alla manutenzione di una carrozza, rilasciate al signor Rudolf Fenz. 
Dalle indagini che ne seguirono, emerse che di un certo Rudolf Fenz ne era stata denunciata la scomparsa nel lontano 1876 riportata agli atti e inserita nella lista delle persone scomparse. La moglie, all'epoca della scomparsa, aveva descritto l'abbigliamento che indossava il marito, ed era esattamente uguale a quello che indossava il poverino morto investito in Times Square. 
Il caso è tuttora irrisolto. Ma gli interrogativi rimangono. L'uomo può aver attraversato la barriera del tempo e dello spazio?