Se un bambino vive nella critica, impara a condannare.
Se vive nell’ostilità, impara a litigare.
Se vive nella paura, impara ad essere apprensivo.
Se vive nel ridicolo, impara la timidezza.
Se vive nell’ipocrisia, impara la doppiezza.
Se vive nella meschinità, impara la vigliaccheria.
Se vive nei capricci, impara l’intolleranza.
Se vive nella superficialità, impara l’indifferenza.
Se vive nella lealtà, impara la correttezza.
Se vive nellacondivisione, impara la generosità.
Se vive nell’incoraggiamento, impara la fiducia.
Se vive nella tolleranza, impara la pazienza.
Se vive nella franchezza, impara la verità.
Se vive nell’onestà, impara la giustizia.
Se vive nell’amore, impara ad amare
E a costruire per tutti un mondo migliore.
Della potenzialità dei bambini si parla perfino in uno degli episodi più toccanti del Vangelo.
E’ quello in cui Gesù, facendo avvicinare a Sé i piccoli, li accarezza teneramente promettendo il Regno dei Cieli a coloro che gli assomigliassero.
I bambini posseggono l'innocenza.
Possedere l’innocenza comporta l’avere una prima nozione cristallina della perfezione.
In un bambino, è generalmente una nozione non cosciente.
È possibile che, in tutte le persone, questa nozione primordiale sia esistita a un grado elevato e che in alcune altre lo sia stato a un grado elevatissimo.
L’innocenza è, dunque, una forma di alleanza con Dio che tutti abbiamo avuto nella nostra prima infanzia.
Se questa non viene turbata porta enormi benefici all’umanità poiché, se i bambini non sono violati, umiliati, negati, fanno brillare, in trasparenza, nelle loro parole, con gioiosa continuità, amore, speranza, valori e ideali di cui gli adulti hanno, oggi più che mai, immenso bisogno.
Ogni anno che passa
è un anno di gioventù
che si aggiunge ai precedenti.
Ogni anno che passa
è una convinzione
che la gioventù è uno stato perpetuo.
e non un tempo anagrafico.
Ogni anno che passa è un anno d’amore vissuto,
è un talento scoperto, investito, non perduto.
Ogni anno che passa
è un anno di letizia
per giungere alla pienezza.
Ogni anno che passa
è un conoscere meglio l’amore
per diventare più amore. BUON ANNO
"Guarda, mio caro, quel piccolo gobbo: com'è buffo!"
Diceva il figlio: "Gobbo, vieni qui che ti tocco la gobba portafortuna!".
E il piccolo gobbo chinava il capo e poi scappava via.
E così ogni giorno, per tanti anni.
Eppure il suo cuore non conosceva l'odio.
Desiderava soltanto essere normale, come gli altri.
Era invece gobbo.
"Gobbo, gobbo..." sentiva di giorno, sognava di notte.
Allora volle dormire, per dimenticare.
S'è avvelenato.
E queste parti tratte dall'opera L’INNOCENZA PRIMORDIALE
E LA CONTEMPLAZIONE SACRALE DELL’UNIVERSO di PLINIO CORRÊA DE OLIVEIRA (http://www.pliniocorreadeoliveira.it/)
possono rendere bene l'idea di quanto il male può distruggere, con dolore,
la purezza, la spontaneità e l'INNOCENZA
..‘Lo stato d’animo dell’innocente è come quello di chi, per così dire, è appena uscito dalle mani di Dio. A volte si ha l’impressione che certi aspetti della natura sono così. Quando ci si trova, per esempio, in un luogo dove mai, o quasi mai, vi è stata una presenza umana, si ha come la sensazione che quella realtà stia, in quel momento, uscendo dalle mani di Dio. Quindi, quell’innocenza è quasi l’innocenza delle mani di Dio. Vi si riconosce uno stato, un tenore di rapporti dell’ anima con Dio, che dovrebbe essere particolarmente studiato nel campo filosofico e poi in quello teologico’...
..Possedere l’innocenza comporta l’avere una prima nozione cristallina della perfezione originaria di ogni cosa. Naturalmente, questa nozione è più limpida in certuni e meno in altri, d’accordo con la grazia e con la natura. In un bambino, è generalmente una nozione non cosciente. È possibile che, in tutte le persone, questa nozione primordiale sia esistita a un grado elevato e che in alcune altre lo sia stato a un grado elevatissimo...
..Posto che esiste nell’uomo un ordine fondamentale, a lui è impossibile ammettere il disordine come la condizione normale e fondamentale dell’universo, se non come un disastro collaterale e limitato...
..L’innocenza è, dunque, una forma di alleanza con Dio che tutte le anime ebbero nella loro prima infanzia. Qui c’è qualcosa che ricorda la famosa scena in cui Dio passeggia con Adamo nel Paradiso Terrestre. È una grazia dei primi tempi, in cui il Creatore si compiaceva di parlare con la sua creatura, l’Autore con la sua opera...
..Un buon bambino ha un tipo di apertura d’anima per cui è molto poco egoistico. È affettuoso, è affabile; dona facilmente ciò che gli appartiene. Un bambino buono, per esempio, fa dei piccoli disegni per regalarli ad altri. Possiede un grande senso di ammirazione per i più grandi, cercando di vederli sotto i migliori aspetti e meravigliandosene...
..Tuttavia – poveri noi! – allo stesso modo come accadde con Adamo ed Eva nel Paradiso Terreste, a un certo momento giunge la tentazione: il mondo delle bellezze e delle certezze originarie ci viene presentato come qualcosa di troppo elevato, di molto distante e poco utile. Quindi, deve essere allontanato...
..Nasce lentamente nel bambino la tendenza ad accantonare l'innocenza. Egli pensa vagamente: "Queste cose sono una fantasia; sono irreali e non devono essere prese in considerazione". ‘È un pensiero dall’effetto devastante!’...
..‘La povera mamma o il papà, se sono cattolici, avranno forse insegnato al bambino la preghiera dell'Ave Maria – il che è una cosa preziosa! nulla da ridire! –‘ ma solo questo può non essere sufficiente, perché il senso dell'ordine, che caratterizza l'innocenza, si trova in un ambito che richiede un lavoro speciale e non bastano le comuni diligenze...
..Prima di essere tentato, il bambino può avere amato il bene ‘con un certo esclusivismo’, cioè, rifiutando ciò che si opponeva a quel bene. Se così è accaduto, quando comincia la tentazione, il bambino è in guardia. Se invece il bambino ha amato il bene non esclusivamente, ma per dilettantismo, si trova disarmato. É nel rapporto più originario del bambino con il bene che questi molte volte si definisce...
..‘Diffusamente, come lo è un pensiero infantile, si pone la questione: "Tu adesso conti sull'approvazione degli altri. Accetteresti di essere diverso da loro, se necessario? E rimarresti del tutto isolato? Ti inoltreresti nel rischio e nell’ avventura di una vita che non si assomiglierebbe a quella di nessuno ed anzi sembrerebbe inferiore a quella degli altri?"’
Poi sopraggiunge la scuola. La vita scolastica è spesso un fiume che corre nel senso opposto all'innocenza...
..E allora, molto sovente, in maniera più esplicita o meno, il bambino pondera: ‘"Tutto questo è come la schiuma. Sono bolle di sapone!
Guarda l'altra parte, il valore e la grandezza delle cose materiali: ecco il prestigio, la ricchezza, la fama; più oltre c'è la bellezza fisica, con tutte le sue forme di piacere. Osserva invece la vita pazzesca che rischi di trascorrere! Sarai un fachiro, un anacoreta, un eremita; tu stai rincorrendo una chimera...”’. È la tentazione di Faust* che si presenta in chiave infantile. Qualcosa del genere può passare per la mente anche di qualcuno che abbia conservato l'innocenza sino all’età matura.
*Faust è un personaggio leggendario che vendette l'anima al demonio in cambio di vantaggi terreni. Da un poema di Goethe.
La felicità e la libertà sono beni preziosi che si raggiungono a piccoli passi.
Se arrivassero all’improvviso potrebbero ubriacarci e trovarci impreparati.
Se non avessimo, prima, conosciuto la sofferenza non sapremmo, poi, riconoscere e apprezzare la felicità, poiché essa diventerebbe così usuale da perdere la sua preziosità.
Se non avessimo una buona ossatura non potremmo godere pienamente della libertà, poiché saremmo, come un semplice pezzo di legno in mezzo al mare, in balia delle onde della vita.
Solo una nave ben strutturata, infatti, può liberamente attraversare gli oceani resistendo agli attacchi delle onde e giungere felicemente alla propria meta.
1.Il bambino (o bambina) è ogni essere umano fino a 18 anni.
2.Gli Stati devono rispettare, nel loro territorio, i diritti di tutti bambini handicappati, ricchi e poveri, maschi e femmine, di diverse razze, di religione diversa, etc..
3.Tutti coloro che comandano devono proteggere il bambino e assicurargli le cure necessarie per il suo benessere.
4.Ogni Stato deve attuare questa convenzione con il massimo impegno per mezzo di leggi, finanziamenti ed altri interventi. In caso di necessità, gli Stati più poveri dovranno essere aiutati da quelli ricchi.
5.Gli Stati devono rispettare chi si occupa del bambino.
6.Il bambino ha diritto alla vita. Gli Stati devono aiutarlo a crescere.
7.Quando nasce, un bambino ha diritto ad avere un nome, ad essere registrato e avere l’affetto dei genitori.
8.Il bambino ha diritto al proprio nome, alla propria nazionalità e a rimanere sempre in relazione con la sua famiglia.
9.Il bambino non può essere separato, contro la sua volontà, dai genitori. La legge può decidere diversamente quando il bambino viene maltrattato. Il bambino separato dai genitori deve mantenere i contatti con essi. Quando la separazione avviene per azioni di uno Stato (carcerazioni dei genitori, deportazione, ecc.) il bambino deve essere informato del luogo dove si trovano i suoi genitori.
10.Il bambino ha diritto ad andare in qualsiasi Stato per unirsi ai genitori. Se i genitori abitano in Stati diversi, il bambino ha diritto di mantenersi in contatto con loro.
11.Il bambino non può essere portato in un altro Stato illecitamente.
12.Il bambino deve poter esprimere la propria opinione su tutte le cose che lo riguardano. Quando si prendono decisioni che lo interessano, prima, deve essere ascoltato.
13.Il bambino ha diritto di esprimersi liberamente con la parola, lo scritto, il disegno, la stampa, ecc..
14.Gli Stati devono rispettare il diritto del bambino alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione.
15.Il bambino ha diritto alla libertà di associazione e di riunione pacifica.
16. Il bambino deve essere rispettato nella sua vita privata. Nessuno può entrare a casa sua, leggere la sua corrispondenza o parlare male di lui. 17.Il bambino ha diritto a conoscere tutte le informazioni utili al suo benessere.
18.I genitori (o i tutor legali) devono curare l’educazione e lo sviluppo del bambino. Lo Stato li deve aiutare rendendo più facile il loro compito.
19.Gli Stati devono proteggere il bambino da ogni forma di violenza.
20.Lo Stato deve assistere il bambino che non può stare con la sua famiglia affidandolo a qualcuno. Chi si occupa del bambino deve rispettare le sue abitudini.
21.Gli Stati devono permettere l’adozione nell’interesse del bambino. L’adozione deve essere autorizzata dalle autorità con il consenso dei parenti del bambino.
22.Gli Stati devono cercare di unire alla sua famiglia il bambino separato e, se non ha famiglia, lo Stato lo deve proteggere come qualsiasi altro bambino.
23.Il bambino svantaggiato fisicamente e mentalmente deve vivere una vita completa e soddisfacente. Gli Stati devono garantire l’assistenza gratuita se i genitori o i tutori sono poveri. Inoltre bisogna fornire al bambino occasioni di divertimento.
24.Il bambino deve poter vivere in salute anche con l’aiuto della medicina. Gli Stati devono garantire questo diritto con diverse iniziative tra cui:
-combattere le malattie e la malnutrizione fornendo cibi nutritivi e acqua potabile.
-assistere le madri prima e dopo il parto.
-informare tutti i cittadini sull’importanza dell’allattamento al seno e sull’igiene.
-aiutare i genitori a prevenire le malattie e a limitare le nascite.
25.Il bambino che è stato curato deve essere controllato periodicamente.
26.Ogni bambino deve essere assistito in caso di necessità, di malattia o necessità economica tenendo conto delle possibilità dei genitori o dei tutori.
27.Ogni bambino ha diritto a vivere bene. Gli Stati devono aiutare le famiglie a nutrirlo, a vestirlo, ad avere una casa, anche quando il padre si trova in un altro Stato.
28.Il bambino ha diritto all’istruzione.
29.L’educazione del bambino deve sviluppare tutte le sue capacità; rispettare i diritti umani e le libertà; rispettare i genitori, la lingua e la cultura del paese in cui egli vive; preparare il bambino ad andare d’accordo con tutti; rispettare l’ambiente naturale.
30.Il bambino che ha una lingua o una religione diversa, ha il diritto di unirsi con altri del suo gruppo per partecipare ai riti e parlare la propria lingua.
31.Il bambino ha il diritto di giocare, di riposarsi e di svagarsi.
32.Il bambino non deve essere costretto a fare dei lavori pesanti o rischiosi per la sua salute.
33.Gli Stati devono proteggere il bambino contro le droghe ed evitare che sia impiegato nel commercio della droga.
34.Gli Stati devono proteggere il bambino dallo sfruttamento sessuale.
35.Gli Stati devono mettersi d’accordo per evitare il rapimento, la vendetta o il traffico di bambini.
36.Gli Stati devono proteggere il bambino da ogni forma di sfruttamento.
37.Nessun bambino deve essere sottoposto a tortura o punizioni crudeli. Se un bambino deve andare in prigione deve essere per un motivo molto grave e per un breve periodo. In carcere deve essere rispettato, deve mantenere i contatti con la famiglia e deve essere tenuto separato da carcerati adulti.
38.In caso di guerra il bambino non deve essere chiamato a partecipare se non ha almeno 15 anni.
39.Se il bambino è vittima della guerra, tortura o sfruttamento deve essere aiutato a recuperare la sua salute.
40.Il bambino che non osserva la legge deve essere trattato in modo da rispettare la sua dignità. Gli Stati devono garantire:
-che nessun bambino sia punito per cose non punite dalla legge dello Stato;
-che il bambino accusato sia assistito da un avvocato e sia ritenuto innocente finché non è condannato;
-che la sua causa sia definita velocemente;
-che se giudicato colpevole abbia il diritto alla revisione della sentenza;
-che se parla un’altra lingua abbia l’assistenza di un interprete.
Invidia e gelosia sono sentimenti che spesso si intersecano.
L’invidia, spiega il vocabolario, è un sentimento spiacevole che si prova per un bene o una qualità altrui che si vorrebbero per sé, accompagnato spesso da avversione e rancore per colui che invece possiede tale bene o qualità.
L’invidia è anche la disposizione a provare tale sentimento, dovuta per lo più per un senso di orgoglio per cui non si tollera che altri abbiano pari o superiori doti, o riesca meglio nella sua attività o abbia maggiore fortuna.
Nella dottrina cattolica è uno dei sette vizi capitali, direttamente opposto alla virtù della carità.
Per gelosia, nell’estensione del termine, si intende il risentimento che si prova nel vedere che altri ci è preferito o che ad altri è concesso un affetto o un vantaggio che vorremmo per noi o l’invidia, il desiderio d’emulazione e la rivalità.
Entrambi i sentimenti sono da condannare e da combattere. Se coltivati possono davvero ottenebrare la mente e portare a gesti avventati difficilmente controllabili.
Per invidia o gelosia si può perfino arrivare ad uccidere, come la vicenda di Sarah Scazzi ci insegna. Non sottovalutiamo questi sentimenti cerchiamo di combatterli in tempo, prima che sia TROPPO TARDI.
Spegnendo luci, computer, televisori, scaldaacqua, e altri elettrodomestici, quando non servono. Anche i led consumano energia, impariamo a staccare la spina dalla presa quando finiamo di usare un elettrodomestico.
I cellulari la notte non servono, lasciandoci accesi contribuiamo a inquinare l’ambiente in cui viviamo e saremo costretti a caricarli più spesso aumentando il nostro consumo di energia elettrica.
Se sporchiamo meno, puliamo anche meno risparmiando detersivi, strofinacci, acqua, energia.
Se le trattiamo bene, le nostre cose dureranno più a lungo.
Se mangiamo tutti la stessa pietanza, e tutti alla stessa ora, eviteremo di accendere più fornelli e di lavare più pentole.
Prima di comprare qualcosa riflettiamoci bene. A volte si compra anche ciò che non serve.
Usando tovaglioli di stoffa anziché di carta.
Usando saponetta al posto del bagnoschiuma o del sapone liquido. Oltre a risparmiare, in questo modo, rispetteremo anche l’ambiente.
Se occorre, saper dire di no a qualcosa, senza proteste o mugugni
Siamo temperanti e moderati nelle consumazioni e nel divertimento.
Usiamo poco gli elettrodomestici, molto di ciò che facciamo usando elettrodomestici, può essere fatto a mano.
Usiamo l’automobile solo se veramente necessario, camminare a piedi fa bene alla salute e rinfresca la mente.
Se, all’interno degli ambienti, creiamo la giusta ventilazione, non serve sprecare energia per accendere ventilatori o condizionatori. E se ci copriamo un po’ di più anche all’interno di ambienti chiusi, evitando dispersioni di calore, possiamo limitare l’uso di stufe o pompe di calore. È bene limitare il loro utilizzo a pochi momenti di effettiva necessita, oltre a risparmiare ci guadagneremo anche in salute.
Maneggiando con cura e cautela ogni oggetto. Per esempio aprire, chiudere, toccare, posare: se fatto con calma e accuratezza evita inutili danneggiamenti.
Se ognuno di noi rinuncia a qualcosa può darlo a chi non ha. Nei giorni 17, 18 e 19 settembre 2010 ci sarà una grande mobilitazione contro la povertà: partecipa anche tu. Partecipiamo numerosi. Facciamo sentire la nostra voce. Rinunciamo ai nostri egoismi, all'indifferenza, allo spreco. Facciamo qualcosa anche dopo: PERCHè NON SIA SOLTANTO PER UN GIORNO.