Quest'estate le temperature sono state roventi in tutto il mondo, ancota più degli altri anni. e se non facciamo qualcosa per fermare i cambiamenti climatici rischiamo di scomparire dalla faccia della Terra. l'ONU lo ricorda:
Oggi la Terra è circa 1,44 °C più calda rispetto all’era preindustriale (1850-1900).
“L’attuale traiettoria delle emissioni di biossido di carbonio – scrive
ancora l’Onu – potrebbe aumentare le temperature globali fino a 3,2 °C
entro la fine del secolo”.
Le conseguenze sono già visibili nei numeri:
gli anni dal 2015 al 2025 sono stati gli 11 più caldi mai registrati
si prevede che entro il 2050 i ghiacciai scompariranno in un terzo delle aree attualmente presenti
le previsioni stimano che entro il 2050 la siccità potrebbe colpire oltre tre quarti della popolazione mondiale
secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, tra il 2030 e il 2050
i cambiamenti climatici dovrebbero causare circa 250.000 decessi
aggiuntivi all’anno per malnutrizione, malaria, diarrea e stress da calore;
entro il 2030 si stima che i costi diretti per la salute causati dai
cambiamenti climatici ammonteranno a una cifra compresa tra 2 e 4
miliardi di dollari all’anno (pari a 1,73-3,45 miliardi di euro)
Ecco perché il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio
Guterres, ricorda che “la lotta per gli 1,5 °C è la lotta per
l’umanità”.
Greta Thunberg nel 2018 all'esterno del parlamento svedese; il cartello reca la scritta:
«Sciopero scolastico per il clima»
Nata a Stoccolma il 3 gennaio 2003, Greta Tintin Eleonora Ernman
Thunberg vanta una madre cantante d’opera e un padre attore, ma anche
una lontana parentela con Svante Arrhenius, studioso dell’effetto serra e
Premio Nobel nel 1903.1
A soli 15 anni, dopo un’estate caratterizzata da caldo record, siccità e incendi boschivi, Greta prende definitivamente coscienza dell’emergenza ambientale in cui versa il Pianeta e decide che non può più aspettare che “i grandi” facciano qualcosa.
Così il 20 agosto 2018, anziché recarsi a scuola, si presenta davanti
al Riksdag, la sede del Parlamento svedese, con un cartello dal
messaggio chiaro e forte: Skolstrejk för klimatet, “sciopero scolastico per il pianeta”.
La
sua assenza scolastica dura fino al 9 settembre dello stesso anno, in
occasione delle elezioni politiche, con la richiesta al governo di
adottare serie misure contro il global warming e le emissioni di
anidride carbonica.
Negli anni, Greta Thunberg ha continuato a portare avanti il suo messaggio attraverso discorsi, interviste e partecipazione a eventi internazionali,
affinché ogni singolo individuo si rendesse conto di avere un impatto
globale attraverso la passione, la determinazione e la consapevolezza
dell’importanza di un problema come il cambiamento climatico. Ha spinto
così la collettività verso azioni immediate per affrontare concretamente
il cambiamento climatico e ha criticato duramente le politiche di
diversi paesi.
Per diminuire l'impronta ecologica della sua famiglia ha insistito perché i suoi congiunti diventassero vegani,come lo è diventata lei. È autrice, insieme alla sua famiglia, del libro La nostra casa è in fiamme, in cui viene raccontata la sua vita con alcuni aneddoti della sua famiglia.
Anche in seguito alle elezioni, Greta ha continuato a manifestare
ogni venerdì, lanciando così il movimento studentesco internazionale Fridays for Future. Ha partecipato alla manifestazione Rise for Climate davanti al Parlamento Europeo a Bruxelles e ha parlato alla manifestazione organizzata da Extinction Rebellion a Londra (31 ottobre 2018). Il suo sciopero del venerdì ha attirato l'attenzione dei media in diverse nazioni e manifestazioni simili sono state organizzate in altri paesi, tra cui i Paesi Bassi, l'Italia, la Germania, la Finlandia, la Danimarca e l'Australia.
In Australia migliaia di studenti sono stati ispirati da lei ad
intraprendere lo sciopero del venerdì, ignorando l'appello del loro primo ministroScott Morrison, che ha dichiarato al Parlamento «ciò che vogliamo è l'apprendimento nelle scuole e meno attivismo».
«Ciò che speriamo di
ottenere da questa conferenza è di comprendere che siamo di fronte a una
minaccia esistenziale. Questa è la crisi più grave che l'umanità abbia
mai subito. Noi dobbiamo innanzitutto prenderne coscienza e fare
qualcosa il più in fretta possibile per fermare le emissioni e cercare
di salvare il salvabile.»
In occasione dell'ultima giornata ufficiale di lavori, il 14
dicembre, ha dichiarato dalla tribuna della COP24, parlando ai leader
mondiali riuniti con parole durissime:
«Voi parlate soltanto di
un'eterna crescita dell'economia verde poiché avete troppa paura di
essere impopolari. Voi parlate soltanto di proseguire con le stesse
cattive idee che ci hanno condotto a questo casino, anche quando l'unica
cosa sensata da fare sarebbe tirare il freno d'emergenza. Non siete
abbastanza maturi da dire le cose come stanno. Lasciate persino questo
fardello a noi bambini. [...] La biosfera è sacrificata perché alcuni
possano vivere in maniera lussuosa. La sofferenza di molte persone paga
il lusso di pochi. Se è impossibile trovare soluzioni all'interno di
questo sistema, allora dobbiamo cambiare sistema. [...] L'anno 2078
celebrerò i miei 75 anni, se avrò figli, forse passeranno quella
giornata con me. Forse mi chiederanno di voi, forse mi chiederanno
perché voi non abbiate fatto nulla, mentre c'era ancora il tempo per
agire. Voi dite di amare i vostri figli sopra qualsiasi altra cosa,
eppure state rubando il loro futuro proprio davanti ai loro stessi
occhi. [...] Non siamo venuti qui per supplicare i leader di agire. Ci
avete ignorato in passato, e ci ignorerete ancora. [...] Voi avete
finito le scuse, e noi stiamo finendo il tempo. [...] Il vero potere
appartiene al popolo.»
Il 25 gennaio 2019 è intervenuta con un discorso molto duro al Forum economico mondiale di Davos, volto a far comprendere il panico che si dovrebbe provare di fronte ai cambiamenti climatici.
Nei mesi successivi è intervenuta in altre manifestazioni in diverse
città europee, alcune delle quali hanno avuto una certa attenzione
mediatica, come quella a Bruxelles del 21 febbraio o quella di Amburgo del 1º marzo.[23]
Greta Thunberg promuove la sua campagna ambientalista al Forum economico mondiale di Davos nel 2019
Il 15 marzo 2019 si è tenuto lo sciopero mondiale per il futuro, al
quale hanno partecipato moltissimi studenti in 1700 città in oltre 100
paesi del mondo (un milione solo in Italia);
Greta è intervenuta nella manifestazione organizzata a Stoccolma,
ricordando come sia necessario che i politici agiscano, dando ascolto ai
moniti degli scienziati sul clima. Tra le risposte alla manifestazione c'è stata quella della Commissione europea, che ha affermato di ascoltare la richiesta dei giovani e di stare agendo in quella direzione.[27]
Il 16 aprile 2019 ha parlato alla commissione Ambiente del Parlamento europeo,
invitando i politici europei a prendere decisioni nette e rapide per
contrastare il cambiamento climatico, seguendo quanto affermato dagli
scienziati; in particolare, guardando alle imminenti elezioni europee,
ha invitato i giovani ad andare alle urne e i politici ad ascoltare
l'appello per il clima di tanti ragazzi che non potranno votare. Il giorno dopo ha partecipato all'udienza generale di Papa Francesco in piazza San Pietro a Roma, a seguito della quale ha avuto un breve scambio di battute con il pontefice.
Tra il 14 e il 28 agosto 2019 ha attraversato l'oceano Atlantico da Plymouth a New York (dove è stata accolta da attivisti locali come Alexandria Villaseñor e Xiye Bastida) a bordo dello yacht a velaMalizia II, provvisto di pannelli solari e turbine subacquee. Il viaggio è stato annunciato come una traversata atlantica carbon neutral, per dimostrare l'importanza della riduzione delle emissioni sostenuta da Thunberg.
Scopo del viaggio è stata la partecipazione al Vertice delle Nazioni
Unite sull'azione per il clima di New York e alla conferenza sul
cambiamento climatico COP 25 a Santiago del Cile. Il 20 settembre ha guidato a New York lo sciopero mondiale per il clima, mentre il giorno successivo ha parlato al Palazzo di vetro al Vertice dei giovani per il clima. Il 23 settembre ha parlato all'apertura del Climate Action Summit a margine dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, cui partecipavano diverse decine di capi di stato e di governo, usando parole assai dure contro la loro inazione:
«È tutto sbagliato. Non
dovrei essere quassù. Dovrei essere tornata a scuola dall'altra parte
dell'oceano. Eppure, voi tutti venite da noi giovani per la speranza.
Come osate? Voi avete rubato i miei sogni e la mia infanzia, con le
vostre parole vuote! Eppure io sono una delle fortunate. La gente
soffre. La gente muore. Interi ecosistemi stanno collassando. Siamo
all’inizio di una estinzione di massa, e tutto ciò di cui potete
discutere sono i soldi, e le favole di una eterna crescita economica!
Come osate? Da oltre 30 anni la scienza è stata chiara, cristallina:
come osate continuare a guardare da un'altra parte? [...] Voi ci state
deludendo. Ma i giovani hanno cominciato a capire il vostro tradimento.
Gli occhi di tutte le future generazioni sono su di voi e, se
sceglierete di tradirci, vi dico che non vi perdoneremo mai. Non vi
lasceremo andare così. Proprio qui, proprio ora, tracciamo il confine.
Il cambiamento sta arrivando, che vi piaccia o no.»
Ha presenziato, assieme a Vanessa Nakate, alla conferenza Youth4Climate
tenutasi a Milano dal 28 al 30 settembre 2021. In tale frangente,
l'attivista ha criticato nuovamente l'approccio non pragmatico, dato
dalla politica, all'emergenza climatica.
Il 17 gennaio 2023 l'attivista è stata fermata dalla polizia di Aquisgrana durante le proteste dei manifestanti ambientalisti contro l’espansione della miniera di carbone di Garzweiler, presso Lüzerath, nello stato tedesco della Renania Settentrionale-Vestfalia; dopo essere stata identificata è stata immediatamente rilasciata, potendo così recarsi a Davos, in Svizzera, per partecipare insieme ad altre attiviste a una manifestazione contro il World Economic Forum Il 17 ottobre 2023 è stata arrestata a Londra, in Inghilterra, per una protesta contro i giganti del petrolio. Il 6 aprile 2024 viene arrestata nuovamente nei Paesi Bassi.
Quando avevo circa otto anni, ho sentito parlare per la prima volta di qualcosa chiamato cambiamento climatico o riscaldamento globale. Apparentemente, era qualcosa che gli umani avevano creato con il nostro modo di vivere. Mi è stato detto di spegnere le luci per risparmiare energia e di riciclare la carta per risparmiare risorse.
Nel 2078 festeggerò il
mio 75esimo compleanno. Se avrò dei bambini forse passeranno quel giorno
con me. Forse mi chiederanno di voi. Forse mi chiederanno perché non
avete fatto niente, quando c’era ancora tempo per agire. Dite di amare i
vostri figli sopra ogni cosa, eppure state rubando il loro futuro
proprio davanti ai loro occhi. Finché non vi concentrerete su cosa deve
essere fatto, anziché su cosa sia politicamente possibile, non c’è
alcuna speranza.
Non abbiamo un pianeta B.
Non abbiamo un pianeta bla – bla bla bla… Non parliamo di un costoso
gesticolare di correttezza politica green e accarezza-cuccioli o bla bla
bla… Ripartiamo col Recovery bla bla bla… Economia green bla bla bla…
Zero netto al 2050 bla bla bla… Zero netto bla bla bla…Impatto zero bla
bla bla… Sono queste le cose che sentiamo dalle bocche dei
nostri presunti “leader”. Parole, tante parole, tutte ad effetto, ma che
finora hanno portato a zero fatti. Annegano i nostri sogni e speranze
nel loro oceano di parole e promesse vuote. Certo, occorre ingaggiare un
dialogo, ma siamo ormai a trent’anni di bla bla bla, e a cosa è
servito?
È chiaro a tutti che la Cop26 è un fallimento. Dovrebbe essere ovvio
che non possiamo risolvere una crisi con gli stessi metodi che l’hanno
provocata. Le persone al potere possono continuare a vivere nella loro
bolla piena di fantasie, come la possibilità di una crescita infinita su
un pianeta finito e una soluzione tecnologica che apparirà
improvvisamente dal nulla e cancellerà immediatamente tutte queste
crisi. Tutto questo mentre il mondo sta letteralmente bruciando, va a
fuoco, e mentre le persone che vivono in prima linea stanno subendo gli
effetti della crisi climatica.
È il 1992 e a Rio De Janeiro si sta svolgendo il Summit della Terra
organizzato dall’ONU. Si tratta di un evento cruciale in quanto è il
primo nel suo genere a portare all’attenzione dei principali leader
mondiali la protezione dell’ambiente.
Alla conferenza partecipano
108 capi di Stato o di Governo, 2.400 rappresentanti di organizzazioni
non governative e lei: Severn Cullis-Suzuki, 12 anni, ancora oggi
ricordata come “la bambina che zittì il mondo per 6 minuti”.
Severn all'età di 9 anni, mentre frequentava la scuola elementare Lord Tennyson,
fondò l'Environmental Children's Organization (ECO), un gruppo di
bambini interessato a sensibilizzare i propri coetanei verso le
problematiche ambientali. Nel 1992, all'età di 12 anni, Cullis-Suzuki raccolse fondi sufficienti per partecipare al Vertice della Terra a Rio de Janeiro. Nel 1993 fu insignita del Global 500 Roll of Honour dal Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente. Nello stesso anno ha pubblicato un libro per famiglie, Tell the World, riguardante la salvaguardia ambientale. Oggi è una scrittrice, attivista e conduttrice televisiva sempre molto impegnata sul fronte ambientale.
Il discorso di Severn Suzuki all’ONU: la reprimenda dell’allora 12enne.
“Salve,
sono Severn Suzuki e parlo a nome di ECO, l’Organizzazione dei Bambini
per l’Ambiente. Siamo un gruppo di ragazzi di 12 e 13 anni che cerca di
fare la differenza; Vanessa Suttie, Morgan Geisler, Michelle Quaigg e la
sottoscritta. Abbiamo raccolto tutti i soldi per venire in questo posto
lontano 5000 miglia, per dire alle Nazioni Unite che dovete cambiare il
vostro modo di agire.
Venendo a parlare qui oggi non ho un’agenda nascosta, sto lottando per il mio futuro. Perdere il mio futuro non
è come perdere un’elezione o qualche punto sul mercato azionario. Sono
qui per parlare a nome di tutte le generazioni future. Sono qui per
parlare a nome dei bambini che stanno morendo di fame in tutto il
Pianeta e le cui grida restano inascoltate. Sono qui per parlare a nome
del numero infinito di animali che stanno morendo nel Pianeta, perché
non hanno alcun posto dove andare.
Ho paura di andare
fuori al sole ora, a causa dei buchi nell’ozono. Ho paura di respirare
l’aria, perché non so quali sostante chimiche contiene. Ero solita
andare a pesca a Vancouver, la mia casa, con mio papà, fino a quando
pochi anni fa abbiamo trovato un pesce pieno di tumori. E ora sentiamo
di animali e piante andare verso l’estinzione, ogni giorno, sparendo per
sempre. Nella mia vita ho sognato di vedere grandi mandrie di animali
selvatici, giungle e foreste pluviali piene di uccelli e farfalle, ma
ora mi chiedo se i miei figli potranno mai vedere tutto ciò.
Vi
siete mai preoccupati di queste cose quando avevate la mia età? Tutto
questo sta accadendo sotto ai nostri occhi, e tuttavia agiamo come se
avessimo a disposizione tutto il tempo che vogliamo e tutte le
soluzioni.
Sono solo una bambina e non ho tutte le soluzioni, ma voglio che realizziate che non le avete nemmeno voi.
Voi non sapete come riparare i buchi nello strato di ozono.
Non sapete come riportare indietro i salmoni in un fiume inquinato.
Non
sapete come far tornare una specie animale estinta. E non potete
restituirci le foreste che una volta crescevano là dove ora c’è il
deserto.
Se non sapete come sistemare tutto ciò, smettete di distruggerlo.
Qui
potete essere presenti in qualità di delegati dei vostri governi, gente
d’affari, amministratori di organizzazioni, giornalisti o politici, ma
in verità siete madri e padri, fratelli e sorelle, zie e zii, e tutti
voi siete anche figli di qualcuno.
Sono solo una
bambina, tuttavia so che siamo parte di una famiglia che conta 5
miliardi di persone; per la verità, 30 milioni di specie. E nessun
governo o confine potrà cambiare ciò.
Sono solo
una bambina, tuttavia so che siamo tutti coinvolti in questo e dovremmo
agire come un solo mondo verso un unico obiettivo.
La mia rabbia non mi acceca e la mia paura non mi fa temere di dire al mondo come mi sento.
Nel
mio Paese produciamo così tanti rifiuti; compriamo e buttiamo,
compriamo e buttiamo, compriamo e buttiamo e tuttavia i Paesi del nord
non condividono con quelli che hanno bisogno. Anche quando abbiamo più
del necessario, siamo spaventati dal condividere, siamo spaventati dal
lasciare un po’ della nostra ricchezza. In Canada viviamo una vita
privilegiata, ricca di cibo, acqua e ripari. Abbiamo orologi,
biciclette, computer e televisori e la lista potrebbe andare avanti per
due giorni. Due giorni fa qui in Brasile siamo rimasti scioccati quando
abbiamo passato un po’ di tempo con alcuni bambini che vivono per
strada. Questo è ciò che ci ha detto un bambino: “Vorrei essere ricco e
se lo fossi darei a tutti i bambini di strada cibo, vestiti, medicine,
una casa, amore e affetto”. Se un bambino di strada che non ha niente è
disposto a condividere, perché noi che abbiamo tutto siamo ancora così
avidi? Non riesco a smettere di pensare che quei bambini hanno la mia
stessa età, che il posto dove nasci fa un’enorme differenza, che io
avrei potuto essere una di quei bambini che abitano nelle favelas di
Rio. Potrei essere una bambina che muore di fame in Somalia, o una
vittima di guerra in Medio Oriente, o una mendicante in India.
Sono
solo una bambina, tuttavia so che se tutti i soldi spesi in guerre
fossero spesi per cercare risposte ambientali, fermare la povertà e
siglare accordi, che posto magnifico sarebbe questa Terra!
A
scuola, fin dall’asilo, ci insegnate come comportarci nel mondo. Ci
insegnate a non litigare con gli altri, risolvere i problemi, rispettare
gli altri, rimettere a posto il nostro casino, non ferire altre
creature, condividere e non essere avari. Allora perché voi fate le cose
che dite a noi di non fare?
Non dimenticate perché
state partecipando a queste conferenze, per chi le state facendo. Noi
siamo i vostri figli. Voi state decidendo in che tipo di mondo noi
stiamo crescendo. I genitori dovrebbero poter consolare i propri figli
dicendo che tutto andrà a posto, che non è la fine del mondo e che
stanno facendo il meglio che possono. Ma non penso che voi lo possiate
ancora dire. Siamo davvero nella vostra lista delle priorità?
Mio
padre mi dice sempre: “Sei quello che fai, non quello che dici”. Bene,
quello che voi state facendo mi fa piangere la notte. Continuate a dire
che ci amate. Ma vi sfido, per favore, a far in modo che le vostre
azioni riflettano le vostre parole. Grazie.”
"Salvare
la Terra deve essere prioritario rispetto al turismo nello Spazio". È
schietto e diretto il principe William, che parlando con la Bbc ieri
sera ha attaccato la nuova corsa allo Spazio, incarnata da ambiziosi
tycoon mondiali come Jeff Bezos di Amazon, Elon Musk di Tesla e Richard
Branson di Virgin, per portare nel cosmo anche le persone “normali” e
non solo gli astronauti. "Le grandi menti del nostro tempo", è stato il
monito del duca di Cambridge, "dovrebbero pensare a dedicare le loro
energie a salvare questo pianeta, e non a cercarne un altro dove andare a
vivere".
Cosa significa? Significa che la Terra è in rosso, non avremo più a disposizione tutte le risorse naturali che la Terra può rigenerare.
L'impronta ecologica dell’uomo ha esaurito le risorse del Pianeta prima che questo abbia avuto il tempo di rigenerarle.
Ma se ci impegniamo a ridurre i nostri consumi notevolmente possiamo ancora avere la possibilità di farcela.
Durante il lockdown la natura si è risvegliata, si è ripresa i suoi spazi, perché "la natura ha la forza della natura", che è una forza inimmaginabile. Se le lasciamo tempo per riprendersi ci potrebbe addirittura sorprendere!
Ognuno di noi può fare ancora qualcosa riducendo i propri consumi.
Basterà un piccolo gesto, come per esempio, lasciare a casa l'automobile per andare al lavoro, o a fare la spesa; camminare di più a piedi o con altri mezzi di trasporto, quelli pubblici ad esempio o la bicicletta; optare per i pannelli solari, e via dicendo. Ognuno secondo la proprie possibilità, magari sfruttando il bonus al 110% messo a disposizione dal Governo Italianohttps://www.agenziaentrate.gov.it/portale/web/guest/superbonus-110%25
Lo dobbiamo ai nostri figli, perché saranno loro ad abitare il futuro!
Riflettiamoci!
Questo è il video realizzato dal Ministero della Salute per Giornata della Terra.
Nella modernità, siamo cresciuti
pensando di essere i proprietari e i padroni della natura, autorizzati a
saccheggiarla senza alcuna considerazione delle sue potenzialità
segrete e leggi evolutive, come se si trattasse di un materiale inerte a
nostra disposizione, producendo tra l’altro una gravissima perdita di
biodiversità. In realtà, non siamo i custodi di un museo e dei suoi capolavori che dobbiamo spolverare ogni mattina, ma i collaboratori della conservazione e dello sviluppo dell’essere e della biodiversità del pianeta, e della vita umana in esso presente.
La conversione ecologica capace di sorreggere lo sviluppo sostenibile
comprende in maniera inseparabile sia l’assunzione piena della nostra
responsabilità umana nei confronti del creato e delle sue risorse, sia
la ricerca della giustizia sociale e il superamento di un sistema iniquo
che produce miseria, disuguaglianza ed esclusione.
Alla cassa di un supermercato una signora anziana sceglie un sacchetto di plastica per metterci i suoi acquisti. La cassiera le rimprovera di non adeguarsi all'ecologia e gli dice:
"La tua generazione non comprende semplicemente il movimento ecologico.
Noi giovani stiamo pagando per la vecchia generazione che ha sprecato
tutte le risorse! " La vecchietta si scusa con la cassiera e spiega: “Mi dispiace, non c'era nessun movimento ecologista al mio tempo." Mentre lei lascia la cassa, affranta, la cassiera aggiunge:
"Sono persone come voi che hanno rovinato tutte le risorse a nostre
spese. E' vero, non si faceva assolutamente caso alla protezione
dell'ambiente nel tuo tempo.” Allora, un pò arrabbiata, la vecchia
signora fa osservare che all'epoca restituivamo le bottiglie di vetro
registrate al negozio. Il negozio le rimandava in fabbrica per essere
lavate, sterilizzate e utilizzate nuovamente: le bottiglie erano
riciclate. La carta e i sacchetti di carta si usavano più volte e quando
erano ormai inutilizzabili si usavano per accendere il fuoco. Non c’era
il “residuo” e l’umido si dava da mangiare agli animali. Ma noi non conoscevamo il movimento ecologista. E poi aggiunge: “Ai miei tempi salivamo le scale a piedi: non avevamo le scale mobili e pochi ascensori. Non si usava l’auto ogni volta che bisognava muoversi di due strade: camminavamo fino al negozio all'angolo. Ma, è vero, noi non conoscevamo il movimento ambientalista.
Non si conoscevano i pannolini usa e getta: si lavavano i pannolini dei neonati. Facevamo asciugare i vestiti fuori su una corda. Avevamo una sveglia che caricavamo la sera.
In cucina, ci si attivava per preparare i pasti; non si disponeva di
tutti questi aggeggi elettrici specializzati per preparare tutto senza
sforzi e che mangiano tutti i watt che Enel produce. Quando si
imballavano degli elementi fragili da inviare per posta, si usava come
imbottitura della carta da giornale o dalla ovatta, in scatole già
usate, non bolle di polistirolo o di plastica. Non avevamo i tosaerba a benzina o trattori: si usava l'olio di gomito per falciare il prato.
Lavoravamo fisicamente; non avevamo bisogno di andare in una palestra
per correre sul tapis roulant che funzionano con l'elettricità. Ma, è vero, noi non conoscevamo il movimento ambientalista. Bevevamo l'acqua alla fontana quando avevamo sete. Non avevamo tazze o bottiglie di plastica da gettare. Si riempivano le penne in una bottiglia d'inchiostro invece di comprare una nuova penna ogni volta. Rimpiazzavamo le lame di rasoio invece di gettare il rasoio intero dopo alcuni usi. Ma, è vero, noi non conoscevamo il movimento ambientalista.
Le persone prendevano il bus, la metro, il treno e i bambini si
recavano a scuola in bicicletta o a piedi invece di usare la macchina di
famiglia con la mamma come un servizio di taxi 24 h su 24. I bambini
tenevano lo stesso astuccio per diversi anni, i quaderni continuavano da
un anno all'altro, le matite, gomme temperamatite e altri accessori
duravano fintanto che potevano, non un astuccio tutti gli anni e dei
quaderni gettati a fine giugno, nuovi: matite e gomme con un nuovo
slogan ad ogni occasione. Ma, è vero, noi non conoscevamo il movimento ecologista!
C’era solo una presa di corrente per stanza, e non una serie multipresa
per alimentare tutta la panoplia degli accessori elettrici
indispensabili ai giovani di oggi. Allora non farmi incazzare col tuo movimento ecologista!
Tutto quello che si lamenta, è di non aver avuto abbastanza presto la
pillola, per evitare di generare la generazione di giovani idioti come
voi, che si immagina di aver inventato tutto, a cominciare dal lavoro,
che non sanno scrivere 10 linee senza fare 20 errori di ortografia, che
non hanno mai aperto un libro oltre che dei fumetti, che non sanno chi
ha scritto il bolero di Ravel...(che pensano sia un grande sarto, che
non sanno dove passa il Danubio quando proponi loro la scelta tra Vienna
o Atene, ecc. Ma che credono comunque poter dare lezioni agli altri, dall'alto della loro ignoranza!
Si dice che il giorno in cui non ci saranno più api il mondo finirà. Le api sono l’ultima società in cui esistono ancora i valori primordiali, coesione, solidarietà, operosità, buoni frutti. E noi le mettiamo a morte! Una morte atroce, le bruciamo vive per debellare un unico parassita che, di fronte al fuoco, fugge e si salva, pronto ad attaccare un altro alveare. Un parassita che non fa ammalare le api, forse guasta soltanto il miele. Allora non sarebbe più logico eliminare il miele e usarlo come trappola per il parassita, se proprio ci teniamo ad eliminarlo? Perché magari il parassita è lì soltanto per rubare il miele e mangiarlo.
Siate custodi dei doni di Dio... quando non ci prendiamo cura del creato e dei nostri fratelli, allora prende spazio la distruzione e il cuore inaridisce!... L'odio, l'invidia, la superbia sporcano la vita!
Mentre giornali e talk show in tv trattano della vita di celebrità, il capo della tribù Kayapo ha ricevuto la notizia peggiore della sua vita: Dilma, il nuovo presidente del Brasile, ha dato l'approvazione per costruire un grande impianto idroelettrico (il terzo più grande del mondo ) e di conseguenza ha condannato a morte tutte le persone che vivono vicino al fiume perché... la diga sommergerà 400.000 ettari di foresta. Più di 40.000 indiani dovranno trovare un altro posto dove vivere. La distruzione degli habitat naturali, la deforestazione e la scomparsa di molte specie è un dato di fatto. Ciò che mi muove nelle viscere, ...e che mi fa vergognare di far parte della cultura occidentale, è la reazione del capo della comunità Kayapo quando ha saputo della decisione, il suo gesto di dignità e di impotenza di fronte all'avanzata del progresso capitalista, moderno predatore di civiltà e che non rispetta le differenze. . .Ma sappiamo che una immagine vale mille parole, mostrando la realtà del prezzo reale della nostra borghese "qualità della vita". Per il fabbisogno di radical chic muore un intero ecosistema e la popolazione residente!!!!! Facciamo in modo che questa immagine giri il mondo.
...viene
dichiarato lo stato di calamità naturale a causa della siccità,
l'uomo continua a sperperare acqua.
Rubinetti
che perdono o lasciati inutilmente aperti mentre si fanno altre
attività, docce e bagni forse troppo frequenti, piscine private e
acquapark.
Già.
proprio così, in una nazione come l'Italia circondata dal mare
osiamo aggiungere ai già consistenti sprechi di acqua potabile, quello di piscine e acquapark, alla faccia di
chi muore di sete o non può irrigare i campi.
Le gravi catastrofi naturali reclamano un cambio di mentalità che obbliga ad abbandonare la logica del puro consumismo e a promuovere il rispetto della creazione.
Credo che l’uomo abbia già nella natura che lo circonda, o circondava,
tutto quello che serve per vivere degnamente e felicemente.
La natura offre cibo in abbondanza, offre ciò che serve per vestirsi e
per ripararsi, offre persino di che curarsi.
Tutti conosciamo le piante officinali, e anche gli animali producono
alimenti che hanno proprietà terapeutiche, come per esempio il miele prodotto
da un’ape senza pungiglione, il latte
d'asina, che noi abbiamo quasi fatto estinguere, e che viene utilizzato anche
in campo medico. Sono proprietà conosciute fin dai tempi più antichi quando
ancora la scienza non esisteva.
Tanti popoli vivono ancora in stretta simbiosi con la natura e la
comprendono più di quanto non facciamo noi occidentali “civilizzati”, conoscono
i benefici di ogni elemento anche senza bisogno di ricorrere alla scienza,
dovremmo prendere esempio da loro.
Infatti se c’è già lei che offre tanto per quale motivo dobbiamo
sforzarci di trovare nuove soluzioni? Forse per sentirci anche noi, al livello
di Dio, onnipotenti?
Penso che niente sia inutile, persino
quelli che noi chiamiamo parassiti hanno di certo una loro utilità.
Chissà quante cose ancora non sappiamo e non conosciamo perché non
sappiamo fare tesoro della sapienza antica e non facciamo attenzione a ciò che
ci circonda.
Vogliamo sempre ricominciare da capo e così usiamo gli animali come
cavie senza pensare che forse potremmo sfruttare le loro potenzialità
lasciandoli vivere senza torturarli. Sprechiamo il nostro tempo a fare
esperimenti nucleari che magari procurano anche qualche terremoto o maremoto in
più e non vediamo che abbiamo a disposizione il sole e il vento.
Abbiamo inventato la psicologia e non ci accorgiamo che vivendo
secondo gli insegnamenti della saggezza antica, dei libri sapienziali comuni a
tante religioni e il Vangelo dei cristiani riusciremmo a fare a meno di
psicologi e psichiatri.
Certo scoprire, dopo lunghi, e probabilmente anche inutili,
esperimenti, che nel nostro DNA è scritto che l'uomo può vivere fino a 120
anni, così come era già stato scritto migliaia di anni fa nel libro della
Genesi lascia senza parole.