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sabato 12 settembre 2026

IL CAMBIAMENTO CLIMATICO E' QUI

Quest'estate le temperature sono state roventi in tutto il mondo, ancota più degli altri anni. e se non facciamo qualcosa per fermare i cambiamenti climatici rischiamo di scomparire dalla faccia della Terra. l'ONU lo ricorda: 

Oggi la Terra è circa 1,44 °C più calda rispetto all’era preindustriale (1850-1900). “L’attuale traiettoria delle emissioni di biossido di carbonio – scrive ancora l’Onu – potrebbe aumentare le temperature globali fino a 3,2 °C entro la fine del secolo”.

Le conseguenze sono già visibili nei numeri:

  • gli anni dal 2015 al 2025 sono stati gli 11 più caldi mai registrati

  • negli ultimi 9 anni, ogni anno è stato stabilito un nuovo record per il contenuto di calore oceanico

  • si prevede che entro il 2050 i ghiacciai scompariranno in un terzo delle aree attualmente presenti

  • le previsioni stimano che entro il 2050 la siccità potrebbe colpire oltre tre quarti della popolazione mondiale

  • secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, tra il 2030 e il 2050 i cambiamenti climatici dovrebbero causare circa 250.000 decessi aggiuntivi all’anno per malnutrizione, malaria, diarrea e stress da calore; entro il 2030 si stima che i costi diretti per la salute causati dai cambiamenti climatici ammonteranno a una cifra compresa tra 2 e 4 miliardi di dollari all’anno (pari a 1,73-3,45 miliardi di euro)

Ecco perché il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ricorda che “la lotta per gli 1,5 °C è la lotta per l’umanità”.

Come fermare i cambiamenti climatici

Le soluzioni ai cambiamenti climatici sono:

  • passare alle fonti di energia rinnovabile

  • migliorare lefficienza energetica

  • proteggere le foreste e gli ecosistemi naturali

  • ridurre linquinamento e i rifiuti

  • investire in tecnologie sostenibili

     

    Facciamo in modo che non sia troppo tardi, 

    facciamolo per i nostri figli

lunedì 26 maggio 2025

GRETA THUNBERG

 

 

 


 Greta Thunberg nel 2018 all'esterno del parlamento svedese; il cartello reca la scritta: 
«Sciopero scolastico per il clima»

 

Nata a Stoccolma il 3 gennaio 2003, Greta Tintin Eleonora Ernman Thunberg vanta una madre cantante d’opera e un padre attore, ma anche una lontana parentela con Svante Arrhenius, studioso dell’effetto serra e Premio Nobel nel 1903.1

A soli 15 anni, dopo un’estate caratterizzata da caldo record, siccità e incendi boschivi, Greta prende definitivamente coscienza dell’emergenza ambientale in cui versa il Pianeta e decide che non può più aspettare che “i grandi” facciano qualcosa. Così il 20 agosto 2018, anziché recarsi a scuola, si presenta davanti al Riksdag, la sede del Parlamento svedese, con un cartello dal messaggio chiaro e forte: Skolstrejk för klimatet, “sciopero scolastico per il pianeta”.

La sua assenza scolastica dura fino al 9 settembre dello stesso anno, in occasione delle elezioni politiche, con la richiesta al governo di adottare serie misure contro il global warming e le emissioni di anidride carbonica.

Negli anni, Greta Thunberg ha continuato a portare avanti il suo messaggio attraverso discorsi, interviste e partecipazione a eventi internazionali, affinché ogni singolo individuo si rendesse conto di avere un impatto globale attraverso la passione, la determinazione e la consapevolezza dell’importanza di un problema come il cambiamento climatico. Ha spinto così la collettività verso azioni immediate per affrontare concretamente il cambiamento climatico e ha criticato duramente le politiche di diversi paesi.

Per diminuire l'impronta ecologica della sua famiglia ha insistito perché i suoi congiunti diventassero vegani,come lo è diventata lei. È autrice, insieme alla sua famiglia, del libro La nostra casa è in fiamme, in cui viene raccontata la sua vita con alcuni aneddoti della sua famiglia. 

Anche in seguito alle elezioni, Greta ha continuato a manifestare ogni venerdì, lanciando così il movimento studentesco internazionale Fridays for Future. Ha partecipato alla manifestazione Rise for Climate davanti al Parlamento Europeo a Bruxelles e ha parlato alla manifestazione organizzata da Extinction Rebellion a Londra (31 ottobre 2018). Il suo sciopero del venerdì ha attirato l'attenzione dei media in diverse nazioni e manifestazioni simili sono state organizzate in altri paesi, tra cui i Paesi Bassi, l'Italia, la Germania, la Finlandia, la Danimarca e l'Australia. In Australia migliaia di studenti sono stati ispirati da lei ad intraprendere lo sciopero del venerdì, ignorando l'appello del loro primo ministro Scott Morrison, che ha dichiarato al Parlamento «ciò che vogliamo è l'apprendimento nelle scuole e meno attivismo».


Il 4 dicembre 2018 Greta ha parlato alla
COP24, vertice delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici tenutosi a Katowice, in Polonia. Greta ha spiegato così la gravità del problema:

«Ciò che speriamo di ottenere da questa conferenza è di comprendere che siamo di fronte a una minaccia esistenziale. Questa è la crisi più grave che l'umanità abbia mai subito. Noi dobbiamo innanzitutto prenderne coscienza e fare qualcosa il più in fretta possibile per fermare le emissioni e cercare di salvare il salvabile.»

In occasione dell'ultima giornata ufficiale di lavori, il 14 dicembre, ha dichiarato dalla tribuna della COP24, parlando ai leader mondiali riuniti con parole durissime:

«Voi parlate soltanto di un'eterna crescita dell'economia verde poiché avete troppa paura di essere impopolari. Voi parlate soltanto di proseguire con le stesse cattive idee che ci hanno condotto a questo casino, anche quando l'unica cosa sensata da fare sarebbe tirare il freno d'emergenza. Non siete abbastanza maturi da dire le cose come stanno. Lasciate persino questo fardello a noi bambini. [...] La biosfera è sacrificata perché alcuni possano vivere in maniera lussuosa. La sofferenza di molte persone paga il lusso di pochi. Se è impossibile trovare soluzioni all'interno di questo sistema, allora dobbiamo cambiare sistema. [...] L'anno 2078 celebrerò i miei 75 anni, se avrò figli, forse passeranno quella giornata con me. Forse mi chiederanno di voi, forse mi chiederanno perché voi non abbiate fatto nulla, mentre c'era ancora il tempo per agire. Voi dite di amare i vostri figli sopra qualsiasi altra cosa, eppure state rubando il loro futuro proprio davanti ai loro stessi occhi. [...] Non siamo venuti qui per supplicare i leader di agire. Ci avete ignorato in passato, e ci ignorerete ancora. [...] Voi avete finito le scuse, e noi stiamo finendo il tempo. [...] Il vero potere appartiene al popolo.»

Il 25 gennaio 2019 è intervenuta con un discorso molto duro al Forum economico mondiale di Davos, volto a far comprendere il panico che si dovrebbe provare di fronte ai cambiamenti climatici. Nei mesi successivi è intervenuta in altre manifestazioni in diverse città europee, alcune delle quali hanno avuto una certa attenzione mediatica, come quella a Bruxelles del 21 febbraio o quella di Amburgo del 1º marzo.[23]

                      Greta Thunberg promuove la sua campagna ambientalista al  
                                 Forum economico mondiale di Davos nel 2019

Il 15 marzo 2019 si è tenuto lo sciopero mondiale per il futuro, al quale hanno partecipato moltissimi studenti in 1700 città in oltre 100 paesi del mondo (un milione solo in Italia); Greta è intervenuta nella manifestazione organizzata a Stoccolma, ricordando come sia necessario che i politici agiscano, dando ascolto ai moniti degli scienziati sul clima. Tra le risposte alla manifestazione c'è stata quella della Commissione europea, che ha affermato di ascoltare la richiesta dei giovani e di stare agendo in quella direzione.[27]

Il 16 aprile 2019 ha parlato alla commissione Ambiente del Parlamento europeo, invitando i politici europei a prendere decisioni nette e rapide per contrastare il cambiamento climatico, seguendo quanto affermato dagli scienziati; in particolare, guardando alle imminenti elezioni europee, ha invitato i giovani ad andare alle urne e i politici ad ascoltare l'appello per il clima di tanti ragazzi che non potranno votare. Il giorno dopo ha partecipato all'udienza generale di Papa Francesco in piazza San Pietro a Roma, a seguito della quale ha avuto un breve scambio di battute con il pontefice.

Tra il 14 e il 28 agosto 2019 ha attraversato l'oceano Atlantico da Plymouth a New York (dove è stata accolta da attivisti locali come Alexandria Villaseñor e Xiye Bastida) a bordo dello yacht a vela Malizia II, provvisto di pannelli solari e turbine subacquee. Il viaggio è stato annunciato come una traversata atlantica carbon neutral, per dimostrare l'importanza della riduzione delle emissioni sostenuta da Thunberg. Scopo del viaggio è stata la partecipazione al Vertice delle Nazioni Unite sull'azione per il clima di New York e alla conferenza sul cambiamento climatico COP 25 a Santiago del Cile. Il 20 settembre ha guidato a New York lo sciopero mondiale per il clima, mentre il giorno successivo ha parlato al Palazzo di vetro al Vertice dei giovani per il clima. Il 23 settembre ha parlato all'apertura del Climate Action Summit a margine dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, cui partecipavano diverse decine di capi di stato e di governo, usando parole assai dure contro la loro inazione:

«È tutto sbagliato. Non dovrei essere quassù. Dovrei essere tornata a scuola dall'altra parte dell'oceano. Eppure, voi tutti venite da noi giovani per la speranza. Come osate? Voi avete rubato i miei sogni e la mia infanzia, con le vostre parole vuote! Eppure io sono una delle fortunate. La gente soffre. La gente muore. Interi ecosistemi stanno collassando. Siamo all’inizio di una estinzione di massa, e tutto ciò di cui potete discutere sono i soldi, e le favole di una eterna crescita economica! Come osate? Da oltre 30 anni la scienza è stata chiara, cristallina: come osate continuare a guardare da un'altra parte? [...] Voi ci state deludendo. Ma i giovani hanno cominciato a capire il vostro tradimento. Gli occhi di tutte le future generazioni sono su di voi e, se sceglierete di tradirci, vi dico che non vi perdoneremo mai. Non vi lasceremo andare così. Proprio qui, proprio ora, tracciamo il confine. Il cambiamento sta arrivando, che vi piaccia o no.»

Ha presenziato, assieme a Vanessa Nakate, alla conferenza Youth4Climate tenutasi a Milano dal 28 al 30 settembre 2021. In tale frangente, l'attivista ha criticato nuovamente l'approccio non pragmatico, dato dalla politica, all'emergenza climatica.

Il 17 gennaio 2023 l'attivista è stata fermata dalla polizia di Aquisgrana durante le proteste dei manifestanti ambientalisti contro l’espansione della miniera di carbone di Garzweiler, presso Lüzerath, nello stato tedesco della Renania Settentrionale-Vestfalia; dopo essere stata identificata è stata immediatamente rilasciata, potendo così recarsi a Davos, in Svizzera, per partecipare insieme ad altre attiviste a una manifestazione contro il World Economic Forum Il 17 ottobre 2023 è stata arrestata a Londra, in Inghilterra, per una protesta contro i giganti del petrolio. Il 6 aprile 2024 viene arrestata nuovamente nei Paesi Bassi.

 

Quando avevo circa otto anni, ho sentito parlare per la prima volta di qualcosa chiamato cambiamento climatico o riscaldamento globale. Apparentemente, era qualcosa che gli umani avevano creato con il nostro modo di vivere. Mi è stato detto di spegnere le luci per risparmiare energia e di riciclare la carta per risparmiare risorse.

 

Nel 2078 festeggerò il mio 75esimo compleanno. Se avrò dei bambini forse passeranno quel giorno con me. Forse mi chiederanno di voi. Forse mi chiederanno perché non avete fatto niente, quando c’era ancora tempo per agire. Dite di amare i vostri figli sopra ogni cosa, eppure state rubando il loro futuro proprio davanti ai loro occhi. Finché non vi concentrerete su cosa deve essere fatto, anziché su cosa sia politicamente possibile, non c’è alcuna speranza.

 

Non abbiamo un pianeta B. Non abbiamo un pianeta bla – bla bla bla… Non parliamo di un costoso gesticolare di correttezza politica green e accarezza-cuccioli o bla bla bla… Ripartiamo col Recovery bla bla bla… Economia green bla bla bla… Zero netto al 2050 bla bla bla… Zero netto bla bla bla…Impatto zero bla bla bla… Sono queste le cose che sentiamo dalle bocche dei nostri presunti “leader”. Parole, tante parole, tutte ad effetto, ma che finora hanno portato a zero fatti. Annegano i nostri sogni e speranze nel loro oceano di parole e promesse vuote. Certo, occorre ingaggiare un dialogo, ma siamo ormai a trent’anni di bla bla bla, e a cosa è servito?

È chiaro a tutti che la Cop26 è un fallimento. Dovrebbe essere ovvio che non possiamo risolvere una crisi con gli stessi metodi che l’hanno provocata. Le persone al potere possono continuare a vivere nella loro bolla piena di fantasie, come la possibilità di una crescita infinita su un pianeta finito e una soluzione tecnologica che apparirà improvvisamente dal nulla e cancellerà immediatamente tutte queste crisi. Tutto questo mentre il mondo sta letteralmente bruciando, va a fuoco, e mentre le persone che vivono in prima linea stanno subendo gli effetti della crisi climatica.

 

Fonti: Wikipedia; Accendi Coop

domenica 25 maggio 2025

Severn Suzuki, la bambina che zittì il mondo per sei minuti (ma nulla cambiò)


È il 1992 e a Rio De Janeiro si sta svolgendo il Summit della Terra organizzato dall’ONU. Si tratta di un evento cruciale in quanto è il primo nel suo genere a portare all’attenzione dei principali leader mondiali la protezione dell’ambiente.

Alla conferenza partecipano 108 capi di Stato o di Governo, 2.400 rappresentanti di organizzazioni non governative e lei: Severn Cullis-Suzuki, 12 anni, ancora oggi ricordata come “la bambina che zittì il mondo per 6 minuti”.

Rileggendo il suo messaggio non potrai fare a meno di notare alcune somiglianze con il discorso che Greta Thunberg ha tenuto durante la Conferenza delle Nazioni Unite COP24.

Severn all'età di 9 anni, mentre frequentava la scuola elementare Lord Tennyson, fondò l'Environmental Children's Organization (ECO), un gruppo di bambini interessato a sensibilizzare i propri coetanei verso le problematiche ambientali. Nel 1992, all'età di 12 anni, Cullis-Suzuki raccolse fondi sufficienti per partecipare al Vertice della Terra a Rio de Janeiro. Nel 1993 fu insignita del Global 500 Roll of Honour dal Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente. Nello stesso anno ha pubblicato un libro per famiglie, Tell the World, riguardante la salvaguardia ambientale. Oggi è una scrittrice, attivista e conduttrice televisiva sempre molto impegnata sul fronte ambientale.

Il discorso di Severn Suzuki all’ONU: la reprimenda dell’allora 12enne.

“Salve, sono Severn Suzuki e parlo a nome di ECO, l’Organizzazione dei Bambini per l’Ambiente. Siamo un gruppo di ragazzi di 12 e 13 anni che cerca di fare la differenza; Vanessa Suttie, Morgan Geisler, Michelle Quaigg e la sottoscritta. Abbiamo raccolto tutti i soldi per venire in questo posto lontano 5000 miglia, per dire alle Nazioni Unite che dovete cambiare il vostro modo di agire.

Venendo a parlare qui oggi non ho un’agenda nascosta, sto lottando per il mio futuro. Perdere il mio futuro non è come perdere un’elezione o qualche punto sul mercato azionario. Sono qui per parlare a nome di tutte le generazioni future. Sono qui per parlare a nome dei bambini che stanno morendo di fame in tutto il Pianeta e le cui grida restano inascoltate. Sono qui per parlare a nome del numero infinito di animali che stanno morendo nel Pianeta, perché non hanno alcun posto dove andare.

Ho paura di andare fuori al sole ora, a causa dei buchi nell’ozono. Ho paura di respirare l’aria, perché non so quali sostante chimiche contiene. Ero solita andare a pesca a Vancouver, la mia casa, con mio papà, fino a quando pochi anni fa abbiamo trovato un pesce pieno di tumori. E ora sentiamo di animali e piante andare verso l’estinzione, ogni giorno, sparendo per sempre. Nella mia vita ho sognato di vedere grandi mandrie di animali selvatici, giungle e foreste pluviali piene di uccelli e farfalle, ma ora mi chiedo se i miei figli potranno mai vedere tutto ciò.

Vi siete mai preoccupati di queste cose quando avevate la mia età? Tutto questo sta accadendo sotto ai nostri occhi, e tuttavia agiamo come se avessimo a disposizione tutto il tempo che vogliamo e tutte le soluzioni.

Sono solo una bambina e non ho tutte le soluzioni, ma voglio che realizziate che non le avete nemmeno voi.

Voi non sapete come riparare i buchi nello strato di ozono.

Non sapete come riportare indietro i salmoni in un fiume inquinato.

Non sapete come far tornare una specie animale estinta. E non potete restituirci le foreste che una volta crescevano là dove ora c’è il deserto.

Se non sapete come sistemare tutto ciò, smettete di distruggerlo.

Qui potete essere presenti in qualità di delegati dei vostri governi, gente d’affari, amministratori di organizzazioni, giornalisti o politici, ma in verità siete madri e padri, fratelli e sorelle, zie e zii, e tutti voi siete anche figli di qualcuno.

Sono solo una bambina, tuttavia so che siamo parte di una famiglia che conta 5 miliardi di persone; per la verità, 30 milioni di specie. E nessun governo o confine potrà cambiare ciò.

Sono solo una bambina, tuttavia so che siamo tutti coinvolti in questo e dovremmo agire come un solo mondo verso un unico obiettivo.

La mia rabbia non mi acceca e la mia paura non mi fa temere di dire al mondo come mi sento.

Nel mio Paese produciamo così tanti rifiuti; compriamo e buttiamo, compriamo e buttiamo, compriamo e buttiamo e tuttavia i Paesi del nord non condividono con quelli che hanno bisogno. Anche quando abbiamo più del necessario, siamo spaventati dal condividere, siamo spaventati dal lasciare un po’ della nostra ricchezza. In Canada viviamo una vita privilegiata, ricca di cibo, acqua e ripari. Abbiamo orologi, biciclette, computer e televisori e la lista potrebbe andare avanti per due giorni. Due giorni fa qui in Brasile siamo rimasti scioccati quando abbiamo passato un po’ di tempo con alcuni bambini che vivono per strada. Questo è ciò che ci ha detto un bambino: “Vorrei essere ricco e se lo fossi darei a tutti i bambini di strada cibo, vestiti, medicine, una casa, amore e affetto”. Se un bambino di strada che non ha niente è disposto a condividere, perché noi che abbiamo tutto siamo ancora così avidi? Non riesco a smettere di pensare che quei bambini hanno la mia stessa età, che il posto dove nasci fa un’enorme differenza, che io avrei potuto essere una di quei bambini che abitano nelle favelas di Rio. Potrei essere una bambina che muore di fame in Somalia, o una vittima di guerra in Medio Oriente, o una mendicante in India.

Sono solo una bambina, tuttavia so che se tutti i soldi spesi in guerre fossero spesi per cercare risposte ambientali, fermare la povertà e siglare accordi, che posto magnifico sarebbe questa Terra!

A scuola, fin dall’asilo, ci insegnate come comportarci nel mondo. Ci insegnate a non litigare con gli altri, risolvere i problemi, rispettare gli altri, rimettere a posto il nostro casino, non ferire altre creature, condividere e non essere avari. Allora perché voi fate le cose che dite a noi di non fare?

Non dimenticate perché state partecipando a queste conferenze, per chi le state facendo. Noi siamo i vostri figli. Voi state decidendo in che tipo di mondo noi stiamo crescendo. I genitori dovrebbero poter consolare i propri figli dicendo che tutto andrà a posto, che non è la fine del mondo e che stanno facendo il meglio che possono. Ma non penso che voi lo possiate ancora dire. Siamo davvero nella vostra lista delle priorità?

Mio padre mi dice sempre: “Sei quello che fai, non quello che dici”. Bene, quello che voi state facendo mi fa piangere la notte. Continuate a dire che ci amate. Ma vi sfido, per favore, a far in modo che le vostre azioni riflettano le vostre parole. Grazie.”

domenica 17 ottobre 2021

Il PRINCIPE WILLIAM



 

"Salvare la Terra deve essere prioritario rispetto al turismo nello Spazio". È schietto e diretto il principe William, che parlando con la Bbc ieri sera ha attaccato la nuova corsa allo Spazio, incarnata da ambiziosi tycoon mondiali come Jeff Bezos di Amazon, Elon Musk di Tesla e Richard Branson di Virgin, per portare nel cosmo anche le persone “normali” e non solo gli astronauti. "Le grandi menti del nostro tempo", è stato il monito del duca di Cambridge, "dovrebbero pensare a dedicare le loro energie a salvare questo pianeta, e non a cercarne un altro dove andare a vivere". 

Fonte: Green&Blue



 

giovedì 10 settembre 2020

AMAZZONIA

Questa statua e' stata realizzata per protestare contro la deforestazione in Amazzonia
Vogliamo farla circolare per unirci alla "elogiabile" protesta'
 
 
Fonte:
Pietro Gualtieri
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sabato 22 agosto 2020

ATTENZIONE: DA OGGI LA TERRA E' IN RISERVA.

Da oggi la Terra è in riserva!

Cosa significa? Significa che la Terra è in rosso, non avremo più a disposizione  tutte le risorse naturali che la Terra può rigenerare.

L'impronta ecologica dell’uomo ha esaurito le risorse del Pianeta prima che questo abbia avuto il tempo di rigenerarle.

Ma se ci impegniamo a ridurre i nostri consumi notevolmente possiamo ancora avere la possibilità di farcela.

Durante il lockdown la natura si è risvegliata, si è ripresa i suoi spazi, perché "la natura ha la forza della natura", che è una forza inimmaginabile. Se le lasciamo tempo per riprendersi ci potrebbe addirittura sorprendere!

Ognuno di noi può fare ancora qualcosa riducendo i propri consumi.

Basterà un piccolo gesto, come per esempio, lasciare a casa l'automobile per andare al lavoro, o a fare la spesa; camminare di più a piedi o con altri mezzi di trasporto, quelli pubblici ad esempio o la bicicletta; optare per i pannelli solari, e via dicendo. Ognuno secondo la proprie possibilità, magari sfruttando il bonus al 110% messo a disposizione dal Governo Italiano https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/web/guest/superbonus-110%25

Lo dobbiamo ai nostri figli, perché saranno loro ad abitare il futuro!

Riflettiamoci!




Questo è il video realizzato dal Ministero della Salute per Giornata della Terra.




Fonte:

sabato 2 settembre 2017

GIORNATA MONDIALE DEL CREATO

Nella modernità, siamo cresciuti pensando di essere i proprietari e i padroni della natura, autorizzati a saccheggiarla senza alcuna considerazione delle sue potenzialità segrete e leggi evolutive, come se si trattasse di un materiale inerte a nostra disposizione, producendo tra l’altro una gravissima perdita di biodiversità.
In realtà, non siamo i custodi di un museo e dei suoi capolavori che dobbiamo spolverare ogni mattina, ma i collaboratori della conservazione e dello sviluppo dell’essere e della biodiversità del pianeta, e della vita umana in esso presente.
La conversione ecologica capace di sorreggere lo sviluppo sostenibile comprende in maniera inseparabile sia l’assunzione piena della nostra responsabilità umana nei confronti del creato e delle sue risorse, sia la ricerca della giustizia sociale e il superamento di un sistema iniquo che produce miseria, disuguaglianza ed esclusione.

Papa Francesco

domenica 3 gennaio 2016

IL MOVIMENTO ECOLOGISTA

Alla cassa di un supermercato una signora anziana sceglie un sacchetto di plastica per metterci i suoi acquisti.
La cassiera le rimprovera di non adeguarsi all'ecologia e gli dice:
"La tua generazione non comprende semplicemente il movimento ecologico. Noi giovani stiamo pagando per la vecchia generazione che ha sprecato tutte le risorse! "
La vecchietta si scusa con la cassiera e spiega:
“Mi dispiace, non c'era nessun movimento ecologista al mio tempo."
Mentre lei lascia la cassa, affranta, la cassiera aggiunge:
"Sono persone come voi che hanno rovinato tutte le risorse a nostre spese. E' vero, non si faceva assolutamente caso alla protezione dell'ambiente nel tuo tempo.”
Allora, un pò arrabbiata, la vecchia signora fa osservare che all'epoca restituivamo le bottiglie di vetro registrate al negozio. Il negozio le rimandava in fabbrica per essere lavate, sterilizzate e utilizzate nuovamente: le bottiglie erano riciclate. 

La carta e i sacchetti di carta si usavano più volte e quando erano ormai inutilizzabili si usavano per accendere il fuoco. Non c’era il “residuo” e l’umido si dava da mangiare agli animali.
Ma noi non conoscevamo il movimento ecologista.
E poi aggiunge:
“Ai miei tempi salivamo le scale a piedi: non avevamo le scale mobili e pochi ascensori.
Non si usava l’auto ogni volta che bisognava muoversi di due strade: camminavamo fino al negozio all'angolo.
Ma, è vero, noi non conoscevamo il movimento ambientalista.
 

Non si conoscevano i pannolini usa e getta: si lavavano i pannolini dei neonati.
Facevamo asciugare i vestiti fuori su una corda.
Avevamo una sveglia che caricavamo la sera.
In cucina, ci si attivava per preparare i pasti; non si disponeva di tutti questi aggeggi elettrici specializzati per preparare tutto senza sforzi e che mangiano tutti i watt che Enel produce.
Quando si imballavano degli elementi fragili da inviare per posta, si usava come imbottitura della carta da giornale o dalla ovatta, in scatole già usate, non bolle di polistirolo o di plastica.
Non avevamo i tosaerba a benzina o trattori: si usava l'olio di gomito per falciare il prato.
Lavoravamo fisicamente; non avevamo bisogno di andare in una palestra per correre sul tapis roulant che funzionano con l'elettricità.
Ma, è vero, noi non conoscevamo il movimento ambientalista.
Bevevamo l'acqua alla fontana quando avevamo sete.
Non avevamo tazze o bottiglie di plastica da gettare.
Si riempivano le penne in una bottiglia d'inchiostro invece di comprare una nuova penna ogni volta.
Rimpiazzavamo le lame di rasoio invece di gettare il rasoio intero dopo alcuni usi.
Ma, è vero, noi non conoscevamo il movimento ambientalista.
 

Le persone prendevano il bus, la metro, il treno e i bambini si recavano a scuola in bicicletta o a piedi invece di usare la macchina di famiglia con la mamma come un servizio di taxi 24 h su 24. 
I bambini tenevano lo stesso astuccio per diversi anni, i quaderni continuavano da un anno all'altro, le matite, gomme temperamatite e altri accessori duravano fintanto che potevano, non un astuccio tutti gli anni e dei quaderni gettati a fine giugno, nuovi: matite e gomme con un nuovo slogan ad ogni occasione.
Ma, è vero, noi non conoscevamo il movimento ecologista!
 

C’era solo una presa di corrente per stanza, e non una serie multipresa per alimentare tutta la panoplia degli accessori elettrici indispensabili ai giovani di oggi.
Allora non farmi incazzare col tuo movimento ecologista!
Tutto quello che si lamenta, è di non aver avuto abbastanza presto la pillola, per evitare di generare la generazione di giovani idioti come voi, che si immagina di aver inventato tutto, a cominciare dal lavoro, che non sanno scrivere 10 linee senza fare 20 errori di ortografia, che non hanno mai aperto un libro oltre che dei fumetti, che non sanno chi ha scritto il bolero di Ravel...(che pensano sia un grande sarto, che non sanno dove passa il Danubio quando proponi loro la scelta tra Vienna o Atene, ecc.
Ma che credono comunque poter dare lezioni agli altri, dall'alto della loro ignoranza!



fonte testo: Alessandro Rulu

martedì 30 dicembre 2014

LE API



Si dice che il giorno in cui non ci saranno più api il mondo finirà. 
Le api sono l’ultima società in cui esistono ancora i valori primordiali, coesione, solidarietà, operosità, buoni frutti.
E noi le mettiamo a morte! Una morte atroce, le 
bruciamo vive per debellare un unico parassita che, di fronte al fuoco, fugge e si salva, pronto ad attaccare un altro alveare.
Un parassita che non fa ammalare le api, forse guasta soltanto il miele.
Allora non sarebbe più logico eliminare il miele e usarlo come trappola per il parassita, se proprio ci teniamo ad eliminarlo?
Perché magari il parassita è lì soltanto per rubare il miele e mangiarlo. 

domenica 24 marzo 2013

NON SPORCATE LA VITA

Siate custodi dei doni di Dio...
quando non ci prendiamo cura 
del creato e dei nostri fratelli,
 allora prende spazio la distruzione 
e il cuore inaridisce!...
L'odio, l'invidia, la superbia sporcano la vita!


Papa Francesco

domenica 23 dicembre 2012

RIFLETTIAMO..



Mentre giornali e talk show in tv trattano della vita di celebrità, il capo della tribù Kayapo ha ricevuto la notizia peggiore della sua vita: 
Dilma, il nuovo presidente del Brasile, ha dato l'approvazione per costruire un grande impianto idroelettrico (il terzo più grande del mondo ) e di conseguenza ha condannato a morte tutte le persone che vivono vicino al fiume perché... la diga sommergerà 400.000 ettari di foresta.
Più di 40.000 indiani dovranno trovare un altro posto dove vivere. La distruzione degli habitat naturali, la deforestazione e la scomparsa di molte specie è un dato di fatto. 
Ciò che mi muove nelle viscere, ...e che mi fa vergognare di far parte della cultura occidentale, è la reazione del capo della comunità Kayapo quando ha saputo della decisione, il suo gesto di dignità e di impotenza di fronte all'avanzata del progresso capitalista, moderno predatore di civiltà e che non rispetta le differenze. . .
Ma sappiamo che una immagine vale mille parole, mostrando la realtà del prezzo reale della nostra borghese "qualità della vita".
Per il fabbisogno di radical chic muore un intero ecosistema e la popolazione residente!!!!! 

Facciamo in modo che questa immagine giri il mondo.

martedì 21 agosto 2012

E MENTRE...



...viene dichiarato lo stato di calamità naturale a causa della siccità, l'uomo continua a sperperare acqua.
Rubinetti che perdono o lasciati inutilmente aperti mentre si fanno altre attività, docce e bagni forse troppo frequenti, piscine private e acquapark.
Già. proprio così, in una nazione come l'Italia circondata dal mare osiamo aggiungere ai già consistenti sprechi di acqua potabile, quello di piscine e acquapark, alla faccia di chi muore di sete o non può irrigare i campi.  

venerdì 22 giugno 2012

IL RISPETTO DELLA CREAZIONE

Le gravi catastrofi naturali 
reclamano un cambio di mentalità 
che obbliga ad abbandonare 
la logica del puro consumismo 
e a promuovere il rispetto della creazione. 

Albert Einstein

mercoledì 20 giugno 2012

CAPIRE LA NATURA NEL PROFONDO




Credo che l’uomo abbia già nella natura che lo circonda, o circondava, tutto quello che serve per vivere degnamente e felicemente.
La natura offre cibo in abbondanza, offre ciò che serve per vestirsi e per ripararsi, offre persino di che curarsi.
Tutti conosciamo le piante officinali, e anche gli animali producono alimenti che hanno proprietà terapeutiche, come per esempio il miele prodotto da un’ape senza pungiglione,  il latte d'asina, che noi abbiamo quasi fatto estinguere, e che viene utilizzato anche in campo medico. Sono proprietà conosciute fin dai tempi più antichi quando ancora la scienza non esisteva.
Tanti popoli vivono ancora in stretta simbiosi con la natura e la comprendono più di quanto non facciamo noi occidentali “civilizzati”, conoscono i benefici di ogni elemento anche senza bisogno di ricorrere alla scienza, dovremmo prendere esempio da loro. 
Infatti se c’è già lei che offre tanto per quale motivo dobbiamo sforzarci di trovare nuove soluzioni? Forse per sentirci anche noi, al livello di Dio, onnipotenti?
Penso che niente sia inutile, persino  quelli che noi chiamiamo parassiti hanno di certo una loro utilità.
Chissà quante cose ancora non sappiamo e non conosciamo perché non sappiamo fare tesoro della sapienza antica e non facciamo attenzione a ciò che ci circonda.
Vogliamo sempre ricominciare da capo e così usiamo gli animali come cavie senza pensare che forse potremmo sfruttare le loro potenzialità lasciandoli vivere senza torturarli. Sprechiamo il nostro tempo a fare esperimenti nucleari che magari procurano anche qualche terremoto o maremoto in più e non vediamo che abbiamo a disposizione il sole e il vento.
Abbiamo inventato la psicologia e non ci accorgiamo che vivendo secondo gli insegnamenti della saggezza antica, dei libri sapienziali comuni a tante religioni e il Vangelo dei cristiani riusciremmo a fare a meno di psicologi e psichiatri.
Certo scoprire, dopo lunghi, e probabilmente anche inutili, esperimenti, che nel nostro DNA è scritto che l'uomo può vivere fino a 120 anni, così come era già stato scritto migliaia di anni fa nel libro della Genesi lascia senza parole.

giovedì 17 maggio 2012

LA VIVISEZIONE


Di tutti i crimini neri che l'uomo commette 
contro Dio ed il Creato, la vivisezione è il più nero.


Mahatma Gandhi