domenica 16 agosto 2020

VUOI CONFESSARMI?


Una volta Papa Wojtyla doveva pranzare con un vescovo italiano.

Il prelato giunse in ritardo nell'appartamento papale e si scusò con Giovanni Paolo II raccontando di aver incrociato in San Pietro un suo ex sacerdote, divenuto da 17 anni un barbone e di essersi fermato a parlare con lui.

Il Papa gli disse di andarlo a cercare e di portarlo a tavola.

Il barbone, imbarazzato e impacciato, pranzò con Wojtyla.

A fine pasto, il pontefice gli chiese: "Vuoi confessarmi?". Il barbone disse di sì, con l'incredulità e la gioia dipinte sul volto.

Dopo quell'incontro, senza che nulla gli venisse chiesto sul suo passato, il barbone tornò a fare il prete. Questo era Karol, l'uomo "immerso in Dio".

giovedì 13 agosto 2020

LA VITA E'

Allora, mia cara, quando invecchierai ...

Non insegnare mai niente a nessuno. Anche se sai per certo che avrai ragione. Ricorda quanto ti ha infastidito una volta. E tu stessa hai seguito il consiglio dei tuoi anziani?
Non cercare di aiutare se non ti viene chiesto. Non imporre a nessuno. Non cercare di proteggere i tuoi cari da tutte le disgrazie del mondo. Amali e basta.
Non lamentarti! Della tua salute, dei tuoi vicini, del governo, del tuo fondo pensione! Non trasformarti in una vecchia litigiosa sulla panchina all'ingresso.
Non aspettarti gratitudine dai bambini. Ricorda: non ci sono figli ingrati - ci sono genitori stupidi che si aspettano gratitudine dai loro figli.
Non dire frasi come: "Io alla tua età ...", "Ti ho dato gli anni migliori ...", "Sono più vecchia, quindi lo so meglio ..." Questo è insopportabile!
Se hai dei nipoti, non insistere perché ti chiamino per nome se loro ti chiamano nonna. Questo è stupido.
Non sprecare i tuoi ultimi soldi in trattamenti antietà. È inutile. Meglio spenderli per un viaggio.
Non guardarti allo specchio e non truccarti in una stanza buia. Non adulare te stessa. E cerca di sembrare il più elegante possibile. Precisamente elegante, non giovanile. Credimi, è meglio così.
Prenditi cura del tuo uomo, anche se diventa un vecchio rugoso, indifeso e scontroso. Non dimenticare che una volta era giovane, forte e allegro.Ricordati che una volta era giovane, magro, bello. E forse è l'unico che ha davvero bisogno di te adesso ...
Non cercare di stare al passo con il tempo a tutti i costi: per capire le nuove tecnologie, per seguire le notizie in modo ossessivo, per studiare costantemente qualcosa di nuovo, per non "restare indietro con i tempi". Questo è divertente. Fai quello che vuoi.
Quanto riesci!
Non incolpare te stessa per niente. Qualunque cosa sia accaduta alla tua vita o alla vita dei tuoi figli, hai fatto tutto il possibile.
PRESERVATE LA DIGNITÀ IN QUALSIASI SITUAZIONE! Fino alla fine! Fai del tuo meglio, mia cara, questo è molto importante. E ricorda, se sei ancora viva, qualcuno ha bisogno di te”.

Tradotto dal russo da Lia Liretta

mercoledì 29 luglio 2020

TESTIMONIANZA COVID 19 - NON CREDI CHE ESISTA IL COVID?

A chi ancora non crede che il Covid 19 esista davvero faccio presente che non necessariamente ci devono essere persone di nostra conoscenza che sono finite in terapia intensiva per crederci, basta ricordare le immagini che abbiamo visto tutti nei TG: le immagini della bare trasportate dall'esercito perché erano troppe, che non c'erano più posti né nelle terapie intensive e né nei cimiteri e la testimonianza di chi non ci credeva e si è dovuto ricredere.
Per non contare tutte le immagini del personale addetto alle terapie intensive che mostravano la loro sfinitezza.


Fonte: https://www.ilmattino.it/primopiano/esteri/complottista_covid_bufale_web_oggi-5255409.html

sabato 11 luglio 2020

QUANDO NESSUNO MI VEDE

Quando nessuno mi vede
faccio indigestione di libertà,
rido e piango
senza vergogna.
Quando nessuno mi vede,
parlo ad alta voce
e canto
e suono il pianoforte
senza paura di sbagliare le note.
Quando nessuno mi vede,
recito come in teatro,
sono un pagliaccio,
sono un guerriero,
sono me stesso.
Quando nessuno mi vede,
nel segreto della mia stanza,
ti prego e ti chiamo papà.
Quando nessuno mi vede
ti racconto dolori
che nessuno conosce,
ti confesso infantili entusiasmi,
ti chiedo esagerati regali
Quando nessuno mi vede
mi vedi Tu.
E la solitudine
diventa preghiera.
Quando nessuno mi vede.

Eric Pearlman

mercoledì 18 marzo 2020

RINASCITA

E la gente rimase a casa
E lesse libri e ascoltò
E si riposò e fece esercizi
E fece arte e giocò
E imparò nuovi modi di essere
E si fermò

E ascoltò più in profondità
Qualcuno meditava
Qualcuno pregava
Qualcuno ballava
Qualcuno incontrò la propria ombra
E la gente cominciò a pensare in modo differente

E la gente guarì.
E nell’assenza di gente che viveva
In modi ignoranti
Pericolosi
Senza senso e senza cuore,
Anche la terra cominciò a guarire

E quando il pericolo finì
E la gente si ritrovò
Si addolorarono per i morti
E fecero nuove scelte
E sognarono nuove visioni
E crearono nuovi modi di vivere
E guarirono completamente la terra
Così come erano guariti loro

Kitty O’Meary (trad. Yel Bosco)

CORONAVIRUS: LETTERA ALL'UMANITà

martedì 17 marzo 2020

UN MIRACOLO

Il 15 marzo una molgolfiera si alzava in cielo con una gigantografia del Volto di Gesù, quasi a denedire l'Italia e nelle stesse ore delle nuvole assumono la forma dell'Italia.

Come lo chiamareste voi se non: MIRACOLO.





venerdì 20 aprile 2018

ATTI DEGLI APOSTOLI

Un brano tratto dagli Atti degli Apostoli racconta:

"La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e un’anima sola e nessuno considerava sua proprietà quello che gli apparteneva, ma fra loro tutto era comune.
Con grande forza gli apostoli davano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù e tutti godevano di grande favore.
Nessuno infatti tra loro era bisognoso, perché quanti possedevano campi o case li vendevano, portavano il ricavato di ciò che era stato venduto e lo deponevano ai piedi degli apostoli; poi veniva distribuito a ciascuno secondo il suo bisogno."


Ecco come bisognerebbe vivere, non così come viviamo attaccati più ai beni che alle persone, ecco come si potrebbe vivere in pace in famiglia, coi vicini, nel mondo.

giovedì 15 febbraio 2018

IL LAVORO CHE NON C'E'


Un monologo, recitato magistralmente da Piefrancesco Favino al Festival di Sanremo 2018, che, secondo me, parla del lavoro precario.
Per chi non lo sapesse, è quel lavoro dove hai solo doveri e nessun diritto.
Dove non hai né malattia, né ferie retribuite e non ti puoi assentare un giorno, altrimenti ti potrebbero sostituire.
Dove non hanno valore né il cartellino, né l’art. 18.
Dove devi solo fare quello che ti ordina il padrone senza fiatare, altrimenti ti potresti ritrovare in mezzo ad una strada dall’oggi al domani.




giovedì 12 ottobre 2017

LE STESSE POSSIBILITà

Quando vedi un bimbetto biondo 
affacciato ad una porta finestra 
a piano terra di una casa povera, 
con lo sguardo perso nel vuoto, 
ti rendi conto che non tutti i bambini 
hanno le stesse possibilità nella vita.

sabato 2 settembre 2017

GIORNATA MONDIALE DEL CREATO

Nella modernità, siamo cresciuti pensando di essere i proprietari e i padroni della natura, autorizzati a saccheggiarla senza alcuna considerazione delle sue potenzialità segrete e leggi evolutive, come se si trattasse di un materiale inerte a nostra disposizione, producendo tra l’altro una gravissima perdita di biodiversità.
In realtà, non siamo i custodi di un museo e dei suoi capolavori che dobbiamo spolverare ogni mattina, ma i collaboratori della conservazione e dello sviluppo dell’essere e della biodiversità del pianeta, e della vita umana in esso presente.
La conversione ecologica capace di sorreggere lo sviluppo sostenibile comprende in maniera inseparabile sia l’assunzione piena della nostra responsabilità umana nei confronti del creato e delle sue risorse, sia la ricerca della giustizia sociale e il superamento di un sistema iniquo che produce miseria, disuguaglianza ed esclusione.

Papa Francesco

lunedì 17 aprile 2017

TORNIAMO A TE CON GLI OCCHI ABBASSATI DI VERGOGNA E CON IL CUORE PIENO DI SPERANZA

O Cristo lasciato solo e tradito perfino dai tuoi e venduto a basso prezzo. 
O Cristo giudicato dai peccatori, consegnato dai Capi. 
O Cristo straziato nelle carni, incoronato di spine e vestito di porpora. 
O Cristo schiaffeggiato e atrocemente inchiodato. 
O Cristo trafitto dalla lancia che ha squarciato il tuo cuore. 
O Cristo morto e seppellito, tu che sei il Dio della vita e dell’esistenza. 
O Cristo, nostro unico Salvatore, torniamo a Te anche quest’anno con gli occhi abbassati di vergogna e con il cuore pieno di speranza:
Di vergogna per tutte le immagini di devastazioni, di distruzioni e di naufragio che sono diventate ordinarie nella nostra vita; 
Vergogna per il sangue innocente che quotidianamente viene versato di donne, di bambini, di immigrati e di persone perseguitate per il colore della loro pelle oppure per la loro appartenenza etnica e sociale e per la loro fede in Te; 
Vergogna per le troppe volte che, come Giuda e Pietro, ti abbiamo venduto e tradito e lasciato solo a morire per i nostri peccati, scappando da codardi dalle nostre responsabilità; Vergogna per il nostro silenzio dinanzi alle ingiustizie; per le nostre mani pigre nel dare e avide nello strappare e nel conquistare; per la nostra voce squillante nel difendere i nostri interessi e timida nel parlare di quelle dell’altrui; per i nostri piedi veloci sulla via del male e paralizzati su quella del bene; 
Vergogna per tutte le volte che noi Vescovi, Sacerdoti, consacrati e consacrate abbiamo scandalizzato e ferito il tuo corpo, la Chiesa; e abbiamo dimenticato il nostro primo amore, il nostro primo entusiasmo e la nostra totale disponibilità, lasciando arrugginire il nostro cuore e la nostra consacrazione. 
 
Tanta vergogna Signore ma il nostro cuore è nostalgioso anche della speranza fiduciosa che tu non ci tratti secondo i nostri meriti ma unicamente secondo l’abbondanza della tua Misericordia; che i nostri tradimenti non fanno venir meno l’immensità del tuo amore; che il tuo cuore, materno e paterno, non ci dimentica per la durezza delle nostre viscere;
La speranza sicura che i nostri nomi sono incisi nel tuo cuore e che siamo collocati nella pupilla dei tuoi occhi; 
La speranza che la tua Croce trasforma i nostri cuori induriti in cuore di carne capaci di sognare, di perdonare e di amare; trasforma questa notte tenebrosa della tua croce in alba folgorante della tua Risurrezione; 
La speranza che la tua fedeltà non si basa sulla nostra; 
La speranza che la schiera di uomini e donne fedeli alla tua Croce continua e continuerà a vivere fedele come il lievito che da sapore e come la luce che apre nuove orizzonti nel corpo della nostra umanità ferita; 
La speranza che la tua Chiesa cercherà di essere la voce che grida nel deserto dell’umanità per preparare la strada del tuo ritorno trionfale, quando verrai a giudicare i vivi e i morti; 
La speranza che il bene vincerà nonostante la sua apparente sconfitta!
 
O Signore Gesù, Figlio di Dio, vittima innocente del nostro riscatto, dinanzi al tuo vessillo regale, al tuo mistero di morte e di gloria, dinanzi al tuo patibolo, ci inginocchiamo, invergognati e speranzosi, e ti chiediamo di lavarci nel lavacro del sangue e dell’acqua che uscirono dal tuo Cuore squarciato; di perdonare i nostri peccati e le nostre colpe; 
Ti chiediamo di ricordarti dei nostri fratelli stroncati dalla violenza, dall’indifferenza e dalla guerra; 
Ti chiediamo di spezzare le catene che ci tengono prigionieri nel nostro egoismo, nella nostra cecità volontaria e nella vanità dei nostri calcoli mondani. 
 
O Cristo, ti chiediamo di insegnarci a non vergognarci mai della tua Croce, a non strumentalizzarla ma di onorarla e di adorarla, perché con essa Tu ci hai manifestato la mostruosità dei nostri peccati, la grandezza del tuo amore, l’ingiustizia dei nostri giudizi e la potenza della tua misericordia. Amen.

Papa Francesco

sabato 25 marzo 2017

PREGHIERA A MARIA

Santa Maria, donna coraggiosa, tu che nelle tre ore di agonia sotto la croce hai assorbito come una spugna le afflizioni di tutte le madri della terra, prestaci un pò della tua fortezza. Alleggerisci le pene di tutte le vittime dei soprusi, conforta il pianto nascosto di tante donne che, nell'intimità della casa, vengono sistematicamente oppresse dalla prepotenza del maschio.
Ispira la protesta delle madri lacerate negli affetti dai sistemi di forza e dalle ideologie di potere; guida i passi delle madri-coraggio perchè scuotano l'omertà di tanti complici silenzi. E quando suona la diana di guerra, convoca tutte le figlie di Eva perchè si mettano sulla porta di casa e impediscano ai loro uomini di uscire, armati come caino, ad ammazzare il fratello. 

Tonino Bello, Vescovo di Molfetta

domenica 12 marzo 2017

NON PUNTATE ALLA PARITA'

Una raccomandazione alle donne, che non vuole essere di un antiquato!
Il raggiungimento della parità (sacrosanto!!!) non vi faccia rinunziare MAI al dono più grande che Dio vi ha dato, le cosiddette "viscere materne" (splacnizo, in greco): 
sentirsi divorare qualcosa dentr, il guardare con tenerezza immensa il bambino vostro che soffre (anche se non è vostro, non cambi nulla!), il dimenticarsi, il darsi da fare per andare incontro, il lasciar depositare nel cuore la solitudine/paura/ansia/tristezza e far propria la sofferenza altrui. 
L'agire come il buon samaritano: fermarsi, non guardare agli impegni, dare le prime cure, caricarsi il poveraccio, metterlo sul cavallo, andare a piedi sino all'albergo, fare la notte, pagare spese, impegnarsi a pagare spese extra...

Giuseppe Impastato s.j.

lunedì 26 dicembre 2016

MORTO GEORGE MICHAEL



Oggi è morto George Michael. 
Aveva soltanto 53 anni: questo dimostra, semmai ce ne fosse bisogno, che la morte può arrivare a qualunque età. 
Lo ricordiamo con una delle sue più celebri canzoni.

sabato 10 dicembre 2016

QUANDO IL PROBLEMA STA NEL CUORE

Se guardi un bicchiere d'acqua e pensi:
"E' quasi vuoto"...
Se entri in una cappella e pensi:
"Oh, i fiori rossi... sarebbe stato bello averli bianchi"...
Se ti siedi a tavola e davanti alla lasagna rimpiangi i tortellini in brodo...
Se di una persona che incontri non vedi il sorriso
ma noti i capelli scompigliati dal vento...
Se nella tua vita il "ma" esce dalle tue labbra più volte del "grazie",
forse sarebbe il caso di fermarti e dire a te stessa/o
che il problema non sta nel mondo, ma nel cuore.

Mariangela Tassielli