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sabato 3 maggio 2025

OTTIMA RIFLESSIONE

 

Quando l’uccello è vivo,
si nutre di formiche.
Quando muore,
sono le formiche a nutrirsi di lui.
Il tempo e le circostanze
cambiano senza preavviso,
ricordandoci che nulla è eterno.
Non ferire né disprezzare nessuno,
perché oggi puoi essere forte,
ma il tempo sarà sempre più forte di te.
Un albero può dare vita a mille fiammiferi,
ma basta un solo fiammifero
per bruciare mille alberi.
Per questo, scegli la bontà,
fai del bene senza guardare a chi.


domenica 27 febbraio 2022

QUANDO MORIRO'

Quando morirò dirò tutto a Dio.
Gli dirò che nel mondo che ha creato
a comandare c'è un essere ingrato.
Quando morirò dirò tutto a Dio,
gli dirò del vostro fare indifferente,
del vostro guardarci come fossimo niente.
 
Quando morirò dirò tutto a Dio.
Gli dirò che mi manca il mio papà
e che ora sento freddo in questa stanza.
Vorrei un mondo per chi come me
è nato dall'altra parte della strada,
è nato dall'altra parte della vita,
dalla parte sbagliata.
 
Quando morirò dirò tutto a Dio,
dei beni che ci avete confiscato,
tra questi ci sono
le persone che abbiamo amato.
 
Quando morirò dirò tutto a Dio,
dicono lui sia amico dei bambini
non come questi idioti
travestiti d'assassini.
 
Vorrei un mondo per chi come me
è nato dall'altra parte della strada,
è nato dall'altra parte della vita,
dalla parte sbagliata.
Vorrei un mondo per chi come me
è cullato dalle bombe della notte,
dalla polvere da sparo,
dai palazzi in fiamme,
dalle grida disperate delle mamme.
Dove hai nascosto la mia mamma, maledetta guerra ?
 
Quando morirò dirò tutto a Dio,
degli anni che mi avete rubato,
della vita che non ho mai vissuto,
ora vi saluto...
vado a dire tutto a Dio. 
 
Martina Attili

 

domenica 13 dicembre 2020

TONINO STORNAIULO IL MAESTRO CHE PORTA LA SCUOLA AI SUOI ALUNNI

Un’azione che sarebbe bello che fosse imitata da tutti i professori.

 

 

Se i bambini non vanno a scuola, la scuola va dai bambini e porta nelle case dei napoletani Gianni Rodari. L'idea (bellissima) è del maestro Tonino Stornaiuolo.

Il maestro si è recato a piedi sotto casa dei suoi allievi e ha letto e spiegato loro Gianni Rodari. Dai balconi non si sono affacciati solo i bambini, ma anche genitori e vicini, conquistati dall’iniziativa, annunciata dallo stesso maestro il 18 ottobre tramite Facebook: "In Campania parte la Dad - ha scritto -. Io e i bambini delle classi proveremo invece la Dab, didattica ai balconi. Passerò sotto i balconi, i palazzi, le strade, le case, i vicoli di ognuno di loro e continuerò quello che avevamo lasciato sospeso in classe: leggere Rodari e partire da quei testi per dare una consegna". 

Fonte: Today scuola 20/10/2020


Tonino il maestro che porta la scuola sotto i balconi di Napoli

lunedì 26 dicembre 2016

MORTO GEORGE MICHAEL



Oggi è morto George Michael. 
Aveva soltanto 53 anni: questo dimostra, semmai ce ne fosse bisogno, che la morte può arrivare a qualunque età. 
Lo ricordiamo con una delle sue più celebri canzoni.

venerdì 17 luglio 2015

EDOARDO BENNATO: LA FATA






Non so a voi, ma a me questa vecchia, e bellissima, canzone di Edoardo Bennato fa pensare alle troppe persone che hanno conservato la loro innocenza e che vengono schiacciate dalla società perché non sanno, o non vogliono, adeguarsi a lei.

giovedì 6 marzo 2014

LA CURA

Oggi è morto Manlio Sgalambro scrittore, filosofo e poeta.
Paroliere di tante canzoni tra cui la bellissima canzone
d'amore portata al successo da Franco Battiato.
Questo il testo:

Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie, 
dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via. 
Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo, 
dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai. 
Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d'umore, 
dalle ossessioni delle tue manie. 
Supererò le correnti gravitazionali, 
lo spazio e la luce per non farti invecchiare. 
E guarirai da tutte le malattie, 
perché sei un essere speciale, 
ed io, avrò cura di te. 
Vagavo per i campi del Tennessee 
(come vi ero arrivato, chissà). 
Non hai fiori bianchi per me? 
Più veloci di aquile i miei sogni 
attraversano il mare. 

Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza. 
Percorreremo assieme le vie che portano all'essenza. 
I profumi d'amore inebrieranno i nostri corpi, 
la bonaccia d'agosto non calmerà i nostri sensi. 
Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto. 
Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono. 
Supererò le correnti gravitazionali, 
lo spazio e la luce per non farti invecchiare. 
Ti salverò da ogni malinconia, 
perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te... 
io sì, che avrò cura di te.




domenica 4 marzo 2012

4 MARZO 1943 - 4 MARZO 2012


LUCIO DALLA
Nasce il 4 marzo 1943. Il 4 marzo 2012 viene celebrato il suo funerale.
La sua morte improvvisa ci ha sconcertati.
E’ stata un’occasione per riflettere sulla caducità della vita. Finite le esequie si torna al solito corri-corri della vita di tutti i giorni e al “meglio non pensarci”.
Mi piace ricordarlo con un collage che inizia con questa nota dell'Agenzia SIR:
“Addolorati” per la scomparsa di un “amico di tutta la comunità monastica” che da oltre 65 anni custodisce la basilica di Santo Stefano, a Bologna. A parlare al SIR è don Idelfonso Chessa, monaco benedettino, da circa un anno “confessore fisso” di Lucio Dalla, stroncato da un infarto questa mattina a Montreux, in Svizzera, dove si trovava in tour. Il cantautore aveva nella basilica di Santo Stefano, a pochi passi dalla sua casa bolognese, uno dei punti di riferimento della propria fede. “Era uno dei luoghi dove si ritirava a pregare in silenzio”, ricorda don Chessa. E quando i benedettini lanciarono un appello per il restauro del complesso monumentale, l’artista “rispose con uno spettacolo e finanziando direttamente il restauro di uno dei più importanti dipinti”. La sua, racconta il monaco, “era la fede di un uomo che, nonostante il successo, aveva fragilità personali vissute con dolore, sperimentava la fatica del vivere”. Ma proprio nella fede “trovava una forza straordinaria, che gli permetteva di andare avanti con una certa leggerezza”. Dom Chessa legge - con commozione - “Inri”, brano di Dalla cantato con Marco Alemanno: “Tra mille mondi te ne vai e splendi / O appeso in croce in un garage / Io non ho dubbi tu esisti e splendi / Con quel viso da ragazzo con la barba senza età / Ci guardi e splendi / Di cercarti io non smetterò / Mi senti? Mi senti? / Sono tuo figlio anch’io, Dio…”. “Un testo straordinario - dice don Chessa -, è una sorta di testamento, summa della sua dimensione religiosa”. Il monaco ritorna poi con la memoria al suo primo incontro con Lucio Dalla, diversi anni fa. “Ero professo semplice, non ancora sacerdote. Nella basilica del crocifisso (una delle chiese che compongono il complesso di Santo Stefano, ndr) vedevo un uomo curvo su una panca, che pregava sottovoce e, quando qualcuno entrava, si guardava con circospezione, quasi timoroso di farsi riconoscere. C’era penombra, e non sapevo chi fosse. Poi, quando ha alzato la testa, l’ho riconosciuto, mi si è avvicinato e ha cominciato a parlarmi dei suoi dubbi, della sua fatica”. Da quel primo incontro è nata una familiarità tra il giovane monaco e l’artista. Poi i due si sono persi di vista per diverso tempo, fino a quando è partita la campagna per il restauro della basilica e lui “subito si è reso disponibile”. “Questo non è solo il cuore di Bologna, ma il mio cuore”, diceva. Il religioso ha sentito l’ultima volta Dalla telefonicamente venerdì scorso: parlavano della tournee e dei lavori della basilica. Oggi la notizia, che “ci ha addolorati, ma credo - conclude don Chessa - che ora lui abbia la possibilità di avere le risposte che cercava”.

 
Prosegue col video di quella che è, probabilmente, la più bella canzone d’amore mai scritta.
Prescinde dalla banalizzazione del sesso, e racconta l’ampiezza, l'altezza, la profondità, la bellezza di come, sempre, dovrebbe essere vissuta la sessualità umana.
Un vero inno d’amore e di speranza: Futura.
 


E termina con una sua citazione:
“Oggi forse non riesco ad essere ironico come una volta. Il mio obiettivo quando lavoravo con Roversi, era quello di dividere la gente. Adesso la mia soddisfazione è quella di vederla unita. Cerco di capire perché la gente mi vuole bene e sento il dovere di indignarmi per problemi che riguardano più loro che me. Mi emoziona la vita, ma in fondo sono nato per essere solo.”


"Io credo nell’amore l’amore che si muove dal cuore
Che ti esce dalle mani che cammina sotto i tuoi piedi
L’amore misterioso anche dei cani e degli altri fratelli
animali. L’amore silenzioso dei pesci che ci aspettano nel mare
L’amore di chi ci ama e non ci vuol lasciare.
Io ti cercherò anche da così lontano.
Vedi io credo, io credo che è l’Amore che ci salverà."

Per chi vuole sapere qualcosa di più ecco due link:



http://www.bergamonews.it/cultura-e-spettacolo/lucio-la-fede-e-lamicizia-con-padre-pio-157629

giovedì 11 agosto 2011

SVEGLIAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!

L'unica maniera per realizzare i propri sogni è svegliarsi.

Roberto Benigni


Così suggerisce anche la bellissima canzone di Renato Zero, che vale la pena di ascoltare.
A volte, infatti, pensiamo che la buona sorte debba caderci addosso senza che noi muoviamo un solo dito.
Fidati, non è così!!!



venerdì 28 gennaio 2011

L'APPARTENENZA

L'appartenenza
non è lo sforzo di un civile stare insieme
non è il conforto di un normale voler bene
l'appartenenza è avere gli altri dentro di sé.

L'appartenenza
non è un insieme casuale di persone
non è il consenso a un'apparente aggregazione
l'appartenenza è avere gli altri dentro di sé.

Uomini
uomini del mio passato
che avete la misura del dovere
e il senso collettivo dell'amore
io non pretendo di sembrarvi amico
mi piace immaginare
la forza di un culto così antico
e questa strada non sarebbe disperata
se in ogni uomo ci fosse un po' della mia vita
ma piano piano il mio destino
é andare sempre più verso me stesso
e non trovar nessuno.

L'appartenenza
non è lo sforzo di un civile stare insieme
non è il conforto di un normale voler bene
l'appartenenza
è avere gli altri dentro di sé.

L'appartenenza
è assai di più della salvezza personale
è la speranza di ogni uomo che sta male
e non gli basta esser civile.
E' quel vigore che si sente se fai parte di qualcosa
che in sé travolge ogni egoismo personale
con quell'aria più vitale che è davvero contagiosa.

Uomini
uomini del mio presente
non mi consola l'abitudine
a questa mia forzata solitudine
io non pretendo il mondo intero
vorrei soltanto un luogo un posto più sincero
dove magari un giorno molto presto
io finalmente possa dire questo è il mio posto
dove rinasca non so come e quando
il senso di uno sforzo collettivo per ritrovare il mondo.

L'appartenenza
non è un insieme casuale di persone
non è il consenso a un'apparente aggregazione
l'appartenenza
è avere gli altri dentro di sé.

L'appartenenza
è un'esigenza che si avverte a poco a poco
si fa più forte alla presenza di un nemico, di un obiettivo o di uno scopo
è quella forza che prepara al grande salto decisivo
che ferma i fiumi, sposta i monti con lo slancio di quei magici momenti
in cui ti senti ancora vivo.

Sarei certo di cambiare la mia vita se potessi cominciare a dire noi.

Giorgio Gaber

lunedì 3 gennaio 2011

SMISURATA PREGHIERA

Alta sui naufragi
dai belvedere delle torri
china e distante sugli elementi del disastro
dalle cose che accadono al disopra delle parole
celebrative del nulla
lungo un facile vento
di sazietà di impunità

Sullo scandalo metallico
di armi in uso e in disuso
a guidare la colonna
di dolore e di fumo
che lascia le infinite battaglie al calar della sera
la maggioranza sta la maggioranza sta
recitando un rosario
di ambizioni meschine
di millenarie paure
di inesauribili astuzie

Coltivando tranquilla
l'orribile varietà
delle proprie superbie
la maggioranza sta
come una malattia
come una sfortuna
come un'anestesia
come un'abitudine
per chi viaggia in direzione ostinata e contraria

col suo marchio speciale di speciale disperazione
e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi
per consegnare alla morte una goccia di splendore
di umanità di verità

per chi ad Aqaba curò la lebbra con uno scettro posticcio
e seminò il suo passaggio di gelosie devastatrici e di figli
con improbabili nomi di cantanti di tango
in un vasto programma di eternità

ricorda Signore questi servi disobbedienti
alle leggi del branco
non dimenticare il loro volto
che dopo tanto sbandare
è appena giusto che la fortuna li aiuti
come una svista
come un'anomalia
come una distrazione
come un dovere

Fabrizio De Andrè

lunedì 20 dicembre 2010

OGNI ANNO CHE PASSA

Ogni anno che passa                                     
è un anno di gioventù
che si aggiunge ai precedenti.
Ogni anno che passa
è una convinzione
che la gioventù è uno stato perpetuo.
e non un tempo anagrafico.
Ogni anno che passa è un anno d’amore vissuto,     
è un talento scoperto, investito, non perduto.
Ogni anno che passa
è un anno di letizia
per giungere alla pienezza.
Ogni anno che passa
è un conoscere meglio l’amore
per diventare più amore.
                                                                                      BUON ANNO