Quest'estate le temperature sono state roventi in tutto il mondo, ancota più degli altri anni. e se non facciamo qualcosa per fermare i cambiamenti climatici rischiamo di scomparire dalla faccia della Terra. l'ONU lo ricorda:
Oggi la Terra è circa 1,44 °C più calda rispetto all’era preindustriale (1850-1900).
“L’attuale traiettoria delle emissioni di biossido di carbonio – scrive
ancora l’Onu – potrebbe aumentare le temperature globali fino a 3,2 °C
entro la fine del secolo”.
Le conseguenze sono già visibili nei numeri:
gli anni dal 2015 al 2025 sono stati gli 11 più caldi mai registrati
si prevede che entro il 2050 i ghiacciai scompariranno in un terzo delle aree attualmente presenti
le previsioni stimano che entro il 2050 la siccità potrebbe colpire oltre tre quarti della popolazione mondiale
secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, tra il 2030 e il 2050
i cambiamenti climatici dovrebbero causare circa 250.000 decessi
aggiuntivi all’anno per malnutrizione, malaria, diarrea e stress da calore;
entro il 2030 si stima che i costi diretti per la salute causati dai
cambiamenti climatici ammonteranno a una cifra compresa tra 2 e 4
miliardi di dollari all’anno (pari a 1,73-3,45 miliardi di euro)
Ecco perché il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio
Guterres, ricorda che “la lotta per gli 1,5 °C è la lotta per
l’umanità”.
Un’iniziativa simpatica che fa riflettere e può essere presa come esempio.
Un docente universitario di Macerata, Emanuele Frontoni, ha deciso di comprare il cellulare alla figlia di dodici anni, ma ad una condizione: tutto è stato subordinato alla firma di un vero e proprio accordo unilaterale.
L’accordo e le regole
A comunicarlo lui stesso, nella sua pagina Facebook. Ecco il contenuto dell’accordo, firmato dal docente e dalla moglie, che consiste in un elenco di regole e osservazioni, ben diciotto.
1. Il telefono appartiene ai tuoi genitori. L’ abbiamo acquistato noi. Te lo stiamo prestando.
2. Saremo sempre a conoscenza della password.
3. Se suona, rispondi. È un telefono. Di’ «pronto», rispondi
educatamente. Non ignorare mai una telefonate se sullo schermo c’è
scritto «mamma» o «babbo». Mai.
4. Consegna il telefono ad uno dei tuoi genitori ogni sera alle nove e
mezza se il giorno dopo c’è scuola, alle dieci se è festa. Rimarrà
spento per tutta la notte e potrai riaverlo il mattino dopo alle 7.30.
Se non è un orario appropriato per chiamare qualcuno al telefono fisso,
non è ora di chiamare al cellulare né di inviare messaggi. Ascolta il
tuo istinto e rispetta le altre famiglie come noi desideriamo essere
rispettati.
5. Il telefono non viene a scuola. Parla con i tuoi amici di persona.
È importante. [Gite scolastiche e attività extrascolastiche verranno
considerate di volta in volta].
6. Se finisce in acqua, cade per terra o svanisce come per magia,
sarai responsabile per i costi di riparazione o sostituzione. Chiedici
un prestito, lavora come baby-sitter, usa i tuoi risparmi. Succederà,
tieniti pronta.
7. Non usare la tecnologia per mentire, imbrogliare, deludere un
altro essere umano. Non partecipare a conversazioni che possono ferire
qualcuno. Comportati da amico o stai lontano dai conflitti.
8. Non dire o scrivere nulla con questo dispositivo che non diresti in faccia al tuo interlocutore.
9. Non dire o scrivere nulla che non diresti ad alta voce all’altra
persona se i suoi genitori fossero nella stanza. Impara a censurarti.
10. Niente porno. Cerca in rete solo informazioni che potresti
tranquillamente condividere con me. Se hai domande a proposito di
qualunque argomento, chiedi ad una persona – preferibilmente a me o a
tuo padre.
11. Spegnilo, disattiva la suoneria, mettilo via. Specialmente al
ristorante, al cinema, o quando stai parlando con un altro essere umano.
Sei una persona educata. Non lasciare che l’iPhone ti cambi.
12. Non inviare o ricevere foto delle tue parti intime o di quelle di
chiunque altro. Non ridere. Prima o poi sarai tentato di farlo,
nonostante tu sia una persona molto intelligente. Si tratta di un
comportamento rischioso che può rovinare la tua vita di
adolescente/giovane/adulto. È sempre una cattiva idea. Il web è
infinitamente più grande e potente di te. Una volta compromessa la tua
reputazione, non potrai più tornare indietro.
13. Non fare migliaia di foto e video. Non c’è bisogno di documentare
ogni cosa. Vivi le tue esperienze. Saranno immagazzinate nella tua
memoria, per sempre.
14. Lascialo a casa ogni tanto, e stai tranquilla. Non è un essere
vivente né un’estensione del tuo corpo. Impara a vivere senza. Sii più
grande e più forte della paura di non averlo con te.
15. Scegli musica, nuova o classica, diversa da quella che ascoltano
tutti i tuoi coetanei. La tua generazione ha accesso alla musica come
mai prima d’ora. Approfitta di questa opportunità. Espandi i tuoi
orizzonti.
16. Scegli giochi istruttivi, di tanto in tanto.
17. Tieni gli occhi bene aperti. Guarda il mondo che ti circonda.
Affacciati alla finestra. Ascolta gli uccelli. Fai una passeggiata.
Fatti dei nuovi amici. Cerca altrove che su un motore di ricerca.
18. Infrangerai le regole. Ti confischeremo il telefono. Ci metteremo
tranquilli e ne parleremo. Ricominceremo. Impareremo insieme. Noi
stiamo dalla tua parte. Facciamo parte della stessa strada. Molte delle
questioni elencate qui sopra si applicano non solo al telefono
cellulare, ma alla vita in generale. Stai crescendo in un mondo che
cambia ad una velocità incredibile. Le novità sono sempre eccitanti.
Cerca la semplicità ogni volta che puoi. Fidati della tua mente e del
tuo cuore più che di qualunque macchina.
Greta Thunberg nel 2018 all'esterno del parlamento svedese; il cartello reca la scritta:
«Sciopero scolastico per il clima»
Nata a Stoccolma il 3 gennaio 2003, Greta Tintin Eleonora Ernman
Thunberg vanta una madre cantante d’opera e un padre attore, ma anche
una lontana parentela con Svante Arrhenius, studioso dell’effetto serra e
Premio Nobel nel 1903.1
A soli 15 anni, dopo un’estate caratterizzata da caldo record, siccità e incendi boschivi, Greta prende definitivamente coscienza dell’emergenza ambientale in cui versa il Pianeta e decide che non può più aspettare che “i grandi” facciano qualcosa.
Così il 20 agosto 2018, anziché recarsi a scuola, si presenta davanti
al Riksdag, la sede del Parlamento svedese, con un cartello dal
messaggio chiaro e forte: Skolstrejk för klimatet, “sciopero scolastico per il pianeta”.
La
sua assenza scolastica dura fino al 9 settembre dello stesso anno, in
occasione delle elezioni politiche, con la richiesta al governo di
adottare serie misure contro il global warming e le emissioni di
anidride carbonica.
Negli anni, Greta Thunberg ha continuato a portare avanti il suo messaggio attraverso discorsi, interviste e partecipazione a eventi internazionali,
affinché ogni singolo individuo si rendesse conto di avere un impatto
globale attraverso la passione, la determinazione e la consapevolezza
dell’importanza di un problema come il cambiamento climatico. Ha spinto
così la collettività verso azioni immediate per affrontare concretamente
il cambiamento climatico e ha criticato duramente le politiche di
diversi paesi.
Per diminuire l'impronta ecologica della sua famiglia ha insistito perché i suoi congiunti diventassero vegani,come lo è diventata lei. È autrice, insieme alla sua famiglia, del libro La nostra casa è in fiamme, in cui viene raccontata la sua vita con alcuni aneddoti della sua famiglia.
Anche in seguito alle elezioni, Greta ha continuato a manifestare
ogni venerdì, lanciando così il movimento studentesco internazionale Fridays for Future. Ha partecipato alla manifestazione Rise for Climate davanti al Parlamento Europeo a Bruxelles e ha parlato alla manifestazione organizzata da Extinction Rebellion a Londra (31 ottobre 2018). Il suo sciopero del venerdì ha attirato l'attenzione dei media in diverse nazioni e manifestazioni simili sono state organizzate in altri paesi, tra cui i Paesi Bassi, l'Italia, la Germania, la Finlandia, la Danimarca e l'Australia.
In Australia migliaia di studenti sono stati ispirati da lei ad
intraprendere lo sciopero del venerdì, ignorando l'appello del loro primo ministroScott Morrison, che ha dichiarato al Parlamento «ciò che vogliamo è l'apprendimento nelle scuole e meno attivismo».
«Ciò che speriamo di
ottenere da questa conferenza è di comprendere che siamo di fronte a una
minaccia esistenziale. Questa è la crisi più grave che l'umanità abbia
mai subito. Noi dobbiamo innanzitutto prenderne coscienza e fare
qualcosa il più in fretta possibile per fermare le emissioni e cercare
di salvare il salvabile.»
In occasione dell'ultima giornata ufficiale di lavori, il 14
dicembre, ha dichiarato dalla tribuna della COP24, parlando ai leader
mondiali riuniti con parole durissime:
«Voi parlate soltanto di
un'eterna crescita dell'economia verde poiché avete troppa paura di
essere impopolari. Voi parlate soltanto di proseguire con le stesse
cattive idee che ci hanno condotto a questo casino, anche quando l'unica
cosa sensata da fare sarebbe tirare il freno d'emergenza. Non siete
abbastanza maturi da dire le cose come stanno. Lasciate persino questo
fardello a noi bambini. [...] La biosfera è sacrificata perché alcuni
possano vivere in maniera lussuosa. La sofferenza di molte persone paga
il lusso di pochi. Se è impossibile trovare soluzioni all'interno di
questo sistema, allora dobbiamo cambiare sistema. [...] L'anno 2078
celebrerò i miei 75 anni, se avrò figli, forse passeranno quella
giornata con me. Forse mi chiederanno di voi, forse mi chiederanno
perché voi non abbiate fatto nulla, mentre c'era ancora il tempo per
agire. Voi dite di amare i vostri figli sopra qualsiasi altra cosa,
eppure state rubando il loro futuro proprio davanti ai loro stessi
occhi. [...] Non siamo venuti qui per supplicare i leader di agire. Ci
avete ignorato in passato, e ci ignorerete ancora. [...] Voi avete
finito le scuse, e noi stiamo finendo il tempo. [...] Il vero potere
appartiene al popolo.»
Il 25 gennaio 2019 è intervenuta con un discorso molto duro al Forum economico mondiale di Davos, volto a far comprendere il panico che si dovrebbe provare di fronte ai cambiamenti climatici.
Nei mesi successivi è intervenuta in altre manifestazioni in diverse
città europee, alcune delle quali hanno avuto una certa attenzione
mediatica, come quella a Bruxelles del 21 febbraio o quella di Amburgo del 1º marzo.[23]
Greta Thunberg promuove la sua campagna ambientalista al Forum economico mondiale di Davos nel 2019
Il 15 marzo 2019 si è tenuto lo sciopero mondiale per il futuro, al
quale hanno partecipato moltissimi studenti in 1700 città in oltre 100
paesi del mondo (un milione solo in Italia);
Greta è intervenuta nella manifestazione organizzata a Stoccolma,
ricordando come sia necessario che i politici agiscano, dando ascolto ai
moniti degli scienziati sul clima. Tra le risposte alla manifestazione c'è stata quella della Commissione europea, che ha affermato di ascoltare la richiesta dei giovani e di stare agendo in quella direzione.[27]
Il 16 aprile 2019 ha parlato alla commissione Ambiente del Parlamento europeo,
invitando i politici europei a prendere decisioni nette e rapide per
contrastare il cambiamento climatico, seguendo quanto affermato dagli
scienziati; in particolare, guardando alle imminenti elezioni europee,
ha invitato i giovani ad andare alle urne e i politici ad ascoltare
l'appello per il clima di tanti ragazzi che non potranno votare. Il giorno dopo ha partecipato all'udienza generale di Papa Francesco in piazza San Pietro a Roma, a seguito della quale ha avuto un breve scambio di battute con il pontefice.
Tra il 14 e il 28 agosto 2019 ha attraversato l'oceano Atlantico da Plymouth a New York (dove è stata accolta da attivisti locali come Alexandria Villaseñor e Xiye Bastida) a bordo dello yacht a velaMalizia II, provvisto di pannelli solari e turbine subacquee. Il viaggio è stato annunciato come una traversata atlantica carbon neutral, per dimostrare l'importanza della riduzione delle emissioni sostenuta da Thunberg.
Scopo del viaggio è stata la partecipazione al Vertice delle Nazioni
Unite sull'azione per il clima di New York e alla conferenza sul
cambiamento climatico COP 25 a Santiago del Cile. Il 20 settembre ha guidato a New York lo sciopero mondiale per il clima, mentre il giorno successivo ha parlato al Palazzo di vetro al Vertice dei giovani per il clima. Il 23 settembre ha parlato all'apertura del Climate Action Summit a margine dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, cui partecipavano diverse decine di capi di stato e di governo, usando parole assai dure contro la loro inazione:
«È tutto sbagliato. Non
dovrei essere quassù. Dovrei essere tornata a scuola dall'altra parte
dell'oceano. Eppure, voi tutti venite da noi giovani per la speranza.
Come osate? Voi avete rubato i miei sogni e la mia infanzia, con le
vostre parole vuote! Eppure io sono una delle fortunate. La gente
soffre. La gente muore. Interi ecosistemi stanno collassando. Siamo
all’inizio di una estinzione di massa, e tutto ciò di cui potete
discutere sono i soldi, e le favole di una eterna crescita economica!
Come osate? Da oltre 30 anni la scienza è stata chiara, cristallina:
come osate continuare a guardare da un'altra parte? [...] Voi ci state
deludendo. Ma i giovani hanno cominciato a capire il vostro tradimento.
Gli occhi di tutte le future generazioni sono su di voi e, se
sceglierete di tradirci, vi dico che non vi perdoneremo mai. Non vi
lasceremo andare così. Proprio qui, proprio ora, tracciamo il confine.
Il cambiamento sta arrivando, che vi piaccia o no.»
Ha presenziato, assieme a Vanessa Nakate, alla conferenza Youth4Climate
tenutasi a Milano dal 28 al 30 settembre 2021. In tale frangente,
l'attivista ha criticato nuovamente l'approccio non pragmatico, dato
dalla politica, all'emergenza climatica.
Il 17 gennaio 2023 l'attivista è stata fermata dalla polizia di Aquisgrana durante le proteste dei manifestanti ambientalisti contro l’espansione della miniera di carbone di Garzweiler, presso Lüzerath, nello stato tedesco della Renania Settentrionale-Vestfalia; dopo essere stata identificata è stata immediatamente rilasciata, potendo così recarsi a Davos, in Svizzera, per partecipare insieme ad altre attiviste a una manifestazione contro il World Economic Forum Il 17 ottobre 2023 è stata arrestata a Londra, in Inghilterra, per una protesta contro i giganti del petrolio. Il 6 aprile 2024 viene arrestata nuovamente nei Paesi Bassi.
Quando avevo circa otto anni, ho sentito parlare per la prima volta di qualcosa chiamato cambiamento climatico o riscaldamento globale. Apparentemente, era qualcosa che gli umani avevano creato con il nostro modo di vivere. Mi è stato detto di spegnere le luci per risparmiare energia e di riciclare la carta per risparmiare risorse.
Nel 2078 festeggerò il
mio 75esimo compleanno. Se avrò dei bambini forse passeranno quel giorno
con me. Forse mi chiederanno di voi. Forse mi chiederanno perché non
avete fatto niente, quando c’era ancora tempo per agire. Dite di amare i
vostri figli sopra ogni cosa, eppure state rubando il loro futuro
proprio davanti ai loro occhi. Finché non vi concentrerete su cosa deve
essere fatto, anziché su cosa sia politicamente possibile, non c’è
alcuna speranza.
Non abbiamo un pianeta B.
Non abbiamo un pianeta bla – bla bla bla… Non parliamo di un costoso
gesticolare di correttezza politica green e accarezza-cuccioli o bla bla
bla… Ripartiamo col Recovery bla bla bla… Economia green bla bla bla…
Zero netto al 2050 bla bla bla… Zero netto bla bla bla…Impatto zero bla
bla bla… Sono queste le cose che sentiamo dalle bocche dei
nostri presunti “leader”. Parole, tante parole, tutte ad effetto, ma che
finora hanno portato a zero fatti. Annegano i nostri sogni e speranze
nel loro oceano di parole e promesse vuote. Certo, occorre ingaggiare un
dialogo, ma siamo ormai a trent’anni di bla bla bla, e a cosa è
servito?
È chiaro a tutti che la Cop26 è un fallimento. Dovrebbe essere ovvio
che non possiamo risolvere una crisi con gli stessi metodi che l’hanno
provocata. Le persone al potere possono continuare a vivere nella loro
bolla piena di fantasie, come la possibilità di una crescita infinita su
un pianeta finito e una soluzione tecnologica che apparirà
improvvisamente dal nulla e cancellerà immediatamente tutte queste
crisi. Tutto questo mentre il mondo sta letteralmente bruciando, va a
fuoco, e mentre le persone che vivono in prima linea stanno subendo gli
effetti della crisi climatica.
È il 1992 e a Rio De Janeiro si sta svolgendo il Summit della Terra
organizzato dall’ONU. Si tratta di un evento cruciale in quanto è il
primo nel suo genere a portare all’attenzione dei principali leader
mondiali la protezione dell’ambiente.
Alla conferenza partecipano
108 capi di Stato o di Governo, 2.400 rappresentanti di organizzazioni
non governative e lei: Severn Cullis-Suzuki, 12 anni, ancora oggi
ricordata come “la bambina che zittì il mondo per 6 minuti”.
Severn all'età di 9 anni, mentre frequentava la scuola elementare Lord Tennyson,
fondò l'Environmental Children's Organization (ECO), un gruppo di
bambini interessato a sensibilizzare i propri coetanei verso le
problematiche ambientali. Nel 1992, all'età di 12 anni, Cullis-Suzuki raccolse fondi sufficienti per partecipare al Vertice della Terra a Rio de Janeiro. Nel 1993 fu insignita del Global 500 Roll of Honour dal Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente. Nello stesso anno ha pubblicato un libro per famiglie, Tell the World, riguardante la salvaguardia ambientale. Oggi è una scrittrice, attivista e conduttrice televisiva sempre molto impegnata sul fronte ambientale.
Il discorso di Severn Suzuki all’ONU: la reprimenda dell’allora 12enne.
“Salve,
sono Severn Suzuki e parlo a nome di ECO, l’Organizzazione dei Bambini
per l’Ambiente. Siamo un gruppo di ragazzi di 12 e 13 anni che cerca di
fare la differenza; Vanessa Suttie, Morgan Geisler, Michelle Quaigg e la
sottoscritta. Abbiamo raccolto tutti i soldi per venire in questo posto
lontano 5000 miglia, per dire alle Nazioni Unite che dovete cambiare il
vostro modo di agire.
Venendo a parlare qui oggi non ho un’agenda nascosta, sto lottando per il mio futuro. Perdere il mio futuro non
è come perdere un’elezione o qualche punto sul mercato azionario. Sono
qui per parlare a nome di tutte le generazioni future. Sono qui per
parlare a nome dei bambini che stanno morendo di fame in tutto il
Pianeta e le cui grida restano inascoltate. Sono qui per parlare a nome
del numero infinito di animali che stanno morendo nel Pianeta, perché
non hanno alcun posto dove andare.
Ho paura di andare
fuori al sole ora, a causa dei buchi nell’ozono. Ho paura di respirare
l’aria, perché non so quali sostante chimiche contiene. Ero solita
andare a pesca a Vancouver, la mia casa, con mio papà, fino a quando
pochi anni fa abbiamo trovato un pesce pieno di tumori. E ora sentiamo
di animali e piante andare verso l’estinzione, ogni giorno, sparendo per
sempre. Nella mia vita ho sognato di vedere grandi mandrie di animali
selvatici, giungle e foreste pluviali piene di uccelli e farfalle, ma
ora mi chiedo se i miei figli potranno mai vedere tutto ciò.
Vi
siete mai preoccupati di queste cose quando avevate la mia età? Tutto
questo sta accadendo sotto ai nostri occhi, e tuttavia agiamo come se
avessimo a disposizione tutto il tempo che vogliamo e tutte le
soluzioni.
Sono solo una bambina e non ho tutte le soluzioni, ma voglio che realizziate che non le avete nemmeno voi.
Voi non sapete come riparare i buchi nello strato di ozono.
Non sapete come riportare indietro i salmoni in un fiume inquinato.
Non
sapete come far tornare una specie animale estinta. E non potete
restituirci le foreste che una volta crescevano là dove ora c’è il
deserto.
Se non sapete come sistemare tutto ciò, smettete di distruggerlo.
Qui
potete essere presenti in qualità di delegati dei vostri governi, gente
d’affari, amministratori di organizzazioni, giornalisti o politici, ma
in verità siete madri e padri, fratelli e sorelle, zie e zii, e tutti
voi siete anche figli di qualcuno.
Sono solo una
bambina, tuttavia so che siamo parte di una famiglia che conta 5
miliardi di persone; per la verità, 30 milioni di specie. E nessun
governo o confine potrà cambiare ciò.
Sono solo
una bambina, tuttavia so che siamo tutti coinvolti in questo e dovremmo
agire come un solo mondo verso un unico obiettivo.
La mia rabbia non mi acceca e la mia paura non mi fa temere di dire al mondo come mi sento.
Nel
mio Paese produciamo così tanti rifiuti; compriamo e buttiamo,
compriamo e buttiamo, compriamo e buttiamo e tuttavia i Paesi del nord
non condividono con quelli che hanno bisogno. Anche quando abbiamo più
del necessario, siamo spaventati dal condividere, siamo spaventati dal
lasciare un po’ della nostra ricchezza. In Canada viviamo una vita
privilegiata, ricca di cibo, acqua e ripari. Abbiamo orologi,
biciclette, computer e televisori e la lista potrebbe andare avanti per
due giorni. Due giorni fa qui in Brasile siamo rimasti scioccati quando
abbiamo passato un po’ di tempo con alcuni bambini che vivono per
strada. Questo è ciò che ci ha detto un bambino: “Vorrei essere ricco e
se lo fossi darei a tutti i bambini di strada cibo, vestiti, medicine,
una casa, amore e affetto”. Se un bambino di strada che non ha niente è
disposto a condividere, perché noi che abbiamo tutto siamo ancora così
avidi? Non riesco a smettere di pensare che quei bambini hanno la mia
stessa età, che il posto dove nasci fa un’enorme differenza, che io
avrei potuto essere una di quei bambini che abitano nelle favelas di
Rio. Potrei essere una bambina che muore di fame in Somalia, o una
vittima di guerra in Medio Oriente, o una mendicante in India.
Sono
solo una bambina, tuttavia so che se tutti i soldi spesi in guerre
fossero spesi per cercare risposte ambientali, fermare la povertà e
siglare accordi, che posto magnifico sarebbe questa Terra!
A
scuola, fin dall’asilo, ci insegnate come comportarci nel mondo. Ci
insegnate a non litigare con gli altri, risolvere i problemi, rispettare
gli altri, rimettere a posto il nostro casino, non ferire altre
creature, condividere e non essere avari. Allora perché voi fate le cose
che dite a noi di non fare?
Non dimenticate perché
state partecipando a queste conferenze, per chi le state facendo. Noi
siamo i vostri figli. Voi state decidendo in che tipo di mondo noi
stiamo crescendo. I genitori dovrebbero poter consolare i propri figli
dicendo che tutto andrà a posto, che non è la fine del mondo e che
stanno facendo il meglio che possono. Ma non penso che voi lo possiate
ancora dire. Siamo davvero nella vostra lista delle priorità?
Mio
padre mi dice sempre: “Sei quello che fai, non quello che dici”. Bene,
quello che voi state facendo mi fa piangere la notte. Continuate a dire
che ci amate. Ma vi sfido, per favore, a far in modo che le vostre
azioni riflettano le vostre parole. Grazie.”
Questa
donna straordinaria si chiama Franca Viola. Aveva
17 ann il giorno di Santo Stefano del 1965, quando il suo ex-fidanzato
Filippo Melodia, noto malavitoso e nipote di un capoclan locale, dopo
una lunga serie di minacce e intimidazioni, fece irruzione nella sua
casa di Alcamo insieme a 13 giovani armati, che devastarono
l'appartamento, pestarono a sangue la madre e rapirono Franca e il
fratellino Mariano, che si era aggrappato alle gambe della sorella senza
mollarla più.
Il
fratello lo lasciarono poche ore dopo. Franca no. Franca trascorrerà i
successivi 5 giorni segregata in un casolare di campagna e, in seguito,
in casa della sorella di Melodia. Infine, dopo una settimana trascorsa
legata a un letto, a digiuno, in stato di semi-incoscienza, insultata,
umiliata, fu violentata dall'ex-fidanzato.
Quando,
il 2 gennaio, fu rintracciata e liberata dalla polizia, Melodia dava
per scontato che tutte le accuse sarebbero crollate con quello che
allora era considerato la norma: il "matrimonio riparatore".
Ed
è qui che una storia drammaticamente comune a quella di centinaia di
donne assume una traiettoria che cambierà la storia di Franca e quella
di un Paese intero. Franca rifiuta di sposarsi, sceglie di dichiararsi
"svergognata" davanti a un'opinione pubblica bigotta e sbigottita: non
era mai accaduto prima di allora.
Franca
ha contro tutto e tutti: lo Stato italiano, la mafia, una società
patriarcale e arcaica che la considera un incidente di percorso. Accanto
a lei ha solo una persona: il padre Bernardo, che dal primo istante non
l'ha mai abbandonata e si è costituito parte civile al processo, a
costo anche di perdere il proprio posto di lavoro.
Ed
è proprio durante quello storico processo che Franca Viola pronuncia
queste parole che oggi riecheggiano ancora forti, ma che allora,
nell'Italia e nella Sicilia degli anni '60, suonavano semplicemente
blasfeme.
E, per questo, potentissime.
“IO
NON SONO PROPRIETÀ DI NESSUNO” disse. “Nessuno può costringermi ad
amare una persona che non rispetto. L'onore lo perde chi le fa certe
cose, non chi le subisce”.
Dopo
mesi di fango, offese, minacce, intimidazioni di ogni genere, Melodia e
i suoi complici vengono condannati a 11 anni di carcere. Franca ha
vinto, sposa un altro uomo, si riappropria della propria vita, ma
dovremo attendere altri 15 anni - il 1981 - perché il matrimonio
riparatore e il delitto d'onore, grazie anche e soprattutto al suo
coraggio e alla sua tenacia, spariscano dal codice penale.
Ancora
oggi, a distanza di oltre mezzo secolo, quando Franca incontra per
strada alcuni dei suoi aguzzini, essi chinano il capo alla vista di
quella donna dalla dignità incrollabile, incapaci di sostenerne lo
sguardo.
Mentre parliamo
di violenza sulle donne, abusi, discriminazioni di genere, di
patriarcato malato e maschilismo tossico, questa storia è ancora lì a
ricordarci che i diritti che crediamo scontati sono stati conquistati un
pezzo per volta, un passo dopo l'altro, con fatica, sacrifici e
sofferenze inimmaginabili da parte di donne come Franca Viola. Una
grande Italiana.
Prima
di sposarsi il 29 gennaio 1958, l'attore PaulNewman (26 gennaio1925 – 26 settembre2008) scrisse una lettera alla
sua futura moglie, Joanne Woodward, anche lei attrice, delineando un "decalogo" per
costruire un matrimonio solido e duraturo:
"La
felicità nel matrimonio non è qualcosa che accade per caso. Un buon
matrimonio va costruito, passo dopo passo. Nell'arte del matrimonio, le
piccole cose sono in realtà le più grandi. Non si è mai troppo vecchi
per tenersi per mano. Bisogna ricordarsi di dire 'Ti amo' almeno una
volta al giorno. Mai andare a letto arrabbiati. Non bisogna mai dare
nulla per scontato: il corteggiamento non deve finire con la luna di
miele, ma continuare per tutta la vita. Un matrimonio felice è avere
obiettivi comuni e affrontare il mondo insieme, fianco a fianco.
È
creare un cerchio di amore che abbraccia tutta la famiglia. È fare
gesti per l'altro, non come sacrificio, ma con gioia. È dire parole di
apprezzamento e mostrare gratitudine in modi sinceri e ponderati.
Non
è aspettarsi che il marito sia l'uomo perfetto o che la moglie sia la
compagna ideale. Non si cerca la perfezione, ma si coltivano
flessibilità, pazienza, comprensione e senso dell'umorismo. È avere la
capacità di perdonare e dimenticare. È una ricerca comune del buono e
del bello. Significa stabilire una relazione dove l’indipendenza è
equilibrata, la dipendenza è reciproca e l’impegno è condiviso. Non si
tratta solo di sposare la persona giusta, ma di essere il partner
giusto."
Con affetto,
Paul
Joanne
Woodward vinse l'Oscar per il film "Le tre facce di Eva" (1957),
diretto da Nunnally Johnson, prima del matrimonio con Paul Newman.
1. Avrai sempre problemi. Impara a goderti la vita mentre li risolvi.
2. Le persone non decidono il loro futuro, decidono le loro abitudini, e le loro abitudini determinano il loro futuro.
3. Nella vita puoi controllare solo due cose: il tuo impegno e il tuo atteggiamento.
4. Non chiederti come iniziare. Inizia, e poi chiediti come migliorare.
5. La felicità dipende meno dal piacere e più dal trovare un senso nella vita.
6. La vita diventa più difficile quando ti aspetti troppo dagli altri e poco da te stesso.
7.
La vita diventa più semplice quando pretendi molto da te stesso e poco
dagli altri. Poni standard elevati, ma mantieni basse aspettative.
8. La metà dei tuoi problemi esiste solo nella tua testa: a volte ingigantisci cose che in realtà sono piccole.
9. Non cercare scorciatoie o segreti: quello che ti serve è la costanza.
10. Non permettere a tre cose di controllare la tua vita: le persone, i soldi e il passato.
11.
Ogni sfida, persino una tragedia, nasconde un’opportunità. Se impari a
cercarla, puoi trasformare una situazione negativa in qualcosa di
positivo o, almeno, trarne qualcosa di utile.
12.
Sii grato ogni giorno, perché anche quando pensi di non avere nulla per
cui ringraziare, la tua vita “normale” potrebbe essere il sogno di
qualcun altro.
30 anni fa, il 16 aprile 1995, viene ucciso, a soli 12 anni un bambino pakistano: Iqbal Masih.
Ma
perché uccidere un bambino? Perché Iqbal è molto di più di un
ragazzino: operaio prima, sindacalista e attivista poi, è diventato un
simbolo della lotta contro il lavoro infantile.
Iqbal
lavora da quando aveva soli 4 anni in una fabbrica di mattoni e, per
ripagare un debito familiare, è stato ceduto a un fabbricante di tappeti
per soli 12 dollari. Picchiato, sgridato e incatenato al suo telaio,
Iqbal lavora per più di dodici ore al giorno. Era uno dei tanti bambini
che tessono tappeti in Pakistan; le loro piccole mani sono abili e
veloci, i loro salari ridicoli.
Inoltre i bambini sono più facili da controllare e troppo deboli per ribellarsi.
Nel
1992 Iqbal riesce però a uscire di nascosto dalla fabbrica e partecipa
insieme ad altri bambini a una manifestazione del Bonded Labour
Liberation Front (BLLF). Ritornato nella manifattura, si rifiuta di
continuare a lavorare nonostante le percosse.
Il
padrone del ragazzo decide di disfarsene accusandolo di aver aumentato
il suo debito a causa di supposti errori di lavorazione, costringendo la
famiglia di Iqbal ad abbandonare il villaggio. Finalmente libero, Iqbal viene ospitato in un ostello dalla BLLF e ha l'occasione di ricominciare a studiare.
Dal
1993 comincia a viaggiare e a partecipare a conferenze internazionali,
sensibilizzando l'opinione pubblica sui diritti negati dei bambini
lavoratori pakistani contribuendo al dibattito sulla schiavitù mondiale e
sui diritti internazionali dell'infanzia. E' l'inizio della piccola
rivoluzione di Iqbal, che riesce a colpire il mondo intero con la sua
storia e le sue parole.
"Non
ho più paura di lui - dice riferendosi al suo ex padrone - è lui che ha
paura di me, di noi, della nostra ribellione. Da grande voglio
diventare avvocato e lottare perché i bambini non lavorino troppo".
Nel
frattempo, sia per la pressione internazionale che per l'attivismo
locale, le autorità pakistane hanno iniziato a prendere i primi
provvedimenti, tra cui la chiusura di decine di fabbriche di tappeti e
l'attivismo di Iqbal, con la sua potenza, è chiaramente diventato un
problema.
Le testimonianze
circa gli avvenimenti dell'ultima giornata della sua vita, il 16 aprile
1995 (giorno di Pasqua), sono in buona parte imprecise e
contraddittorie. Iqbal è in bicicletta con due cugini quando un
lavoratore agricolo, a seguito di una breve lite, esplode alcuni colpi
di pistola che feriscono uno dei ragazzi e uccidono Iqbal. Per
la BLLF però non ci sono dubbi e accusa subito dell'accaduto la "mafia
dei tappeti".
A distanza di tempo permangono diversi dubbi sull'accaduto
e mentre i suoi assassini sono liberi, il giornalista che ne ha
raccontato la storia e' stato accusato di un grave reato: "Danneggia il
commercio estero della nazione".
A
seguito della sua morte, il tema del lavoro minorile, in special modo
nell'industria pakistana dei tappeti, ha ricevuto ancora maggior
attenzione, rendendo Iqbal un vero e proprio simbolo di tale causa.
«Nessun bambino dovrebbe impugnare mai uno strumento di lavoro. Gli
unici strumenti di lavoro che un bambino dovrebbe tenere in mano sono
penne e matite.»
E' proprio vero che quando nasce un nuovo bambino l'amore si moltiplica.
Un attimo prima pensi, riuscirò ad amarli allo stesso modo?
Poi
lo guardi per la prima volta negli occhi e, con un suono simile allo
scoppiettio dei popcorn, il tuo cuore diventa più grande.. 'POP!'
Ma non si può dire che l'esperienza del primogenito e del secondogenito siano uguali, anzi...
Le differenze iniziano ancor prima di nascere,
NELLA PANCIA DELLA MAMMA:
Il
primo vive la gravidanza in un limbo ovattato, al massimo sente la voce
del papà che lo chiama dolcemente e le sinfonie di Mozart, la mamma non
alza pesi e si riposa il più possibile.
Il
secondo vive in una specie di ambiente schizofrenico in cui si passa
dal silenzio assoluto a urla improvvise e stridule "che cosa stai
facendooo, adesso rimetti tutto apposto sennò niente cartoniii!!"
Per
tutti i nove mesi sente la presenza del fratellone, nel senso che la
sente proprio addosso, perché ovviamente al secondo giro la mamma non
può permettersi di evitare pesi e manco di riposarsi! Quanto alle
sinfonie.. più probabile che senta le sigle di Rai Yo-yo.
IL CORREDINO
Al
primo giro il neonato ancor prima di nascere ha un guardaroba da fare
invidia a Lapo Elkann, tra camiciole della fortuna, 10 berrettini, 20
paia di scarpine taglia zero, salopette, pagliaccetti, bretelle e
papillon (tutta roba completamente inutile ovviamente).
Il
secondogenito invece verrà rigorosamente vestito con i vestitini del
fratello maggiore. Gli si comprano un paio di tutine nuove giusto per
non fare brutta figura in sala parto. E se la maggiore è una sorella..
oh ma chi l'ha detto che il rosa è solo da femmina scusa..
IL BAGNETTO
Con il primo bimbo il bagnetto è un'attività quotidiana imprescindibile.
"Dai venite a farvi un aperitivo, portate anche il piccolo.."
"Ma sei matto? A quell'ora abbiamo pappa+bagnetto+ninna nanna+lettura libro+coccole+sonnifero!!!"
Sembra
che senza il bagnetto, tutto l'equilibrio psicofisico del piccolo ne
risentirà e da grande potrebbe fare il serial killer.
Con il secondo..
"Quando hai detto che è l'aperitivo? Ah ok tanto il bagnetto l'ha già fatto ieri, per un po’ di giorni è a posto"
Non voglio immaginare con il terzo.. spero per loro che sia un inverno abbastanza piovoso.
LE CADUTE
Si
sa, ogni bambino prima di imparare a deambulare come si deve prenderà
la sua dose di craniate. È la reazione dei genitori che cambia..
Al primo giro.. BOOM!
Parte
la procedura d'emergenza: manuale di primo soccorso, messaggino
allarmato al gruppo WhatsApp delle mamme, corsa al pronto soccorso in
corsia preferenziale con busta di piselli surgelati sulla testa, svegli
tutta la notte per controllare che respiri.
Con il secondo... BOOM!
"Niente amore, niente.. bravooo (con battito di mani)"
Ma
c'è una cosa su cui i secondogeniti non possono proprio lamentarsi,
nascono già con un amico... uno di quegli amici con cui ci si scambiano
confidenze, schiaffoni, risate e sventure, uno di quegli amici che sai
già che te ne combineranno di tutti i colori, ma su cui sai di poter
contare per tutta la vita.
“Sono stufa di mio figlio! Non obbedisce, non fa quello che gli dico, sono stufa di ripetere sempre le stesse cose!”
Invece
di passare al ruolo di vittima, quando tuo figlio non ti obbedisce,
prova a chiederti il perché lo fa, perché diventa disobbediente e
oppositivo.
Prova a chiederti cosa sta cercando di dirti tuo figlio con quegli atteggiamenti, perché quello è il suo modo di comunicare.
Magari
hai dato degli ordini in modo cieco e freddo, magari non hai visto che
lui voleva attenzione e considerazione, o anche rispetto, ma la tua
fretta di voler fare le cose ti ha reso più insensibile alle sue reali
necessità interiori.
Dobbiamo
prenderne atto: i figli hanno dei bisogni interiori da soddisfare, i
figli ci chiedono alte prestazioni in questi termini e noi non ce ne
accorgiamo.
La genitorialità non è fatta di ordini e disposizioni e poi imprecazioni e arrabbiature.
È facile essere genitori così e farsi vittime della presunta cattiveria e disobbedienza dei figli.
Ma
prova a modificare il tuo freddo modo di fare, prova a guardare negli
occhi tuo figlio, non darlo per scontato, non rendere banale il vostro
rapporto che banale non è.
Lui è un essere di luce che ti sta mostrando il tuo lato oscuro e tu sei il tramite che glielo passerà, se non lo rielabori.
Allora,
aumenta la tua presenza quando ti relazioni con lui, aumenta l’aspetto
dell’affetto e dell’amore anche negli ordini o nella reazione alla sua
disobbedienza.
C’è tutto un linguaggio, una comunicazione che sta avvenendo a livello sottile fra te e lui.
Magari a livello sottile glielo stai dando tu l’ordine di disobbedire (per il tuo karma…)
Svegliati e risvegliati alla profondità di quello che sta avvenendo fra voi.
Prova ad essere più amorevole e ad accompagnarlo con dolcezza nella sua crescita, senza giocare al massacro.
Hai
un essere umano, non un burattino, tra le mani e stanno avvenendo delle
cose a livello sottile che ti perdi, se ti fai vittima...
Il
talento per me non esiste, bisogna guadagnarselo. Puoi avere capacità
leggermente migliori, ma solamente se lavori andrai più in alto.
Io esco
dal campo distrutto, ma carico a mille e orgoglioso grazie alle lezioni
che ho imparato dai maestri.
Ho un senso del dovere molto forte, che mi
hanno insegnato i genitori. Mamma cameriera e papà cuoco in un rifugio,
entrambi hanno fondato il loro mestiere sulla disciplina ferrea e mi
hanno educato a portare a termine con impegno e onestà ciò che inizio.
Costi quel che costi.
Mentre stava davanti alla sua classe di quinta elementare il primo
giorno di scuola, disse ai bambini una bugia. Come la maggior parte
degli insegnanti, guardò i suoi studenti e disse che li amava tutti allo
stesso modo. Tuttavia, ciò era impossibile, perché lì, in prima fila,
curvo sul suo banco, c’era un bambino di nome Teddy Stoddard.
La
signora Thompson aveva osservato Teddy l'anno precedente e aveva notato
che non giocava bene con gli altri bambini, che i suoi vestiti erano
sporchi e che aveva costantemente bisogno di un bagno. Inoltre, Teddy
poteva essere sgradevole.
Arrivò
al punto che la signora Thompson provava un certo piacere a correggere i
suoi compiti con una penna rossa, segnando grandi X e mettendo un
grosso "F" in cima ai suoi fogli.
Nella
scuola dove insegnava la signora Thompson, era obbligatorio esaminare i
registri scolastici di ogni bambino, ma lei aveva rimandato quello di
Teddy fino all’ultimo. Tuttavia, quando lo aprì, ebbe una grande
sorpresa.
L’insegnante di
prima elementare aveva scritto: "Teddy è un bambino brillante con una
risata pronta. Fa il suo lavoro in modo ordinato e ha buone maniere... è
una gioia averlo intorno."
L’insegnante
di seconda elementare aveva scritto: "Teddy è un eccellente studente,
benvoluto dai suoi compagni, ma è turbato perché sua madre è gravemente
malata e la vita a casa deve essere difficile."
L’insegnante
di terza elementare aveva scritto: "La morte di sua madre è stata dura
per lui. Cerca di fare del suo meglio, ma suo padre non mostra molto
interesse e la sua situazione familiare inizierà presto a influenzarlo
se non si interviene in qualche modo."
L’insegnante
di quarta elementare aveva scritto: "Teddy è chiuso in sé stesso e non
mostra molto interesse per la scuola. Non ha molti amici e a volte si
addormenta in classe."
A
quel punto, la signora Thompson capì il problema e si vergognò di sé
stessa. Si sentì ancora peggio quando i suoi studenti le portarono i
regali di Natale, tutti incartati con bellissimi nastri e carta
colorata, tranne quello di Teddy. Il suo era incartato in modo goffo con
la carta marrone di un sacchetto della spesa.
La
signora Thompson si impegnò ad aprirlo davanti agli altri. Alcuni
bambini iniziarono a ridere quando trovarono un braccialetto con alcuni
strass mancanti e una bottiglietta di profumo quasi vuota. Ma lei bloccò
le loro risate esclamando quanto fosse bello il braccialetto,
indossandolo subito e mettendosi un po' di profumo sui polsi.
Quel
giorno, dopo la scuola, Teddy si fermò solo il tempo necessario per
dire: "Signora Thompson, oggi ha avuto lo stesso profumo di mia mamma."
Dopo che i bambini se ne andarono, lei pianse per almeno un’ora.
Da quel giorno, smise di insegnare solo lettura, scrittura e matematica. Iniziò invece a insegnare ai bambini.
La
signora Thompson prestò particolare attenzione a Teddy. Man mano che
lavorava con lui, la sua mente sembrava riaccendersi. Più lo
incoraggiava, più lui rispondeva velocemente. Entro la fine dell'anno,
Teddy era diventato uno degli studenti più brillanti della classe e,
nonostante la sua affermazione di amarli tutti allo stesso modo, Teddy
divenne il suo "preferito".
Un
anno dopo, trovò un biglietto sotto la porta della sua aula, da parte
di Teddy, in cui le diceva che era ancora la migliore insegnante che
avesse mai avuto.
Passarono
sei anni prima che ricevesse un’altra lettera da Teddy. Scrisse che
aveva finito il liceo, classificandosi terzo nella sua classe, e che lei
era ancora la migliore insegnante della sua vita.
Quattro
anni dopo, ricevette un'altra lettera in cui diceva che, nonostante le
difficoltà, aveva perseverato negli studi e si sarebbe presto laureato
con il massimo dei voti. Le assicurava che era ancora la sua insegnante
preferita.
Passarono
altri quattro anni e arrivò un’altra lettera. Questa volta, Teddy
spiegava che dopo aver conseguito la laurea, aveva deciso di proseguire
gli studi. Firmò la lettera con un nome leggermente più lungo: Theodore
F. Stoddard, MD (Dottore in Medicina).
La
storia non finisce qui. Quella primavera arrivò un’altra lettera. Teddy
scrisse di aver conosciuto una ragazza e che si sarebbe sposato. Spiegò
che suo padre era morto un paio di anni prima e chiese alla signora
Thompson se fosse disposta a sedersi al suo matrimonio nel posto che
solitamente è riservato alla madre dello sposo.
Ovviamente,
la signora Thompson accettò. E indovinate? Indossò quel braccialetto,
quello con alcuni strass mancanti. Inoltre, si assicurò di mettere il
profumo che Teddy ricordava di sua madre, quello dell’ultimo Natale che
avevano passato insieme.
Si
abbracciarono, e il dottor Stoddard sussurrò all’orecchio della signora
Thompson: "Grazie, signora Thompson, per aver creduto in me. Grazie per
avermi fatto sentire importante e per avermi mostrato che potevo fare
la differenza."
Con le
lacrime agli occhi, la signora Thompson gli sussurrò: "Teddy, hai tutto
sbagliato. Sei stato tu a insegnarmi che potevo fare la differenza. Non
sapevo come insegnare fino a quando non ti ho incontrato."
Scalda
il cuore di qualcuno oggi... condividi questa storia. La amo così
tanto, piango ogni volta che la leggo. Prova solo a fare la differenza
nella vita di qualcuno oggi, domani… semplicemente fallo.
Lasciali invecchiare con lo stesso amore con cui ti hanno fatto crescere...
lasciali parlare e raccontare ripetutamente storie con la stessa pazienza e interesse con cui hanno ascoltato le tue quando eri bambino...
lasciali vincere, come tante volte loro ti hanno lasciato vincere....
lasciali godere dei loro amici, delle chiacchiere con i loro nipoti...
lasciali godere vivendo tra gli oggetti che li hanno accompagnati per molto tempo, perché soffrono sentendo che gli strappi pezzi della loro vita...
lasciali sbagliare, come tante volte ti sei sbagliato tu...
lasciali vivere e cerca di renderli felici l'ultimo tratto del cammino che gli manca da percorrere, allo stesso modo in cui loro ti hanno dato la loro mano quando iniziavi il tuo!!