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sabato 12 settembre 2026

IL CAMBIAMENTO CLIMATICO E' QUI

Quest'estate le temperature sono state roventi in tutto il mondo, ancota più degli altri anni. e se non facciamo qualcosa per fermare i cambiamenti climatici rischiamo di scomparire dalla faccia della Terra. l'ONU lo ricorda: 

Oggi la Terra è circa 1,44 °C più calda rispetto all’era preindustriale (1850-1900). “L’attuale traiettoria delle emissioni di biossido di carbonio – scrive ancora l’Onu – potrebbe aumentare le temperature globali fino a 3,2 °C entro la fine del secolo”.

Le conseguenze sono già visibili nei numeri:

  • gli anni dal 2015 al 2025 sono stati gli 11 più caldi mai registrati

  • negli ultimi 9 anni, ogni anno è stato stabilito un nuovo record per il contenuto di calore oceanico

  • si prevede che entro il 2050 i ghiacciai scompariranno in un terzo delle aree attualmente presenti

  • le previsioni stimano che entro il 2050 la siccità potrebbe colpire oltre tre quarti della popolazione mondiale

  • secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, tra il 2030 e il 2050 i cambiamenti climatici dovrebbero causare circa 250.000 decessi aggiuntivi all’anno per malnutrizione, malaria, diarrea e stress da calore; entro il 2030 si stima che i costi diretti per la salute causati dai cambiamenti climatici ammonteranno a una cifra compresa tra 2 e 4 miliardi di dollari all’anno (pari a 1,73-3,45 miliardi di euro)

Ecco perché il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ricorda che “la lotta per gli 1,5 °C è la lotta per l’umanità”.

Come fermare i cambiamenti climatici

Le soluzioni ai cambiamenti climatici sono:

  • passare alle fonti di energia rinnovabile

  • migliorare lefficienza energetica

  • proteggere le foreste e gli ecosistemi naturali

  • ridurre linquinamento e i rifiuti

  • investire in tecnologie sostenibili

     

    Facciamo in modo che non sia troppo tardi, 

    facciamolo per i nostri figli

sabato 12 luglio 2025

18 REGOLE PER L'USO DEL CELLULARE

 

 667.400+ Mani Cellulare Foto stock, immagini e fotografie ...

 

Un’iniziativa simpatica che fa riflettere e può essere presa come esempio. 

Un docente universitario di Macerata, Emanuele Frontoni, ha deciso di comprare il cellulare alla figlia di dodici anni, ma ad una condizione: tutto è stato subordinato alla firma di un vero e proprio accordo unilaterale.

L’accordo e le regole

A comunicarlo lui stesso, nella sua pagina Facebook. Ecco il contenuto dell’accordo, firmato dal docente e dalla moglie, che consiste in un elenco di regole e osservazioni, ben diciotto.

1. Il telefono appartiene ai tuoi genitori. L’ abbiamo acquistato noi. Te lo stiamo prestando.

2. Saremo sempre a conoscenza della password.

3. Se suona, rispondi. È un telefono. Di’ «pronto», rispondi educatamente. Non ignorare mai una telefonate se sullo schermo c’è scritto «mamma» o «babbo». Mai.

4. Consegna il telefono ad uno dei tuoi genitori ogni sera alle nove e mezza se il giorno dopo c’è scuola, alle dieci se è festa. Rimarrà spento per tutta la notte e potrai riaverlo il mattino dopo alle 7.30. Se non è un orario appropriato per chiamare qualcuno al telefono fisso, non è ora di chiamare al cellulare né di inviare messaggi. Ascolta il tuo istinto e rispetta le altre famiglie come noi desideriamo essere rispettati.

5. Il telefono non viene a scuola. Parla con i tuoi amici di persona. È importante. [Gite scolastiche e attività extrascolastiche verranno considerate di volta in volta].

6. Se finisce in acqua, cade per terra o svanisce come per magia, sarai responsabile per i costi di riparazione o sostituzione. Chiedici un prestito, lavora come baby-sitter, usa i tuoi risparmi. Succederà, tieniti pronta.

7. Non usare la tecnologia per mentire, imbrogliare, deludere un altro essere umano. Non partecipare a conversazioni che possono ferire qualcuno. Comportati da amico o stai lontano dai conflitti.

8. Non dire o scrivere nulla con questo dispositivo che non diresti in faccia al tuo interlocutore.

9. Non dire o scrivere nulla che non diresti ad alta voce all’altra persona se i suoi genitori fossero nella stanza. Impara a censurarti.

10. Niente porno. Cerca in rete solo informazioni che potresti tranquillamente condividere con me. Se hai domande a proposito di qualunque argomento, chiedi ad una persona – preferibilmente a me o a tuo padre.

11. Spegnilo, disattiva la suoneria, mettilo via. Specialmente al ristorante, al cinema, o quando stai parlando con un altro essere umano. Sei una persona educata. Non lasciare che l’iPhone ti cambi.

12. Non inviare o ricevere foto delle tue parti intime o di quelle di chiunque altro. Non ridere. Prima o poi sarai tentato di farlo, nonostante tu sia una persona molto intelligente. Si tratta di un comportamento rischioso che può rovinare la tua vita di adolescente/giovane/adulto. È sempre una cattiva idea. Il web è infinitamente più grande e potente di te. Una volta compromessa la tua reputazione, non potrai più tornare indietro.

13. Non fare migliaia di foto e video. Non c’è bisogno di documentare ogni cosa. Vivi le tue esperienze. Saranno immagazzinate nella tua memoria, per sempre.

14. Lascialo a casa ogni tanto, e stai tranquilla. Non è un essere vivente né un’estensione del tuo corpo. Impara a vivere senza. Sii più grande e più forte della paura di non averlo con te.

15. Scegli musica, nuova o classica, diversa da quella che ascoltano tutti i tuoi coetanei. La tua generazione ha accesso alla musica come mai prima d’ora. Approfitta di questa opportunità. Espandi i tuoi orizzonti.

16. Scegli giochi istruttivi, di tanto in tanto.

17. Tieni gli occhi bene aperti. Guarda il mondo che ti circonda. Affacciati alla finestra. Ascolta gli uccelli. Fai una passeggiata. Fatti dei nuovi amici. Cerca altrove che su un motore di ricerca.

18. Infrangerai le regole. Ti confischeremo il telefono. Ci metteremo tranquilli e ne parleremo. Ricominceremo. Impareremo insieme. Noi stiamo dalla tua parte. Facciamo parte della stessa strada. Molte delle questioni elencate qui sopra si applicano non solo al telefono cellulare, ma alla vita in generale. Stai crescendo in un mondo che cambia ad una velocità incredibile. Le novità sono sempre eccitanti. Cerca la semplicità ogni volta che puoi. Fidati della tua mente e del tuo cuore più che di qualunque macchina.

Ti vogliamo bene! Mamma e Babbo.

lunedì 26 maggio 2025

GRETA THUNBERG

 

 

 


 Greta Thunberg nel 2018 all'esterno del parlamento svedese; il cartello reca la scritta: 
«Sciopero scolastico per il clima»

 

Nata a Stoccolma il 3 gennaio 2003, Greta Tintin Eleonora Ernman Thunberg vanta una madre cantante d’opera e un padre attore, ma anche una lontana parentela con Svante Arrhenius, studioso dell’effetto serra e Premio Nobel nel 1903.1

A soli 15 anni, dopo un’estate caratterizzata da caldo record, siccità e incendi boschivi, Greta prende definitivamente coscienza dell’emergenza ambientale in cui versa il Pianeta e decide che non può più aspettare che “i grandi” facciano qualcosa. Così il 20 agosto 2018, anziché recarsi a scuola, si presenta davanti al Riksdag, la sede del Parlamento svedese, con un cartello dal messaggio chiaro e forte: Skolstrejk för klimatet, “sciopero scolastico per il pianeta”.

La sua assenza scolastica dura fino al 9 settembre dello stesso anno, in occasione delle elezioni politiche, con la richiesta al governo di adottare serie misure contro il global warming e le emissioni di anidride carbonica.

Negli anni, Greta Thunberg ha continuato a portare avanti il suo messaggio attraverso discorsi, interviste e partecipazione a eventi internazionali, affinché ogni singolo individuo si rendesse conto di avere un impatto globale attraverso la passione, la determinazione e la consapevolezza dell’importanza di un problema come il cambiamento climatico. Ha spinto così la collettività verso azioni immediate per affrontare concretamente il cambiamento climatico e ha criticato duramente le politiche di diversi paesi.

Per diminuire l'impronta ecologica della sua famiglia ha insistito perché i suoi congiunti diventassero vegani,come lo è diventata lei. È autrice, insieme alla sua famiglia, del libro La nostra casa è in fiamme, in cui viene raccontata la sua vita con alcuni aneddoti della sua famiglia. 

Anche in seguito alle elezioni, Greta ha continuato a manifestare ogni venerdì, lanciando così il movimento studentesco internazionale Fridays for Future. Ha partecipato alla manifestazione Rise for Climate davanti al Parlamento Europeo a Bruxelles e ha parlato alla manifestazione organizzata da Extinction Rebellion a Londra (31 ottobre 2018). Il suo sciopero del venerdì ha attirato l'attenzione dei media in diverse nazioni e manifestazioni simili sono state organizzate in altri paesi, tra cui i Paesi Bassi, l'Italia, la Germania, la Finlandia, la Danimarca e l'Australia. In Australia migliaia di studenti sono stati ispirati da lei ad intraprendere lo sciopero del venerdì, ignorando l'appello del loro primo ministro Scott Morrison, che ha dichiarato al Parlamento «ciò che vogliamo è l'apprendimento nelle scuole e meno attivismo».


Il 4 dicembre 2018 Greta ha parlato alla
COP24, vertice delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici tenutosi a Katowice, in Polonia. Greta ha spiegato così la gravità del problema:

«Ciò che speriamo di ottenere da questa conferenza è di comprendere che siamo di fronte a una minaccia esistenziale. Questa è la crisi più grave che l'umanità abbia mai subito. Noi dobbiamo innanzitutto prenderne coscienza e fare qualcosa il più in fretta possibile per fermare le emissioni e cercare di salvare il salvabile.»

In occasione dell'ultima giornata ufficiale di lavori, il 14 dicembre, ha dichiarato dalla tribuna della COP24, parlando ai leader mondiali riuniti con parole durissime:

«Voi parlate soltanto di un'eterna crescita dell'economia verde poiché avete troppa paura di essere impopolari. Voi parlate soltanto di proseguire con le stesse cattive idee che ci hanno condotto a questo casino, anche quando l'unica cosa sensata da fare sarebbe tirare il freno d'emergenza. Non siete abbastanza maturi da dire le cose come stanno. Lasciate persino questo fardello a noi bambini. [...] La biosfera è sacrificata perché alcuni possano vivere in maniera lussuosa. La sofferenza di molte persone paga il lusso di pochi. Se è impossibile trovare soluzioni all'interno di questo sistema, allora dobbiamo cambiare sistema. [...] L'anno 2078 celebrerò i miei 75 anni, se avrò figli, forse passeranno quella giornata con me. Forse mi chiederanno di voi, forse mi chiederanno perché voi non abbiate fatto nulla, mentre c'era ancora il tempo per agire. Voi dite di amare i vostri figli sopra qualsiasi altra cosa, eppure state rubando il loro futuro proprio davanti ai loro stessi occhi. [...] Non siamo venuti qui per supplicare i leader di agire. Ci avete ignorato in passato, e ci ignorerete ancora. [...] Voi avete finito le scuse, e noi stiamo finendo il tempo. [...] Il vero potere appartiene al popolo.»

Il 25 gennaio 2019 è intervenuta con un discorso molto duro al Forum economico mondiale di Davos, volto a far comprendere il panico che si dovrebbe provare di fronte ai cambiamenti climatici. Nei mesi successivi è intervenuta in altre manifestazioni in diverse città europee, alcune delle quali hanno avuto una certa attenzione mediatica, come quella a Bruxelles del 21 febbraio o quella di Amburgo del 1º marzo.[23]

                      Greta Thunberg promuove la sua campagna ambientalista al  
                                 Forum economico mondiale di Davos nel 2019

Il 15 marzo 2019 si è tenuto lo sciopero mondiale per il futuro, al quale hanno partecipato moltissimi studenti in 1700 città in oltre 100 paesi del mondo (un milione solo in Italia); Greta è intervenuta nella manifestazione organizzata a Stoccolma, ricordando come sia necessario che i politici agiscano, dando ascolto ai moniti degli scienziati sul clima. Tra le risposte alla manifestazione c'è stata quella della Commissione europea, che ha affermato di ascoltare la richiesta dei giovani e di stare agendo in quella direzione.[27]

Il 16 aprile 2019 ha parlato alla commissione Ambiente del Parlamento europeo, invitando i politici europei a prendere decisioni nette e rapide per contrastare il cambiamento climatico, seguendo quanto affermato dagli scienziati; in particolare, guardando alle imminenti elezioni europee, ha invitato i giovani ad andare alle urne e i politici ad ascoltare l'appello per il clima di tanti ragazzi che non potranno votare. Il giorno dopo ha partecipato all'udienza generale di Papa Francesco in piazza San Pietro a Roma, a seguito della quale ha avuto un breve scambio di battute con il pontefice.

Tra il 14 e il 28 agosto 2019 ha attraversato l'oceano Atlantico da Plymouth a New York (dove è stata accolta da attivisti locali come Alexandria Villaseñor e Xiye Bastida) a bordo dello yacht a vela Malizia II, provvisto di pannelli solari e turbine subacquee. Il viaggio è stato annunciato come una traversata atlantica carbon neutral, per dimostrare l'importanza della riduzione delle emissioni sostenuta da Thunberg. Scopo del viaggio è stata la partecipazione al Vertice delle Nazioni Unite sull'azione per il clima di New York e alla conferenza sul cambiamento climatico COP 25 a Santiago del Cile. Il 20 settembre ha guidato a New York lo sciopero mondiale per il clima, mentre il giorno successivo ha parlato al Palazzo di vetro al Vertice dei giovani per il clima. Il 23 settembre ha parlato all'apertura del Climate Action Summit a margine dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, cui partecipavano diverse decine di capi di stato e di governo, usando parole assai dure contro la loro inazione:

«È tutto sbagliato. Non dovrei essere quassù. Dovrei essere tornata a scuola dall'altra parte dell'oceano. Eppure, voi tutti venite da noi giovani per la speranza. Come osate? Voi avete rubato i miei sogni e la mia infanzia, con le vostre parole vuote! Eppure io sono una delle fortunate. La gente soffre. La gente muore. Interi ecosistemi stanno collassando. Siamo all’inizio di una estinzione di massa, e tutto ciò di cui potete discutere sono i soldi, e le favole di una eterna crescita economica! Come osate? Da oltre 30 anni la scienza è stata chiara, cristallina: come osate continuare a guardare da un'altra parte? [...] Voi ci state deludendo. Ma i giovani hanno cominciato a capire il vostro tradimento. Gli occhi di tutte le future generazioni sono su di voi e, se sceglierete di tradirci, vi dico che non vi perdoneremo mai. Non vi lasceremo andare così. Proprio qui, proprio ora, tracciamo il confine. Il cambiamento sta arrivando, che vi piaccia o no.»

Ha presenziato, assieme a Vanessa Nakate, alla conferenza Youth4Climate tenutasi a Milano dal 28 al 30 settembre 2021. In tale frangente, l'attivista ha criticato nuovamente l'approccio non pragmatico, dato dalla politica, all'emergenza climatica.

Il 17 gennaio 2023 l'attivista è stata fermata dalla polizia di Aquisgrana durante le proteste dei manifestanti ambientalisti contro l’espansione della miniera di carbone di Garzweiler, presso Lüzerath, nello stato tedesco della Renania Settentrionale-Vestfalia; dopo essere stata identificata è stata immediatamente rilasciata, potendo così recarsi a Davos, in Svizzera, per partecipare insieme ad altre attiviste a una manifestazione contro il World Economic Forum Il 17 ottobre 2023 è stata arrestata a Londra, in Inghilterra, per una protesta contro i giganti del petrolio. Il 6 aprile 2024 viene arrestata nuovamente nei Paesi Bassi.

 

Quando avevo circa otto anni, ho sentito parlare per la prima volta di qualcosa chiamato cambiamento climatico o riscaldamento globale. Apparentemente, era qualcosa che gli umani avevano creato con il nostro modo di vivere. Mi è stato detto di spegnere le luci per risparmiare energia e di riciclare la carta per risparmiare risorse.

 

Nel 2078 festeggerò il mio 75esimo compleanno. Se avrò dei bambini forse passeranno quel giorno con me. Forse mi chiederanno di voi. Forse mi chiederanno perché non avete fatto niente, quando c’era ancora tempo per agire. Dite di amare i vostri figli sopra ogni cosa, eppure state rubando il loro futuro proprio davanti ai loro occhi. Finché non vi concentrerete su cosa deve essere fatto, anziché su cosa sia politicamente possibile, non c’è alcuna speranza.

 

Non abbiamo un pianeta B. Non abbiamo un pianeta bla – bla bla bla… Non parliamo di un costoso gesticolare di correttezza politica green e accarezza-cuccioli o bla bla bla… Ripartiamo col Recovery bla bla bla… Economia green bla bla bla… Zero netto al 2050 bla bla bla… Zero netto bla bla bla…Impatto zero bla bla bla… Sono queste le cose che sentiamo dalle bocche dei nostri presunti “leader”. Parole, tante parole, tutte ad effetto, ma che finora hanno portato a zero fatti. Annegano i nostri sogni e speranze nel loro oceano di parole e promesse vuote. Certo, occorre ingaggiare un dialogo, ma siamo ormai a trent’anni di bla bla bla, e a cosa è servito?

È chiaro a tutti che la Cop26 è un fallimento. Dovrebbe essere ovvio che non possiamo risolvere una crisi con gli stessi metodi che l’hanno provocata. Le persone al potere possono continuare a vivere nella loro bolla piena di fantasie, come la possibilità di una crescita infinita su un pianeta finito e una soluzione tecnologica che apparirà improvvisamente dal nulla e cancellerà immediatamente tutte queste crisi. Tutto questo mentre il mondo sta letteralmente bruciando, va a fuoco, e mentre le persone che vivono in prima linea stanno subendo gli effetti della crisi climatica.

 

Fonti: Wikipedia; Accendi Coop

lunedì 26 settembre 2022

IN FILA ALLA CASSA

In fila alla cassa, il display segna 26,80€, la faccia stranita:
"Ah scusi ho dimenticato il bancomat, ho solo 25€ tolgo qualcosa".
Nel piccolo carrello non ci sono patatine o cibi inutili, vedo pane, pasta, latte, pomodori, carta igienica.
L'imbarazzo per chi è distante appena un metro è palpabile, il volto di una mamma poco più che 50enne è corrucciato, deve scegliere cosa sottrarre ai propri figli.
È così che assisto al più bel film italiano, reale più che neorealista, poco dietro un altro signore in fila: "Scusi, le è caduto qualcosa". La signora è sorpresa, a terra c'è una banconota da 10 euro, sa bene che non le appartiene.
Lo sguardo amorevole dell'uomo la convince, é troppo per lei dire che è sua. Non ha vestiti firmati ma non indossa stracci, non ha il trucco ma la sua faccia trasuda sacrifici. Il signore si piega, raccoglie la banconota e le dice: "Probabilmente è successo quando ha aperto il borsello".
Ora sembra una bambina, é felice, soprattutto della sua onestà. Paga e uscendo sorride all'uomo che è davanti a me. Lo guarda per l'ultima volta e dice: "Grazie". Assisto e sono felice anch'io, ho capito la lezione. Quell'uomo avrebbe potuto dire: "Non si preoccupi faccio io". Invece ha scelto di preservare la dignità, sua e della signora.
Chi ha fatto un beneficio taccia, lo ricordi chi lo ha ricevuto.”
Ricordiamoci che il bene si fa in silenzio, il resto è palcoscenico.
 
Scritto da Irene, la cassiera

 

domenica 12 luglio 2015

LO SPOT SUI CELLULARI MAI DIFFUSO



Lo spot che vedete è il risultato di una ricerca scientifica che  l’Agenzia della ricerca sul cancro con sede a Lione (Iarc), che fa capo all’Oms, inserisce nella categoria 2B, possibile cancerogeno, le radiazioni emesse dal telefono cellulare.
Lo spot non è mai stato diffuso ma credo che sia importante conoscere i danni che potrebbe causare.

domenica 19 aprile 2015

ABBIAMO BISOGNO

Abbiamo bisogno di contadini, di poeti, di gente che sa fare il pane, di gente che ama gli alberi e riconosce il vento.
Bisognerebbe stare all’aria aperta almeno due ore al giorno. 

Ascoltare gli anziani, lasciare che parlino della loro vita. 
Costruirsi delle piccole preghiere personali e usarle. 
Esprimere almeno una volta al giorno ammirazione per qualcuno. 
Dare attenzione a chi cade e aiutarlo a rialzarsi, chiunque sia. 
Leggere poesie ad alta voce. 
Far cantare chi ama cantare.
In questo modo non saremo tanto soli come adesso, impareremo di nuovo a sentire la terra su cui poggiamo i piedi e a provare una sincera simpatia per tutte le creature del creato.

domenica 29 marzo 2015

ARRIVEDERCI PRESIDENTE

Oggi si è concluso il mandato di José Alberto Mujica Cordano, quello che noi conosciamo come Pepe Mujica, “il più elegante capo di stato del mondo”. 
Mujica Presidente dell’Uruguay, un piccolo paese sudamericano che confina con Brasile e Argentina. 
A Pepe io sono affezionato e ho letto molto di lui anche se ne ho scritto poco, pochissimo, questo è forse il primo post in cui ne parlo, perché ho sempre avuto paura di semplificare il suo pensiero, profondo e nobile, riducendolo a un racconto frettoloso impiantato su qualche frase ad effetto.
Oggi però ho trovato uno stralcio di un suo discorso, contenente un orizzonte così ampio, e un profumo di libertà così profondo, che voglio condividerlo con voi. E sono felice di farlo perché non è il saluto di chi se ne va ma il cammino di chi resta:
“A guidare la vita di ciascuno deve essere il principio della sobrietà, concetto ben diverso da austerità, termine che avete prostituito in Europa, tagliando tutto e lasciando la gente senza lavoro. Io consumo il necessario ma non accetto lo spreco. Perché quando compro qualcosa non la compro con i soldi, ma con il tempo della mia vita che è servito per guadagnarli. E il tempo della vita è un bene nei confronti del quale bisogna essere avari. Bisogna conservarlo per le cose che ci piacciono e ci motivano. Questo tempo per se stessi io lo chiamo libertà. E se vuoi essere libero devi essere sobrio nei consumi. L'alternativa è farti schiavizzare dal lavoro per permetterti consumi cospicui che però ti tolgono il tempo per vivere. Lo spreco è [invece] funzionale all'accumulazione capitalista [che implica] che si compri di continuo [magari indebitandosi] sino alla morte”.

Saverio Tommasi

venerdì 17 gennaio 2014

INCREDIBILMENTE COMMESTIBILE

A Todmorten, piccolo borgo dello Yorkshire, a 350 km a nord di Londra che conta 14 mila abitanti, ogni angolo verde è commestibile.
Si coltivano ortaggi nelle aiuole pubbliche, nel cortile dei pompieri, alla stazione dei treni e perfino al cimitero.

In ogni scuola della cittadina c’è un orto e c’è chi insegna ai ragazzi come gestirlo.
Nel parcheggio di un discount sono stati piantati dei ciliegi che si aggiungono agli altri 1000 alberi da frutto lungo le strade dalle città.
Un giardino delle aromatiche si trova nel parcheggio del Centro Medico. 
Chiunque abbia a disposizione un giardino coltiva il proprio orto, ma anche chi ha solo balconi e terrazzi si adopera per ottenere vegetali commestibili in ogni stagione. L’iniziativa dal nome “Incredible edible” (letteralmente: incredibilmente commestibile) è nata dall’idea di una sensibile signora residente in città, Pam Warhurst, attivista ambientale, che nel 2007 si spaventò ascoltando l’elenco dei rischi ambientali ad una conferenza sul cambiamento climatico. Una volta tornata a casa ne parlò con un’amica ed insieme si misero subito al lavoro per fare qualcosa di utile. Così iniziarono a piantare degli ortaggi nei propri giardini, posizionando un cartello con la scritta “Servitevi”. Nel giro di poco tempo, molti concittadini imitarono le due gentili signore, tanto aiuole di erbe aromatiche e ortaggi cominciarono a spuntare in tutta la città. Nel 2011 a Todmorden c’erano già 70 aree verdi trasformate in orti urbani. La brillante iniziativa funziona grazie ai volenterosi abitanti della città che coltivano, annaffiano, concimano e strappano le erbacce nel loro tempo libero. Inoltre in città si tengono lezioni su come raccogliere e conservare frutta e verdura, come farsi il pane in casa, ecc., in modo che ognuno possa essere autonomo; il college offre corsi specifici di orticoltura per formare i giovani. Nell’ultimo periodo alle verdure sono state aggiunte le galline che razzolano felici in diversi cortili, mettendo ogni giorno a disposizione uova fresche per chi ne ha bisogno. Infatti tutti i residenti sono liberi di raccogliere i frutti del lavoro collettivo. Nessuno ne spreca, nessuno ne prende più della quantità necessaria, tutti rispettano il lavoro degli altri. Gli abitanti di Todmorden potrebbero diventare la prima città inglese autosufficiente dal punto di vista alimentare; è un obbiettivo che sperano di raggiungere entro il 2018. Il progetto ha radicalmente trasformato la cittadina inglese, da zona conosciuta per i tanti campi da golf a città sostenibile.

martedì 16 agosto 2011

BUONE ABITUDINI A TUTTI

Le abitudini che prendiamo condizionano, positivamente o negativamente, la nostra vita. Un’abitudine, una volta presa, è difficile metterla da parte. Così se siamo abituati a metterci le dita nel naso quando siamo soli lo faremo anche quando siamo insieme ad altri, se siamo abituati ad alzarci tardi al mattino ci verrà poi difficile alzarci di buon’ora per andare a lavorare. Persino i nostri bisogni fisiologici e la nostra salute sono condizionati dalle abitudini.
E’ facile capire come una cattiva abitudine, quindi, può causare persino il fallimento della nostra vita. Prendere buone abitudini sin da piccoli rende spontaneo l’agire correttamente e favorisce risultati ottimali.
Se riconosciamo di avere qualche cattiva abitudine è bene cominciare subito a toglierla sostituendola con una migliore. L’inizio non sarà facile, soprattutto se la cattiva abitudine ci accompagna da troppo tempo, ma con la forza di volontà e l’esercizio riusciremo ad averla vinta su di esse.
Sarà bene non cercare di cambiare troppe abitudini in una sola volta, basterà iniziare da una. Appena sconfitta la prima potremo passare ad una seconda e così via.
Perciò: BUONE ABITUDINI A TUTTI.

BUONA GIORNATA

Ecco la prima buona abitudine, che sta alla base dell’inizio di una buona giornata.
Non andiamo a letto tardi, cerchiamo di regolarci in modo da poter dormire otto ore, e in modo che queste otto ore coincidano con le ore notturne, che sono quelle in cui il sistema parasimpatico lavora per regolare le funzioni del nostro corpo. Così facendo, avremo la forza per alzarci di buon’ora e ci sentiremo in forma.
Prima di andare a letto è bene dedicarsi ad attività rilassanti come la lettura, l’ascolto di buona musica, la visione di un film. Meglio evitare computer, ginnastica o altre attività stancanti. Se serve, possiamo conciliare il sonno con un bagno, del latte caldo o un po’ di vino rosso.
Appena svegli, beviamo un bicchiere d’acqua fresca, facciamo qualche semplice esercizio di respirazione davanti ad una finestra aperta, anche in inverno. Se ne abbiamo la possibilità, usciamo sul terrazzo a respirare l’aria fresca del mattino e fare un po’ di movimento fisico che aiuta a riattivare la circolazione e a metterci di buon umore.
Luce naturale, aria fresca e movimento fisico sono un ottimo mix che giovano al colorito del viso, al benessere fisico e danno la giusta spinta per iniziare bene la giornata. Abbiniamo a questo una ricca colazione che preveda un frutto, yogurt o latte, pane o fette biscottate, se non c’è la possibilità di fare una colazione abbondante, prendiamo comunque qualcosa, è bene non iniziare mai la giornata a stomaco vuoto poiché il calo degli zuccheri procura debolezza e mancanza di concentrazione.
Fatto questo siamo pronti per iniziare la nostra BUONA GIORNATA.

giovedì 17 marzo 2011

CARICARE LA BATTERIA COSTA SOLO 8 EURO


Quanti di noi hanno l'abitudine di lasciare il caricabatterie del cellulare attaccato alla spina 24 ore su 24? Io lo facevo poi ho scoperto che questa pigrizia in bolletta mi costa 8 Euro l'anno. Ora voi mi direte: "E allora? Se io voglio buttare via 8 Euro a te cosa importa?" E' vero, a me non importa nulla di come gli altri buttano ...i soldi ma il problema non è il risparmio economico, se io cambio abitudine e stacco dalla corrente quel caricabatterie, nel mio piccolo mi adopero a fare del risparmio energetico, si, la mia è solo una goccia nel mare, ma se ora 100 persone leggono questa nota e decidono di staccare quel carica batterie? E se ognuna di esse divulgasse questa nozione diciamo....ad altre 3 persone?

Il caricabatterie è solo un esempio, un piccolo esempio. Potevo usare l'esempio della "lucetta" della radio che, se lasciata sempre accesa, in anno consuma 3 volte di più del caricabatterie. Sono solo piccolezze ma ognuno di noi, ora più che mai, deve fare i conti con la propria coscienza. Quello che sta succedendo in Giappone ci fa capire ancora una volta quanto siamo inermi di fronte alla collera della natura. Cos'altro possiamo fare se non portarle più rispetto?

In Italia dal 1° gennaio le buste di plastica non Bio-Degradabili sono fuori legge. A Napoli, che taroccano l'impossibile, sono riusciti anche a taroccare le buste creando le "FINTE BUSTE DI MAIS" che naturalmente..........non sono affatto biodegradabili, ma ai negozianti costano meno e passano inosservate tra l'indifferenza della gente. La colpa non è delle organizzazioni criminali che mettono in commercio questa schifezza. La colpa è è del negoziante che le compra, della gente che non vuol vedere e fa spallucce, di chi sa e non denuncia.

Ognuno di noi è responsabile di ciò che fa. Ognuno di noi è una goccia nel mare, tante gocce assieme formano una pozza d'acqua......e poi un lago.........e infine un'altro mare.

Mentre gettate un mozzicone di sigaretta a terra non fate lo sbaglio di dire: "Tanto lo fanno tutti". Tu sei responsabile del TUO.

A.S. Bembo


mercoledì 2 marzo 2011

BENVENUTO IDROGENO. POSSIAMO DIRE STOP AL CARO BENZINA?

E' recente la notizia secondo la quale sarebbe stata portata a termine una ricerca che ha portato alla realizzazione di un nuovo tipo di carburante all'idrogeno con bassi costi e nessun impatto ambientale.
Riporto, di seguito, il link che vi porterà all'articolo pubblicato da Repubblica.

BENVENUTO IDROGENO  






domenica 12 settembre 2010

SI PUò RISPARMIARE

Spegnendo luci, computer, televisori, scaldaacqua, e altri elettrodomestici, quando non servono. Anche i led consumano energia, impariamo a staccare la spina dalla presa quando finiamo di usare un elettrodomestico.


I cellulari la notte non servono, lasciandoci accesi contribuiamo a inquinare l’ambiente in cui viviamo e saremo costretti a caricarli più spesso aumentando il nostro consumo di energia elettrica.

Se sporchiamo meno, puliamo anche meno risparmiando detersivi, strofinacci, acqua, energia.

Se le trattiamo bene, le nostre cose dureranno più a lungo.

Se mangiamo tutti la stessa pietanza, e tutti alla stessa ora, eviteremo di accendere più fornelli e di lavare più pentole.

Prima di comprare qualcosa riflettiamoci bene. A volte si compra anche ciò che non serve.

Usando tovaglioli di stoffa anziché di carta.

Usando saponetta al posto del bagnoschiuma o del sapone liquido. Oltre a risparmiare, in questo modo, rispetteremo anche l’ambiente.

Se occorre, saper dire di no a qualcosa, senza proteste o mugugni

Siamo temperanti e moderati nelle consumazioni e nel divertimento.

Usiamo poco gli elettrodomestici, molto di ciò che facciamo usando elettrodomestici, può essere fatto a mano.

Usiamo l’automobile solo se veramente necessario, camminare a piedi fa bene alla salute e rinfresca la mente.

Se, all’interno degli ambienti, creiamo la giusta ventilazione, non serve sprecare energia per accendere ventilatori o condizionatori. E se ci copriamo un po’ di più anche all’interno di ambienti chiusi, evitando dispersioni di calore, possiamo limitare l’uso di stufe o pompe di calore. È bene limitare il loro utilizzo a pochi momenti di effettiva necessita, oltre a risparmiare ci guadagneremo anche in salute.

Maneggiando con cura e cautela ogni oggetto. Per esempio aprire, chiudere, toccare, posare: se fatto con calma e accuratezza evita inutili danneggiamenti.