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lunedì 16 ottobre 2023

QUANDO I GENITORI INVECCHIANO...



Lasciali invecchiare con lo stesso amore con cui ti hanno fatto crescere... 
 
lasciali parlare e raccontare ripetutamente storie con la stessa pazienza e interesse con cui hanno ascoltato le tue
quando eri bambino... 
 
lasciali vincere, come tante volte loro ti hanno lasciato vincere.... 
 
lasciali godere dei loro amici, delle chiacchiere con i loro nipoti... 
 
lasciali godere vivendo tra gli oggetti che li hanno accompagnati per molto tempo, perché soffrono sentendo che gli strappi pezzi della loro vita... 
 
lasciali sbagliare, come tante volte ti sei sbagliato tu... 
 
lasciali vivere e cerca di renderli felici l'ultimo tratto del cammino che gli manca da percorrere, allo stesso modo in cui loro ti hanno dato la loro mano quando iniziavi il tuo!!
 
Pablo Neruda

domenica 5 giugno 2022

TIENIMI L'ULTIMO POSTO

Tienimi l’ultimo posto, Dio.
Quello che non dà troppo nell’occhio,
in fondo alla tavola,
più vicino ai camerieri che ai festeggiati.
Perché non so stare con le persone importanti.
Non so vincere.
Non sono capace a far festa come gli altri.
 
Tienimi l’ultimo posto, Dio.
Quello che nessuno chiede.
Giù, in fondo al bus sgangherato
che trasporta i pendolari della misericordia
ogni giorno dal peccato al perdono.
 
Tienimi l’ultimo posto, Dio.
Quello in fondo alla fila.
Aspetterò il mio turno
e non protesterò se qualche prepotente
mi passerà davanti.
 
Tienimi l’ultimo posto, Dio.
Per me sarà perfetto
perché sarai Tu a sceglierlo.
Sarò a mio agio
e non dovrò vergognarmi di tutti i miei errori.
Sarà il mio posto.
Sarà il posto di quelli come me.
Di quelli che arrivano ultimi,
e quasi sempre in ritardo,
ma arrivano,
cascasse il mondo.
Tienimi quel posto, Dio mio."
 
Eric Pearlman

 

domenica 27 febbraio 2022

QUANDO MORIRO'

Quando morirò dirò tutto a Dio.
Gli dirò che nel mondo che ha creato
a comandare c'è un essere ingrato.
Quando morirò dirò tutto a Dio,
gli dirò del vostro fare indifferente,
del vostro guardarci come fossimo niente.
 
Quando morirò dirò tutto a Dio.
Gli dirò che mi manca il mio papà
e che ora sento freddo in questa stanza.
Vorrei un mondo per chi come me
è nato dall'altra parte della strada,
è nato dall'altra parte della vita,
dalla parte sbagliata.
 
Quando morirò dirò tutto a Dio,
dei beni che ci avete confiscato,
tra questi ci sono
le persone che abbiamo amato.
 
Quando morirò dirò tutto a Dio,
dicono lui sia amico dei bambini
non come questi idioti
travestiti d'assassini.
 
Vorrei un mondo per chi come me
è nato dall'altra parte della strada,
è nato dall'altra parte della vita,
dalla parte sbagliata.
Vorrei un mondo per chi come me
è cullato dalle bombe della notte,
dalla polvere da sparo,
dai palazzi in fiamme,
dalle grida disperate delle mamme.
Dove hai nascosto la mia mamma, maledetta guerra ?
 
Quando morirò dirò tutto a Dio,
degli anni che mi avete rubato,
della vita che non ho mai vissuto,
ora vi saluto...
vado a dire tutto a Dio. 
 
Martina Attili

 

mercoledì 18 marzo 2020

RINASCITA

E la gente rimase a casa
E lesse libri e ascoltò
E si riposò e fece esercizi
E fece arte e giocò
E imparò nuovi modi di essere
E si fermò

E ascoltò più in profondità
Qualcuno meditava
Qualcuno pregava
Qualcuno ballava
Qualcuno incontrò la propria ombra
E la gente cominciò a pensare in modo differente

E la gente guarì.
E nell’assenza di gente che viveva
In modi ignoranti
Pericolosi
Senza senso e senza cuore,
Anche la terra cominciò a guarire

E quando il pericolo finì
E la gente si ritrovò
Si addolorarono per i morti
E fecero nuove scelte
E sognarono nuove visioni
E crearono nuovi modi di vivere
E guarirono completamente la terra
Così come erano guariti loro

Kitty O’Meary (trad. Yel Bosco)

mercoledì 26 ottobre 2016

IL SILENZIO

Il silenzio è mitezza:
Quando non rispondi alle offese
Quando non reclami i tuoi diritti
Quando lasci a Dio la difesa del tuo onore


Il silenzio è misericordia:
Quando non riveli le colpe dei fratelli
Quando perdoni senza indagare nel passato
Quando non condanni ma intercedi nell'intimo


Il silenzio è pazienza:
Quando soffri senza lamentarti
Quando non cerchi consolazione dagli uomini,
ma attendi che il seme germogli lentamente


Il silenzio è umiltà:
Quando taci per lasciare emergere i fratelli
Quando celi nel riserbo i doni di Dio
Quando lasci che il tuo agire sia interpretato male
Quando lasci ad altri la gloria dell'impresa


Il silenzio è fede:
Quando taci perché è Lui che agisce
Quando rinunci alle voce del mondo per stare alla Sua presenza
Quando non cerchi comprensione perché ti basta essere conosciuto da Lui.


Il silenzio è saggezza:
Quando ricorderai che dovremo rendere conto di ogni parola inutile,
Quando ricorderai che il diavolo è sempre in attesa di una tua parola imprudente per nuocerti e uccidere.


Infine, il silenzio è adorazione:
Quando abbracci la Croce, senza chiedere il perché, 

nell’intima certezza che questa è l’unica via giusta.

S. Giovanni della Croce

mercoledì 29 aprile 2015

PER SEMPRE GIOVANE

La giovinezza non è un periodo della vita,
è uno stato d'animo
che consiste in una certa forma della volontà,
in una forza emotiva;
nel prevalere dell'audacia sulla timidezza
e della sete dell'avventura sull'amore delle comodità.
Non si invecchia per il semplice fatto di aver vissuto
un certo numero di anni,
ma solo quando si abbandona il proprio ideale.
Essere giovani significa conservare a sessanta o settant'anni
l'amore del meraviglioso,
lo stupore per cose sfavillanti e per i pensieri luminosi
la sfida intrepida lanciata agli avvenimenti,
il desiderio insaziabile del fanciullo per tutto ciò che è nuovo,
il senso del lato piacevole e lieto dell'esistenza.
Voi siete:
giovani come la vostra fiducia / vecchi come la vostra sfiducia,
giovani come la vostra sicurezza / vecchi come il vostro timore,
giovani come la vostra speranza / vecchi come il vostro sconforto.
Resterete giovani finché il vostro cuore saprà ricevere
i messaggi di bellezza, di audacia, di coraggio,
di grandezza e di forza che vi giungono dalla terra,
da un uomo o dall'infinito.
Quando tutte le fibre del vostro cuore si saranno spezzate
e su di esse si saranno accumulati
le nevi del pessimismo e il ghiaccio del cinismo,
è solo allora che diverrete vecchi.


Samuel Ulman

martedì 27 gennaio 2015

UN GIORNO VENNERO A PRENDERE ME



Prima di tutto vennero a prendere gli zingari,
e fui contento perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei,
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti,
ed io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me,
e non c'era rimasto nessuno a protestare.

Bertold Brecht

martedì 16 settembre 2014

LENTAMENTE MUORE...

...chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle “i”
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all’errore e ai sentimenti.
Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita, di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l’ardente pazienza
porterà al raggiungimento
di una splendida felicità.

martedì 29 aprile 2014

SOLO PER OGGI

Solo per oggi
cercherò di vivere alla giornata 
senza voler risolvere i problemi della mia vita tutti in una volta.
Solo per oggi
avrò la massima cura del mio aspetto: 
vestirò con sobrietà, non alzerò la voce, sarò cortese nei modi,
non criticherò nessuno, non cercherò di migliorare o disciplinare nessuno tranne me stesso.
Solo per oggi
sarò felice nella certezza che sono stato creato per essere felice 
non solo nell’altro mondo, ma anche in questo.
Solo per oggi
mi adatterò alle circostanze, 
senza pretendere che le circostanze si adattino ai miei desideri.
Solo per oggi
dedicherò dieci minuti del mio tempo 
a sedere in silenzio ascoltando Dio,
ricordando che come il cibo è necessario alla vita del corpo,  
così il silenzio e l’ascolto sono necessari alla vita dell’anima.
Solo per oggi
compirò una buona azione e non lo dirò a nessuno.
Solo per oggi
mi farò un programma: 
forse non lo seguirò perfettamente, ma lo farò.
E mi guarderò dai due malanni: la fretta e l’indecisione.
Solo per oggi
saprò dal profondo del cuore, nonostante le apparenze, 
che l’esistenza si prende cura di me come nessun altro al mondo.
Solo per oggi
non avrò timori. 
In modo particolare non avrò paura di godere di ciò che è bello
e di credere nell’Amore.
Posso ben fare per 12 ore ciò che mi sgomenterebbe se pensassi di doverlo fare tutta la vita.
Giovanni XXIII

giovedì 6 marzo 2014

LA CURA

Oggi è morto Manlio Sgalambro scrittore, filosofo e poeta.
Paroliere di tante canzoni tra cui la bellissima canzone
d'amore portata al successo da Franco Battiato.
Questo il testo:

Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie, 
dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via. 
Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo, 
dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai. 
Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d'umore, 
dalle ossessioni delle tue manie. 
Supererò le correnti gravitazionali, 
lo spazio e la luce per non farti invecchiare. 
E guarirai da tutte le malattie, 
perché sei un essere speciale, 
ed io, avrò cura di te. 
Vagavo per i campi del Tennessee 
(come vi ero arrivato, chissà). 
Non hai fiori bianchi per me? 
Più veloci di aquile i miei sogni 
attraversano il mare. 

Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza. 
Percorreremo assieme le vie che portano all'essenza. 
I profumi d'amore inebrieranno i nostri corpi, 
la bonaccia d'agosto non calmerà i nostri sensi. 
Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto. 
Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono. 
Supererò le correnti gravitazionali, 
lo spazio e la luce per non farti invecchiare. 
Ti salverò da ogni malinconia, 
perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te... 
io sì, che avrò cura di te.




mercoledì 29 gennaio 2014

LA MIA PREGHIERA E' STATA ASCOLTATA

Gli ho chiesto la forza 
e Dio mi ha dato difficoltà per rendermi forte. 
Gli ho chiesto la saggezza 
e Dio mi ha dato problemi da risolvere. 
Gli ho chiesto la prosperità 
e Dio mi ha dato muscoli e cervello per lavorare.
Gli ho chiesto il coraggio 
e Dio mi ha dato pericoli da superare. 
Gli ho chiesto l’Amore 
e Dio mi ha affidato persone bisognose da aiutare. 
Gli ho chiesto favori 
e Dio mi ha dato opportunità
Non ho ricevuto nulla di ciò che volevo 
ma tutto quello di cui avevo bisogno. 
La mia preghiera è stata ascoltata. 

Antica poesia indiana

lunedì 27 gennaio 2014

SHOAH

Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa,
andando per via,
coricandovi,
alzandovi:
ripetetele ai vostri figli.


Primo Levi

SCARPETTE ROSSE

C'è un paio di scarpette rosse
numero ventiquattro
quasi nuove:
sulla suola interna si vede
ancora la marca di fabbrica
Schulze Monaco
c'è un paio di scarpette rosse
in cima a un mucchio
di scarpette infantili
a Buchenwald
più in là c'è un mucchio di riccioli biondi
di ciocche nere e castane
a Buchenwald
servivano a far coperte per i soldati
non si sprecava nulla
e i bimbi li spogliavano e li radevano
prima di spingerli nelle camere a gas
c'è un paio di scarpette rosse
di scarpette rosse per la domenica
a Buchenwald
erano di un bimbo di tre anni
forse di tre anni e mezzo
chi sa di che colore erano gli occhi
bruciati nei forni
ma il suo pianto
lo possiamo immaginare
si sa come piangono i bambini
anche i suoi piedini
li possiamo immaginare
scarpa numero ventiquattro
per l'eternità
perché i piedini dei bambini morti
non crescono
c'è un paio di scarpette rosse
a Buchenwald
quasi nuove
perché i piedini dei bambini morti
non consumano le suole...

Joyce Lussu

venerdì 3 gennaio 2014

IL PASSATO

Io non voglio cancellare il mio passato,
perché nel bene o nel male mi ha reso
quello che sono oggi.
Anzi ringrazio chi mi ha
fatto scoprire l’amore e il dolore,
chi mi ha amato e usato,
chi mi ha detto ti voglio bene credendoci
e chi invece l’ha fatto solo per i suoi
sporchi comodi.
Io ringrazio me stesso per aver trovato
sempre la forza di rialzarmi
e andare avanti, sempre.

Oscar Wilde

giovedì 2 gennaio 2014

BUON ANNO NUOVO

Indovinami, indovino,
tu che leggi nel destino:

l’anno nuovo come sarà?
Bello, brutto o metà e metà?
Trovo stampato nei miei libroni 

che avrà di certo quattro stagioni,
dodici mesi, ciascuno al suo posto,
un carnevale e un ferragosto,

e il giorno dopo il lunedì 
sarà sempre un martedì.
Di più per ora scritto non trovo
nel destino dell’anno nuovo:

per il resto anche quest’anno 
sarà come gli uomini lo faranno.

Gianni Rodari

martedì 24 dicembre 2013

BUON NATALE

A chi aspetta ancora di essere felice, 
ma non ha neppure idea di cosa possa renderlo felice.
A chi si guarda ancora indietro 

a ricordare i momenti felici.
A chi ha capito che la felicità 

si trova solo guardando in avanti.
A chi ha sacrificato troppo spesso la sua felicità 

per quella delle persone che amava.
A chi si accontenterebbe anche di un po' di serenità, 

ma non trova neanche quella.
A chi un tempo è stato felice, 

ma è durata troppo poco.
A chi è stato felice 

e poi l'ha pagata cara.
A chi pensava che in due fosse più facile essere felici, 

poi invece tutto si complica.
A chi ha imparato a star bene da solo 

e ha capito che la felicità comincia proprio da lì.
A chi ha capito che la felicità 

è solo un'eccezione e non la regola.
Buon Natale a chi ha capito 

che non si può vivere sempre felici, 
ma bisogna sempre esser felici di vivere.

A. Curnetta

giovedì 19 dicembre 2013

IL MAGICO NATALE

S’io fossi il mago di Natale
farei spuntare un albero di Natale
in ogni casa, in ogni appartamento
dalle piastrelle del pavimento,
ma non l’alberello finto,
di plastica, dipinto
che vendono adesso all’Upim:
un vero abete, un pino di montagna,
con un po’ di vento vero
impigliato tra i rami,
che mandi profumo di resina
in tutte le camere,
e sui rami i magici frutti: regali per tutti.
Poi con la mia bacchetta me ne andrei
a fare magie
per tutte le vie.
In via Nazionale
farei crescere un albero di Natale
carico di bambole
d’ogni qualità,
che chiudono gli occhi
e chiamano papà,
camminano da sole,
ballano il rock an’roll
e fanno le capriole.
Chi le vuole, le prende:
gratis, s’intende.
In piazza San Cosimato
faccio crescere l’albero
del cioccolato;
in via del Tritone
l’albero del panettone
in viale Buozzi
l’albero dei maritozzi,
e in largo di Santa Susanna
quello dei maritozzi con la panna.
Continuiamo la passeggiata?
La magia è appena cominciata:
dobbiamo scegliere il posto
all’albero dei trenini:
va bene piazza Mazzini?
Quello degli aeroplani
lo faccio in via dei Campani.
Ogni strada avrà un albero speciale
e il giorno di Natale
i bimbi faranno
il giro di Roma
a prendersi quel che vorranno.
Per ogni giocattolo
colto dal suo ramo
ne spunterà un altro
dello stesso modello
o anche più bello.
Per i grandi invece ci sarà
magari in via Condotti
l’albero delle scarpe e dei cappotti.
Tutto questo farei se fossi un mago.
Però non lo sono
che posso fare?
Non ho che auguri da regalare:
di auguri ne ho tanti,
scegliete quelli che volete,
prendeteli tutti quanti.
Gianni Rodari

giovedì 14 novembre 2013

CHE NESSUNA FAMIGLIA

Che nessuna famiglia cominci per caso
che nessuna famiglia finisca
per mancanza d'amore
che gli sposi siano l'uno per l'altra
con il corpo e con la mente
e che nessuno al mondo separi una coppia che sogna.
Che nessuna famiglia si ripari sotto i ponti
che nessuno si intrometta
nella vita dei due sposi e nel loro focolare
che nessuno li obblighi
a vivere senza orizzonti
e che vivano del passato nel presente
in funzione del futuro.
Che la famiglia cominci e finisca
seguendo la sua strada
e che l'uomo porti sulle spalle
la grazia di essere padre
che la sposa sia un cielo di tenerezza
di accoglienza e di calore
e che i figli conoscano la forza che nasce dall'amore.
Che il marito e la moglie abbiano la forza
di amare senza misura
e che nessuno si addormenti
senza aver chiesto perdono e senza averlo dato
che i bambini apprendano al collo il senso della vita
e che la famiglia celebri la condivisione
dell'abbraccio e del pane.
Che il marito e la moglie non si tradiscano
e non tradiscano i figli
che la gelosia non uccida la certezza
dell'amore tra i due sposi
che nel firmamento la stella più luminosa
sia la speranza di un cielo qui adesso e dopo.


giovedì 31 ottobre 2013

LA MORTE NON E' NIENTE


La morte non è niente. 
Sono solamente passato dall’altra parte: 
è come fossi nascosto nella stanza accanto. 
Io sono sempre io e tu sei sempre tu.