Quest'estate le temperature sono state roventi in tutto il mondo, ancota più degli altri anni. e se non facciamo qualcosa per fermare i cambiamenti climatici rischiamo di scomparire dalla faccia della Terra. l'ONU lo ricorda:
Oggi la Terra è circa 1,44 °C più calda rispetto all’era preindustriale (1850-1900).
“L’attuale traiettoria delle emissioni di biossido di carbonio – scrive
ancora l’Onu – potrebbe aumentare le temperature globali fino a 3,2 °C
entro la fine del secolo”.
Le conseguenze sono già visibili nei numeri:
gli anni dal 2015 al 2025 sono stati gli 11 più caldi mai registrati
si prevede che entro il 2050 i ghiacciai scompariranno in un terzo delle aree attualmente presenti
le previsioni stimano che entro il 2050 la siccità potrebbe colpire oltre tre quarti della popolazione mondiale
secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, tra il 2030 e il 2050
i cambiamenti climatici dovrebbero causare circa 250.000 decessi
aggiuntivi all’anno per malnutrizione, malaria, diarrea e stress da calore;
entro il 2030 si stima che i costi diretti per la salute causati dai
cambiamenti climatici ammonteranno a una cifra compresa tra 2 e 4
miliardi di dollari all’anno (pari a 1,73-3,45 miliardi di euro)
Ecco perché il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio
Guterres, ricorda che “la lotta per gli 1,5 °C è la lotta per
l’umanità”.
È il 1992 e a Rio De Janeiro si sta svolgendo il Summit della Terra
organizzato dall’ONU. Si tratta di un evento cruciale in quanto è il
primo nel suo genere a portare all’attenzione dei principali leader
mondiali la protezione dell’ambiente.
Alla conferenza partecipano
108 capi di Stato o di Governo, 2.400 rappresentanti di organizzazioni
non governative e lei: Severn Cullis-Suzuki, 12 anni, ancora oggi
ricordata come “la bambina che zittì il mondo per 6 minuti”.
Severn all'età di 9 anni, mentre frequentava la scuola elementare Lord Tennyson,
fondò l'Environmental Children's Organization (ECO), un gruppo di
bambini interessato a sensibilizzare i propri coetanei verso le
problematiche ambientali. Nel 1992, all'età di 12 anni, Cullis-Suzuki raccolse fondi sufficienti per partecipare al Vertice della Terra a Rio de Janeiro. Nel 1993 fu insignita del Global 500 Roll of Honour dal Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente. Nello stesso anno ha pubblicato un libro per famiglie, Tell the World, riguardante la salvaguardia ambientale. Oggi è una scrittrice, attivista e conduttrice televisiva sempre molto impegnata sul fronte ambientale.
Il discorso di Severn Suzuki all’ONU: la reprimenda dell’allora 12enne.
“Salve,
sono Severn Suzuki e parlo a nome di ECO, l’Organizzazione dei Bambini
per l’Ambiente. Siamo un gruppo di ragazzi di 12 e 13 anni che cerca di
fare la differenza; Vanessa Suttie, Morgan Geisler, Michelle Quaigg e la
sottoscritta. Abbiamo raccolto tutti i soldi per venire in questo posto
lontano 5000 miglia, per dire alle Nazioni Unite che dovete cambiare il
vostro modo di agire.
Venendo a parlare qui oggi non ho un’agenda nascosta, sto lottando per il mio futuro. Perdere il mio futuro non
è come perdere un’elezione o qualche punto sul mercato azionario. Sono
qui per parlare a nome di tutte le generazioni future. Sono qui per
parlare a nome dei bambini che stanno morendo di fame in tutto il
Pianeta e le cui grida restano inascoltate. Sono qui per parlare a nome
del numero infinito di animali che stanno morendo nel Pianeta, perché
non hanno alcun posto dove andare.
Ho paura di andare
fuori al sole ora, a causa dei buchi nell’ozono. Ho paura di respirare
l’aria, perché non so quali sostante chimiche contiene. Ero solita
andare a pesca a Vancouver, la mia casa, con mio papà, fino a quando
pochi anni fa abbiamo trovato un pesce pieno di tumori. E ora sentiamo
di animali e piante andare verso l’estinzione, ogni giorno, sparendo per
sempre. Nella mia vita ho sognato di vedere grandi mandrie di animali
selvatici, giungle e foreste pluviali piene di uccelli e farfalle, ma
ora mi chiedo se i miei figli potranno mai vedere tutto ciò.
Vi
siete mai preoccupati di queste cose quando avevate la mia età? Tutto
questo sta accadendo sotto ai nostri occhi, e tuttavia agiamo come se
avessimo a disposizione tutto il tempo che vogliamo e tutte le
soluzioni.
Sono solo una bambina e non ho tutte le soluzioni, ma voglio che realizziate che non le avete nemmeno voi.
Voi non sapete come riparare i buchi nello strato di ozono.
Non sapete come riportare indietro i salmoni in un fiume inquinato.
Non
sapete come far tornare una specie animale estinta. E non potete
restituirci le foreste che una volta crescevano là dove ora c’è il
deserto.
Se non sapete come sistemare tutto ciò, smettete di distruggerlo.
Qui
potete essere presenti in qualità di delegati dei vostri governi, gente
d’affari, amministratori di organizzazioni, giornalisti o politici, ma
in verità siete madri e padri, fratelli e sorelle, zie e zii, e tutti
voi siete anche figli di qualcuno.
Sono solo una
bambina, tuttavia so che siamo parte di una famiglia che conta 5
miliardi di persone; per la verità, 30 milioni di specie. E nessun
governo o confine potrà cambiare ciò.
Sono solo
una bambina, tuttavia so che siamo tutti coinvolti in questo e dovremmo
agire come un solo mondo verso un unico obiettivo.
La mia rabbia non mi acceca e la mia paura non mi fa temere di dire al mondo come mi sento.
Nel
mio Paese produciamo così tanti rifiuti; compriamo e buttiamo,
compriamo e buttiamo, compriamo e buttiamo e tuttavia i Paesi del nord
non condividono con quelli che hanno bisogno. Anche quando abbiamo più
del necessario, siamo spaventati dal condividere, siamo spaventati dal
lasciare un po’ della nostra ricchezza. In Canada viviamo una vita
privilegiata, ricca di cibo, acqua e ripari. Abbiamo orologi,
biciclette, computer e televisori e la lista potrebbe andare avanti per
due giorni. Due giorni fa qui in Brasile siamo rimasti scioccati quando
abbiamo passato un po’ di tempo con alcuni bambini che vivono per
strada. Questo è ciò che ci ha detto un bambino: “Vorrei essere ricco e
se lo fossi darei a tutti i bambini di strada cibo, vestiti, medicine,
una casa, amore e affetto”. Se un bambino di strada che non ha niente è
disposto a condividere, perché noi che abbiamo tutto siamo ancora così
avidi? Non riesco a smettere di pensare che quei bambini hanno la mia
stessa età, che il posto dove nasci fa un’enorme differenza, che io
avrei potuto essere una di quei bambini che abitano nelle favelas di
Rio. Potrei essere una bambina che muore di fame in Somalia, o una
vittima di guerra in Medio Oriente, o una mendicante in India.
Sono
solo una bambina, tuttavia so che se tutti i soldi spesi in guerre
fossero spesi per cercare risposte ambientali, fermare la povertà e
siglare accordi, che posto magnifico sarebbe questa Terra!
A
scuola, fin dall’asilo, ci insegnate come comportarci nel mondo. Ci
insegnate a non litigare con gli altri, risolvere i problemi, rispettare
gli altri, rimettere a posto il nostro casino, non ferire altre
creature, condividere e non essere avari. Allora perché voi fate le cose
che dite a noi di non fare?
Non dimenticate perché
state partecipando a queste conferenze, per chi le state facendo. Noi
siamo i vostri figli. Voi state decidendo in che tipo di mondo noi
stiamo crescendo. I genitori dovrebbero poter consolare i propri figli
dicendo che tutto andrà a posto, che non è la fine del mondo e che
stanno facendo il meglio che possono. Ma non penso che voi lo possiate
ancora dire. Siamo davvero nella vostra lista delle priorità?
Mio
padre mi dice sempre: “Sei quello che fai, non quello che dici”. Bene,
quello che voi state facendo mi fa piangere la notte. Continuate a dire
che ci amate. Ma vi sfido, per favore, a far in modo che le vostre
azioni riflettano le vostre parole. Grazie.”
L'ennesima conferma che se non ci si attiene alle misure di sicurezza i contagi del COVID 19 aumentano vertiginosamente.
Aumentano i contagi in Svezia, il paese che
ha rifiutato lockdown e mascherine obbligatorie
La strategia controcorrente della Svezia, rispetto al resto d'Europa,
registra un aumento costante delle infezioni. E sul fronte dei decessi,
se il paese vanta il numero più basso europeo, insieme alla Germania,
ossia poco più di 5900 morti su 103 mila infezioni totali, è perché gli
abitanti sono soltanto 10 milioni: le vittime in proporzione sono 12
volte più che in Norvegia, 7 volte più della Finlandia e 6 volte più
della Danimarca - See more at:
http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Aumentano-i-contagi-in-Svezia-il-paese-che-ha-rifiutato-lockdown-e-mascherine-obbligatorie-4315b366-aebc-48f5-8179-06cb375bd562.html
Sei entrato il 01 Novembre nel nostro reparto.. quando ho letto la tua data di nascita ho subito notato che hai solo 8 giorni in più di mio papà e quindi presto farai i 91 anni.
Il secondo giorno l'ossigenazione era così bassa che ho dovuto metterti un casco cpap con una percentuale di ossigeno del 100% (considerate che quello che respiriamo è il 21%).
Mi hai stretto la mano e mi hai detto: " dottore ho fatto tutto quello che volevo nella mia vita ho 90 anni lasciami andare".
Il tuo sorriso e la tua dignità mi hanno stretto il cuore così forte che mi sembrava che fossi io quello a cui mancava l'ossigeno.
Abbiamo lottato insieme, sono riuscito a farti vedere con un telefono i tuoi parenti, gli infermieri si sono presi cura di te, gli oss hanno fatto con amore il loro lavoro , gli addetti alle pulizie hanno pulito sempre la tua camera e oggi dopo 15 giorni ti abbiamo tirato fuori dalla camera intensiva e sei li bello come prima.. hai ripreso a camminare,con l'aiuto super dei nostri fisioterapisti, e cerchiamo presto di mandarti a casa.
Ci hai ringraziato così tante volte ma, la verità, é che noi dobbiamo ringraziare te perché tu ci dai la speranza e la voglia di continuare ogni giorno a lottare.
Noi abbiamo salvato te e tu hai salvato noi..
E io mentre ti accarezzavo la testa per farti coraggio ho visto mio papà e il mio adorato nonno sorridere..
Coronavirus, la lettera aperta di
Celentano ai giovani: “Ammucchiarsi è pura follia. Ma io mi fido di
voi”. Poi il suo parere sui negazionisti
“Ehi ragazzi… Credo sia arrivato il momento di darci una mossa! Mi rivolgo soprattutto ai giovani. Quei giovani che di giovane hanno soltanto il fisico, ma per il resto: sono troppo vecchi per il mio carattere”. Inizia così la lettera aperta che Adriano Celentano ha deciso di rivolgere ai giovani italiani dal suo profilo Instagram, per invitarli a rispettare le regole previste per il contenimento del coronavirus. “Dovete scusarmi – scrive Celentano – ma è una cosa che ho sempre pensato fin da quando ero fisicamente giovane come voi. Oggi ho 82 anni
e voi, per l’età che ho, dovreste portarmi in braccia e accarezzarmi
come si fa con i bambini piccoli… perché solo accarezzando me,
riuscirete a schivare le colossali stronzate che dicono i negazionisti“. “Non mi riferisco solo a quelli che criminosamente negano lo sterminio ebraico perpetrato dal nazismo e tanto meno mi riferisco ai dibattitimedico-televisivi“, aggiunge Celentano.
“Meno male che ci sono i medici, se non ci fossero loro a tenerci per mano in questa drammatica attraversata, saremo ancora più sbandati di quei giovani…”, aggiunge l’ex molleggiato. Per cui “i veri negazionisti sono ‘quei giovani’ che senza mascherina, per esibire una prova di forza, a dir poco insensata, vi radunate in pericolose ammucchiate senza un minimo di distanza, respirandovi addosso qualunque cosa… e questo lo chiamate coraggio? No. Questa è pura follia di massa“, affonda. Certo, spiega Celentano, “non bisogna farsi prendere dal panico, come giustamente dicono i medici, bisogna uscire di casa e socializzare, non smettere di studiare, lavorare, fare tutto come se il virus non ci fosse, perché se l’economia crolla, non moriremo solo di virus, ma anche di fame”. Secondo l’artista, “abbiamo un traguardo da raggiungere. Forse il più importante della storia. Perché sarà quello della vittoria. E il modo per vincere lo conosciamo: dobbiamo rispettare al 100% le regole
indicate dall’Organizzazione mondiale della sanità”. Celentano aggiunge
poi un’esortazione che è anche un monito: “Lo dobbiamo assolutamente
fare. Altrimenti… ragazzi che vi ammucchiate… non avete la più pallida
idea di quello che ci potrebbe accadere. Ma io mi fido di voi!“, conclude.
In Usa più morti per Covid che in 5 anni di influenza”: Cnn smentisce Trump e Twitter censura il suo messaggio.
L'emittente ha smentito le dichiarazioni del presidente esaminando i
dati dell’agenzia sanitaria federale per la tutela della salute (Cdc).
Intanto alla Casa Bianca cresce la rabbia tra i giornalisti, dopo che in
tre sono risultati positivi.
Coronavirus, monsignor Peri: «Io, guarito dal Covid, dico ai negazionisti che sbagliano»
Monsignor Calogero Peri, vescovo di Caltagirone, che ha visto da vicino la morte, è riuscito a vincere la
sua battaglia contro il Covid 19. Dopo l'ospedale, un lungo
ciclo di fisioterapia e quando pensa a chi non ce l’ha fatta e sente che
scenderanno in piazza i cosiddetti negazionisti è assalito da profonda
tristezza.
Uno
studio italiano, di cui è capofila il Policlinico di Sant'Orsola, descrive il meccanismo responsabile della elevata mortalità per
Covid 19.
Lo studio dimostra che il Covid 19 può danneggiare
entrambe le componenti del polmone: gli alveoli (le unità del polmone che
prendono l’ossigeno e cedono l’anidride carbonica) e i capillari (i vasi
sanguigni dove avviene lo scambio tra anidride carbonica e ossigeno).
Quando il virus danneggia sia gli alveoli che i
capillari polmonari muore quasi il 60% dei pazienti. Quando il virus danneggia
o gli alveoli o i capillari a morire è poco più del 20% dei pazienti.
Il “fenotipo” dei pazienti in cui il virus danneggia
sia gli alveoli che i capillari (pazienti col “doppio danno”) è facilmente
identificabile attraverso la misura di un parametro di funzionalità polmonare
(la distendibilità del polmone < 40; valore normale 100) e di un parametro
ematochimico (il D-dimero > 1800; valore normale 10).
Questi risultati hanno importanti implicazioni sia per
le cure attualmente disponibili che per i futuri studi su nuovi interventi
terapeutici per i pazienti con Covid 19.
Infatti, oggi il riconoscimento rapido del fenotipo
col “doppio danno” consentirà una precisione diagnostica molto più elevata e un
utilizzo delle terapie ancora più efficace, riservando a questi malati le
misure terapeutiche più “aggressive” quali la ventilazione meccanica, la
extra-corporeal membrane oxygenation (l’ECMO) e gli ambienti terapeutici a
maggiore intensità di cure quali le terapie intensive) trattando invece con la
ventilazione non invasiva col casco e il ricovero in terapia sub-intensiva i
pazienti con “danno singolo”. Nel futuro questi risultati consentiranno di
identificare rapidamente i pazienti in cui testare trattamenti sperimentali con
anti-coagulanti per prevenire il danno ai capillari polmonari.
Lo studio é stato condotto su 301 pazienti ricoverati
presso il Policlinico di Sant’Orsola di Bologna.
A lui era toccato uno dei compiti più duri durante la fase acuta del Covid 19.
Fra Aquilino Appassiti, 84 anni, missionario e custode della cappelletta dell'ospedale è il frate che a Bergamo ha benedetto le bare di centinaia di
persone e tenuto i contatti tra ammalati e familiari.
Dal TG1 andato in onda il 30/08/2020 dice: "Metto il telefonino vicino le salme e prego con i parenti... L'altro giorno una signora mi ha chiesto questo gesto. Poi abbiamo pianto assieme. Non
dimenticate ciò che è successo".